🏛️ Domenica 7 dicembre, come ogni prima domenica del mese, sarà possibile visitare gratuitamente gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale e ̶diverse aree archeologiche della città. 

🏺 L’iniziativa offre l’opportunità di scoprire collezioni permanenti, mostre temporanee e luoghi simbolo della Capitale.

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Il 7 dicembre ingresso gratuito nei musei civici e nei siti archeologici di Roma Capitale

Redazione

Domenica 7 dicembre, come ogni prima domenica del mese, sarà possibile visitare gratuitamente gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale e ̶diverse aree archeologiche della città. L’iniziativa offre l’opportunità di scoprire collezioni permanenti, mostre temporanee e luoghi simbolo della Capitale.

Piazza del Campidoglio

Tra le proposte di dicembre, tornano anche le visite guidate a Palazzo Senatorio sul Campidoglio, sede del Comune di Roma sin dal 1143, durante le quali guide esperte accompagneranno i visitatori alla scoperta delle maestose sale del Palazzo, fornendo approfondimenti sulla sua storia millenaria. L’Itinerario, promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si snoderà lungo un percorso che partirà dall’ingresso di Sisto IV, in prossimità della colonna con la scultura della Lupa (via di S. Pietro in Carcere), storico ingresso di rappresentanza, per proseguire con la visione dei resti archeologici del Tempio di Veiove e, attraversando alcuni degli ambienti più rappresentativi dell’amministrazione Capitolina, terminerà con l’uscita verso le scale del Vignola. Le visite, gratuite con prenotazione obbligatoria attraverso il numero 060608, si svolgeranno in lingua italiana in quattro turni da massimo 30 partecipanti ciascuno, con partenze alle ore 10.00, 11.30, 15.00 e 16.30, per una durata di circa 75 minuti.

Domenica 7 dicembre saranno straordinariamente aperti a ingresso libero anche il Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio; (10:00 – 16:00 con ultimo ingresso alle ore 15:00 – ingressi Viale del Parco del Celio 20/22 – Clivo di Scauro 4); l’Area Sacra di Largo Argentina (ore 9.30-16; via di San Nicola De’ Cesarini di fronte al civico 10), l’area archeologica del Circo Massimo (ore 9.30-16) e i Fori Imperiali (ore 09.00 – 16.30; ingresso dalla Colonna Traiana).

Si potranno inoltre visitare i Musei Capitolini; i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali; il Museo dell’Ara Pacis; la Centrale Montemartini; il Museo di Roma a Palazzo Braschi; il Museo di Roma in Trastevere; la Galleria d’Arte Moderna; i Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca e Casino dei Principi); il Museo Civico di Zoologia.

Area sacra di Largo Argentina

Tutte le mostre aperte

A ingresso gratuito anche le esposizioni temporanee nelle sedi del Sistema Musei di Roma Capitale, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1), con la mostra Antiche civiltà del Turkmenistan, nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori che espone una ricca collezione di opere, alcune delle quali mai uscite dal Turkmenistan, provenienti dalla Margiana protostorica (III – II millennio a.C.) e dell’antica Partia, in particolare e dal sito della città di Nisa. Nelle sale di Palazzo Clementino si potrà invece visitare I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli.  (www.museicapitolini.org).

Il nostro servizio sulla mostra

https://storiearcheostorie.com/2025/10/25/antiche-civilta-turkmenistan-musei-capitolini-2025/

Ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini (via Ostiense 106) la mostra monografica Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione, dedicata alla studiosa che ebbe un ruolo fondamentale nella documentazione delle trasformazioni urbane e degli scavi archeologici della città, grazie a riproduzioni a colori particolarmente accurate e dettagliate. (www.centralemontemartini.org).

Il nostro servizio sulla mostra

https://storiearcheostorie.com/2025/10/17/maria-barosso-artista-archeologa-mostra-centrale-montemartini-roma/

Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (Via IV Novembre 94) sarà possibile visitare 1350. Il Giubileo senza papa, esposizione che celebra il Giubileo del 2025 intrecciando fede, storia e cultura in un unico racconto. In esposizione circa sessanta opere, tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali e rare testimonianze di valore storico e documentario.

