LA NOTIZIA: L’ottavo fronte di Netanyahu

L’ottavo fronte. Così Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha definito domenica sera nell’intervista a “60 Minutes” della CBS i social media. Il fronte dove Israele combatte «con la cavalleria polacca contro chi attacca con gli F-35». L’analogia è sua, citata dal transcript CBS del 10 maggio: il riferimento è alla disfatta polacca del settembre 1939.
Major Garrett gli chiede conto delle accuse della Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra a Gaza. Il premier risponde: «In guerra gli eserciti a volte sbagliano e i civili muoiono. Sono errori, non azioni deliberate.» Errori. La parola arriva mentre l’analisi pubblicata ieri da Nove Colonne sui dati OHCHR rilanciati dall’ONU fissa le vittime accertate a 72.737. Mortalità del 3,46% sulla popolazione iniziale. L’80% non combattenti. Donne e minori il 70% dei decessi identificati. Feriti oltre 172.000. Operatori umanitari uccisi 560, i giornalisti 270.
Errori. Garrett mostra il sondaggio Pew: il 60% degli americani ha un’opinione sfavorevole d’Israele, venti punti in più in quattro anni. Netanyahu attribuisce il crollo «quasi al 100% all’ascesa geometrica dei social media». Diversi paesi, dice, «hanno manipolato i social. E questo ci ha danneggiati gravemente.»
Il rovesciamento è perfetto. Conta l’immagine del corpo, il corpo stesso conta meno. Quando il premier di uno Stato sotto procedura davanti alla Corte internazionale di giustizia per quello che la Corte definisce plausibile genocidio chiama “ottavo fronte” il proprio isolamento, sta dicendo che il problema sono le telecamere. Le macerie restano fuori inquadratura.
A Marmaris la Global Sumud Flotilla ha chiuso ieri l’assemblea internazionale; Saif Abukeshek e Thiago Ávila, espulsi domenica da Israele come «provocatori professionisti», sono il primo fronte.
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Netanyahu's eighth front

The Eighth Front. That’s how Benjamin Netanyahu, the Israeli prime minister, defined social media Sunday evening in an interview with CBS’s “60 Minutes.” The front where Israel is fighting “with Polish cavalry against those who attack with F-35s.” The analogy is his, cited from the CBS transcript of May 10th: the reference is to the Polish defeat of September 1939.

Major Garrett asks him to account for the accusations of the International Criminal Court regarding war crimes in Gaza. The prime minister responds: “In war, armies sometimes make mistakes and civilians die. These are errors, not deliberate actions.” Errors. The word comes as the analysis published yesterday by Nove Colonne on data released by the UN from OHCHR sets the confirmed number of victims at 72,737. Mortality of 3.46% of the initial population. 80% non-combatants. Women and minors account for 70% of the identified deaths. Over 172,000 injured. Humanitarian workers killed 560, journalists 270.

Errors. Garrett shows the Pew poll: 60% of Americans have an unfavorable opinion of Israel, twenty points higher than in four years. Netanyahu attributes the collapse “almost 100% to the geometric rise of social media.” Several countries, he says, “have manipulated social media. And this has seriously damaged us.”

The reversal is perfect. It counts the image of the body, the body itself counts for less. When the prime minister of a state under procedure before the International Court of Justice for what the Court defines as plausible genocide calls his isolation “the eighth front,” he is saying that the problem is the cameras. The rubble remains out of frame.

In Marmaris, the Global Sumud Flotilla closed its international assembly yesterday; Saif Abukeshek and Thiago Ávila, expelled Sunday by Israel as “professional provocateurs,” are the first front.

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https://www.lanotiziagiornale.it/lottavo-fronte-di-netanyahu/

L'ottavo fronte di Netanyahu | LA NOTIZIA

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Il Fatto Quotidiano: Ex ministro polacco ricercato “rifugiato” in Ungheria vola negli Usa. Magyar: “Non siamo la discarica dei criminali”

Budapest lo scorso anno gli aveva concesso asilo, ma il nuovo premier Peter Magyar, ha detto già prima del suo insediamento che l’Ungheria non avrebbe più protetto persone ricercate altrove. Così l’ex ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro, ricercato nel suo Paese e che per questo si era rifugiato nell’Ungheria di Viktor Orban, è fuggito negli Stati Uniti. “Sono negli Stati Uniti. Sono arrivato ieri”, ha affermato in una intervista a Republika Ziobro, leader del partito della destra polacca alleata al PiS, Polonia Sovrana, che rischia una condanna fino a 25 anni di carcere se condannato per le accuse formalizzate contro di lui che includono abuso di potere, aver coordinato attività della criminalità organizzata e stornato fondi destinati alle vittime della criminalità per acquistare sistemi spia israeliani Pegasus.
“L’Ungheria non sarà più la discarica dei criminali ricercati a livello internazionale”, aveva dichiarato Magyar il giorno dopo aver vinto le elezioni, citando esplicitamente Ziobro e il suo ex vice, Marcin Romanowski, accusato di appropriazione indebita di quasi 40mila euro. Non è chiaro come abbia fatto Ziobro a entrare negli Usa, dal momento che Varsavia ha revocato da tempo i suoi passaporti polacco e diplomatico. La Polonia contatterà gli Stati Uniti e l’Ungheria per chiedere su quali basi legali Ziobro è riuscito a entrare negli Stati Uniti anche senza documenti validi. “Non fermeremo i nostri sforzi per garantire che lui e Romanowski compaiano di fronte alla giustizia in Polonia“, ha affermato il ministro della Giustizia polacco, Waldemar Zurek dopo aver anticipato che, “se confermata la sua presenza negli Usa, Varsavia ne chiederà l’estradizione”.
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Former Polish minister sought after “refugee” in Hungary flies to the US. Magyar: “We are not the dump for criminals.”

Last year, Budapest had granted asylum to him, but the new Prime Minister Peter Magyar had already stated before his inauguration that Hungary would no longer protect people sought elsewhere. Thus, the former Polish Justice Minister Zbigniew Ziobro, wanted in his country and who had sought refuge in Viktor Orban’s Hungary for this reason, fled to the United States. “I am in the United States. I arrived yesterday,” Ziobro said in an interview with Republika, leader of the right-wing Polish party allied with PiS, Sovereign Poland, which risks a sentence of up to 25 years in prison if convicted of the charges filed against him, including abuse of power, coordinating organized crime activities, and diverting funds intended for victims of crime to purchase Israeli Pegasus spy systems.

“Hungary will no longer be the dumping ground for internationally wanted criminals,” Magyar had declared the day after winning the elections, explicitly citing Ziobro and his former deputy, Marcin Romanowski, accused of misappropriating nearly 40,000 euros. It is unclear how Ziobro managed to enter the US, as Warsaw had long revoked his Polish and diplomatic passports. Poland will contact the United States and Hungary to ask on what legal grounds Ziobro was able to enter the United States without valid documents. “We will not cease our efforts to ensure that he and Romanowski appear before the courts in Poland,” said Polish Justice Minister Waldemar Zurek after stating that, “if his presence in the US is confirmed, Warsaw will request his extradition.”

Article Ex Polish Minister Sought “Refugee” in Hungary Flies to US. Magyar: “We Are Not the Dumping Ground for Criminals” is from Il Fatto Quotidiano.

#Polish #Hungary #Magyar #Budapest #PeterMagyar #Justice #ZbigniewZiobro #ViktorOrban’s #theUnitedStates #Ziobro #Republika #Poland #Israeli #MarcinRomanowski #Warsaw #Romanowski #WaldemarZurek #IlFattoQuotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/11/ziobro-fuga-usa-ungheria-notizie/8381737/

Ex ministro polacco ricercato “rifugiato” in Ungheria vola negli Usa

Zbigniew Ziobro, ricercato nel suo Paese e che per questo si era rifugiato nell’Ungheria di Orban, è accusato di aver coordinato attività della criminalità organizzata e stornato fondi destinati alle vittime della criminalità per acquistare sistemi spia israeliani Pegasus. Se condannato rischia 25 anni