La prima domenica di dicembre sarà anche l’occasione per visitare le diverse esposizioni di grande interesse artistico presenti presso i Musei di Villa Torlonia (www.museivillatorlonia.it): al Casino dei Principi sarà visitabile la mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione, una antologica con circa 80 opere che ripercorre l’intera vicenda artistica del pittore, dagli esordi negli anni Quaranta con la vicinanza alla Scuola Romana fino all’espressionismo astratto degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

Nelle sale della Dipendenza della Casina delle Civette sarà possibile visitare PYSANKA. La bellezza fragile dell’Arte Ucraina, che illustra la tradizione ucraina dell’uovo decorato, simbolo di rinascita e fertilità. Sempre alla Casina delle Civette prosegue Niki Berlinguer. La signora degli arazzi, una panoramica della produzione della celebre tessitrice italiana.

Sarà visitabile anche il Museo della Scuola Romana, recentemente riallestito al secondo piano del Casino Nobile, che espone oltre 150 opere tra dipinti, sculture, disegni e incisioni, che racconteranno la vita artistica romana nel periodo interbellico.

Al Museo di Roma in Trastevere (piazza S. Egidio 1/b) si potranno visitare le tre esposizioni: Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra con i reportage realizzati sull’intero territorio nazionale da fotografe e fotografi che sperimentano nuovi linguaggi attraverso il viaggio esplorando i paesaggi e incontrano luoghi e comunità nei giorni di festa. Nelle sale al primo piano Cine de Papel. Poster cubani di cinema italiano dalla collezione Bardellotto, 140 opere tra cui poster, bozzetti e locandine, attraverso i quali i creativi dell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica hanno reinterpretato con originalità e ingegno i film in programmazione nei cinema cubani senza mai usare le immagini degli attori protagonisti della pellicola. Infine, nelle Sale del Pianoforte, Piero Angelo Orecchioni Occhioni. Con gli occhi e con le orecchie, un’ampia selezione di lavori tra disegni, dipinti, installazioni, fotografie, oggetti, ricami e documenti personali, in un viaggio poetico nella dimensione più fragile ed essenziale dell’esistenza e una riflessione sull’identità e sul legame indissolubile tra memoria e tempo presente. (www.museodiromaintrastevere.it).

Nelle Salette al piano terra del Museo di Roma (Piazza San Pantaleo, 10 e Piazza Navona, 2), sarà visitabile Bienalsur, Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea del Sud, fondata nel 2017, è concepita come un punto di incontro tra diverse culture, capace di sviluppare una rete istituzionale internazionale che unisce diverse aree geografiche favorendo la diffusione dell’arte latinoamericana nel mondo. (www.museodiroma.it )

Infine, al Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldrovandi, 18) Still Life, una mostra collettiva di arte contemporanea che propone una riflessione critica sulle modalità di rappresentazione e sulla fragilità dell’esistente. Le opere affrontano temi urgenti quali ecologia, identità culturale ed etica della cura, configurandosi come un racconto collettivo capace di attraversare discipline, sensibilità e linguaggi diversi. ( www.museocivicodizoologia.it )

Domenica 7 dicembre saranno aperti regolarmente al pubblico anche i musei e siti abitualmente ad ingresso libero, ovvero: Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura, Villa di Massenzio.

Villa Torlonia

Anche i due musei dentro la splendida Villa Borghese proporranno interessanti esposizioni. Al Museo Carlo Bilotti Aranciera (via Fiorello La Guardia, 6 e Viale dell’Aranciera, 4) saranno visitabili Silvia Scaringella. Deus sive natura, che esplora le relazioni tra comportamenti umani e natura, il rapporto casa-albero, la morfologia dei fiori e lo scheletro umano, e Piero Mascetti. Echi barocchi e visioni urbane, un percorso tra olio, colore e materia che ripercorrerà la produzione dell’artista dagli esordi a oggi. (www.museocarlobilotti.it )

Mentre, al Museo Pietro Canonica (viale Pietro Canonica) sarà possibile accedere a I Giganti gentili – Architettura e antropologia delle torri colombaie della provincia di Esfahan, un itinerario tra immagini e racconti che illustrerà l’architettura e il significato storico delle torri colombaie iraniane, un aspetto poco noto ma affascinante della cultura locale. (www.museocanonica.it).

Il nostro servizio sulla mostra

https://storiearcheostorie.com/2025/10/22/mostra-giganti-gentili-torri-colombaie-esfahan-roma-iran/

Fanno eccezione alla gratuità (ingresso a tariffazione ordinaria, con tariffa ridotta per i possessori della MIC Card):

  • Cartier e il Mito ai Musei Capitolini (Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Sale al primo piano) con alcune delle creazioni più prestigiose della Maison Cartier, in un dialogo evocativo con le sculture antiche della collezione di Palazzo Nuovo che la prima volta ospita una mostra temporanea. In occasione della domenica gratuita la tariffazione sarà la seguente: ingresso gratuito per i possessori di MIC Card, biglietto intero solo mostra € 8,00, biglietto ridotto solo mostre € 7,00. Obbligo di preacquisto online per tutti, anche del titolo gratuito (quindi anche per possessori MIC Card). (www.museicapitolini.org).
  • La Grecia a Roma (Musei Capitolini – Villa Caffarelli) Attraverso l’esposizione di oltre cento tra sculture e reperti archeologici, la mostra ricostruisce la graduale diffusione della cultura artistica greca a Roma, inizialmente attraverso episodici contatti commerciali e, in seguito all’espansione militare di Roma nel Mediterraneo Orientale, tramite la massiccia importazione di opere originali. (www.museicapitolini.org).

Leggi il nostro servizio sulla mostra

https://storiearcheostorie.com/2025/11/28/la-grecia-a-roma-musei-capitolini-mostra/

  • Ville e giardini di Roma: una corona di delizie, (Museo di Roma Piazza San Pantaleo, 10 e Piazza Navona, 2) ovvero lo sviluppo dell’arte dei giardini, dal XVI alla seconda metà del XX secolo. Attraverso 190 opere, tra dipinti e vedute, in molti casi inedite, è possibile conoscere l’aspetto originario di ville e giardini oggi scomparsi o totalmente rimaneggiati. Le opere esposte mostrano la fortuna dei giardini romani nell’immaginario pittorico, il loro utilizzo come fondale scenografico per feste, per celebrazioni e per esibizioni del potere. (www.museodiroma.it )
  • IMPRESSIONISMO e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts, (Museo dell’Ara Pacis – Spazio espositivo – Via di Ripetta n. 180), un’occasione straordinaria per ammirare una selezione unica di opere dei grandi maestri dell’arte moderna europea tra Otto e Novecento. Il percorso, articolato in quattro sezioni, accompagna il visitatore dalle origini dell’Impressionismo fino alle avanguardie del primo Novecento, presentando dipinti di Courbet, Renoir, Degas, Cézanne, Van Gogh, Matisse, Picasso, Modigliani, Kandinskij, Beckmann e di molti altri protagonisti dell’arte europea. (www.arapacis.it ).
  • Rifugio antiaereo e bunker di Villa Torlonia, (Casino Nobile, via Nomentana 70) con un nuovo percorso espositivo che documenta la vita di Mussolini e della famiglia nella villa e, attraverso un’esperienza multimediale immersiva, permette di rivivere i momenti drammatici delle incursioni aeree durante la Seconda guerra mondiale. Prenotazione obbligatoria per singoli e gruppi. (www.museivillatorlonia.it)
  • Circo Maximo Experience, che offre la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale, dalle 10:00 alle 16:00 (ogni 15 min. – ultimo ingresso alle ore 14:50). (www.circomaximoexperience.it)

Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono disponibili su www.museiincomuneroma.it e sui canali social dei Musei in Comune e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura.

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In Danimarca riemerge un “cerchio” neolitico simile a Stonehenge (ma di legno). Gli archeologi: “Scoperta straordinaria”

Elena Percivaldi

Straordinaria scoperta nella regione di Vesthimmerland, nel nord della Danimarca. Qui gli scavi hanno riportato alla luce le tracce di un imponente cerchio di legno, datato tra il 2600 e il 1600 a.C., che ricorda il celebre recinto di Stonehenge. O meglio, Woodhenge, un grande cerchio di legno che si trova a circa 3 km a nord-est del gigantesco monumento megalitico patrimonio Unesco, anch’esso considerato parte del complesso neolitico.

Individuato dagli archeologi del Vesthimmerlands Museum sotto la guida della curatrice Sidsel Wåhlin e del responsabile degli scavi Andreas Bo Nielsen, il sito potrebbe svelare nuovi dettagli sulle pratiche rituali e la vita sociale delle antiche comunità europee tra il tardo Neolitico e l’inizio dell’Età del Bronzo.

Un cerchio di legno di oltre 4.000 anni fa

Con un diametro di circa 30 metri, l’enorme struttura circolare di Vesthimmerland era composta da almeno 45 pali di legno disposti a intervalli regolari di 2. Si trattava, insomma, di un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria preistorica. La sua scoperta è avvenuta quasi per caso, durante i lavori preliminari per un progetto edilizio vicino alla città di Stenild. Ciò che inizialmente sembrava solo una serie di buche nel terreno si è invece rivelato un complesso cerimoniale di straordinaria importanza. “Il cerchio di legno di Vesthimmerland è un ritrovamento eccezionale”, dice entusiasta Sidsel Wåhlin. “Ci offre preziose informazioni sulle pratiche rituali e le strutture sociali di una società preistorica interconnessa a livello internazionale.”

Il cerchio di Vesthimmerland: un paesaggio rituale

Il cerchio di legno di Vesthimmerland non è un elemento isolato. Si trova infatti immerso all’interno di un “paesaggio rituale” che comprende un altro piccolo “woodhenge” (cerchio di legno) a circa due chilometri di distanza, una vasta necropoli del tardo Neolitico e numerosi insediamenti della stessa epoca. Questa concentrazione di siti suggerisce che l’area fosse un centro di attività cerimoniali e sociali, un luogo dove le comunità si riunivano per celebrare, commemorare i defunti o forse osservare il cielo.

Vasi campaniformi della Turingia ( Germania ) e di Tököl ( Ungheria ), c.  2500-2200 a.C. [WIKIMEDIA COMMONS By Alfons Åberg – Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17781795%5D

La Cultura del Vaso Campaniforme, ponte tra civiltà

Ma chi ha costruito fattivamente il cerchio? Secondo gli archeologi, la struttura sarebbe da attribuire alla “Cultura del Vaso Campaniforme” (Bell Beaker Culture), diffusa in Europa tra il 2800 e il 1800 a.C. e così chiamata per le sue ceramiche dalla forma caratteristica “a campana”. Al centro di una rete di scambi commerciali che collegava regioni tra loro lontane, questa cultura, che fiorì nella tarda età del Rame (2600-1900 a.C. circa), fu artefice di importanti innovazioni – in primis nel campo della metallurgia – e di nuove e più complesse forme di organizzazione sociale, segnando la transizione verso l’età del Bronzo.

Il cerchio di Vesthimmerland si inserisce in questo contesto, suggerendo che in quel tempo la Danimarca settentrionale fosse parte di un più ampio sistema di connessioni culturali che comprendevano buona parte dell’Europa. E anche le isole britanniche.

Un parallelo con Stonehenge?

Gli archeologi hanno infatti proposto un interessante parallelo tra il cerchio di Vesthimmerland e quello britannico di Woodhenge, che sorge a circa 3 Km dal recinto di pietre di Stonehenge, è parte dello stesso complesso Unesco ed è orientato al solstizio d’estate. Come Woodhenge, anche il sito danese era realizzato in legno. Struttura circolare e contesto cerimoniale sono paragonabili, secondo gli studiosi, a quelle del monumento britannico.

Woodhenge, non lontano da Stonehenge: i pilastri segnano il luogo dove sorgevano i pali in legno del recinto (WIKIMEDIA COMMONS, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=48577)

La datazione della struttura danese, stimata tra il 2600 e il 1600 a.C., la colloca in “contemporanea” con le prime fasi di costruzione del complesso di Stonehenge. Il che suggerisce l’affascinante ipotesi di un possibile l’influenza culturale tra le popolazioni del nord Europa e quelle delle isole britanniche.

Ancora da indagare nei dettagli è l’esatta funzione del sito. Gli studiosi ritengono che questi cerchi, sia in legno che in pietra, fossero utilizzati per scopi rituali, forse legati all’osservazione astronomica o a celebrazioni stagionali. Un primo indizio potrebbe arrivare dalle buche di palo, al momento in corso di studio: potrebbero contenere resti organici o offerte votive che in grado di aiutare a capire meglio cosa avveniva sul sito.

Stonehenge (Wikimedia Commons. Diego Delso CC BY-SA 4.0)

Ma la risposta definitiva, si spera, giungerà dallo scavo, che gli archeologi del Vesthimmerlands Museum hanno già annunciato di voler proseguire nei prossimi mesi. “Il cerchio di legno è senza dubbio una testimonianza della complessità delle società preistoriche,” ha aggiunto Andreas Bo Nielsen. “Non vediamo l’ora di iniziare a scavare per scoprire cosa ancora ci nasconde.”

Immagine in apertura: Ricostruzione del recinto sulla base delle buche di palo ritrovate sul sito. (©Vesthimmerlands Museum)

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Gode oplevelser på VESTHIMMERLANDS MUSEUM

Vesthimmerlands museum

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