Il Fatto Quotidiano

Cronaca: Statale del Brennero, camionista ubriaco al volante: tasso alcolemico sei volte oltre il limite

Segnalato al 112, un autoarticolato immatricolato in Polonia è stato intercettato dalla Polizia locale mentre procedeva pericolosamente. L’autista, in stato di forte alterazione alcolica (oltre 3,3 g/l), è stato denunciato: patente ritirata e mezzo sequestrato. Il veicolo è stato avvistato mentre si spostava "a zigzag" lungo la statale 12

Brennero Highway, drunk driver: blood alcohol level six times over the limit.

Reported to the 112, a Polish-registered semi-trailer was intercepted by the local police while proceeding dangerously. The driver, in a state of strong alcohol intoxication (over 3.3 g/l), has been reported: license suspended and the vehicle seized. The vehicle was observed moving “zig-zag” along the SS12 highway.

#BrenneroHighway #Polish

https://www.altoadige.it/cronaca/statale-del-brennero-camionista-ubriaco-al-volante-tasso-alcolemico-sei-volte-oltre-il-limite-1.4359074

Statale del Brennero, camionista ubriaco al volante: tasso alcolemico sei volte oltre il limite

Segnalato al 112, un autoarticolato immatricolato in Polonia è stato intercettato dalla Polizia locale mentre procedeva pericolosamente. L’autista, in stato di forte alterazione alcolica (oltre 3,3 g/l), è stato denunciato: patente ritirata e mezzo sequestrato. Il veicolo è stato avvistato mentre si spostava "a zigzag" lungo la statale 12

Alto Adige

Today's destination: Woe-witch.

Follow me for more #Polish names.

Domani: Da Magyar a Tusk, tutti da Meloni: il reset dell’amica di Orbán. Nel Ppe è ormai di casa

Non contento di aver sconfitto l’autocrate, il vincitore delle elezioni ungheresi lo umilia coi selfie da Chigi. La premier nostrana sta al gioco, si fa lusingare dal premier polacco e sposta l’Italia più a Est. Oltre a mettersi sempre più comoda tra i Popolari europei...

From Orban’s friend to Tusk, all to Meloni: resetting the friend of Orbán. She’s now at home in the EPP.

Unhappy with having defeated the autocrat, the winner of the Hungarian elections humiliates him with Chigi selfies. Our prime minister is playing along, flattered by the Polish prime minister and shifting Italy further east. In addition to feeling increasingly comfortable among the European People’s Party…

#Orban #Meloni #Hungarian #Chigi #Polish #Italy

https://www.editorialedomani.it/politica/europa/da-magyar-a-tusk-tutti-da-meloni-il-reset-dellamica-di-orban-nel-ppe-e-ormai-di-casa-vdnicguj

Da Magyar a Tusk, tutti da Meloni: il reset dell’amica di Orbán. Nel Ppe è ormai di casa

Non contento di aver sconfitto l’autocrate, il vincitore delle elezioni ungheresi lo umilia coi selfie da Chigi. La premier nostrana sta al ... Scopri di più!

Domani

Adnkronos - ultimoratop: Italia-Polonia, Meloni: "Radici culturali profonde, innalzare cooperazione a livello più alto"

(Adnkronos) - La premier riceve il primo ministro polacco Tusk: "Rapporti economici molto intensi. L’interscambio commerciale lo scorso anno ha toccato un nuovo record storico, superando per la prima volta i 36 miliardi di euro"

Italy-Poland, Meloni: "Deep cultural roots, raise cooperation to the highest level"

(Adnkronos) - The Prime Minister receives the Polish Prime Minister Tusk: “Economic relations are very intense. Trade exchange last year reached a new historical record, exceeding for the first time 36 billion euros.”

#Italy #Poland #Meloni #Polish #first

https://www.adnkronos.com/politica/italia-polonia-meloni-tusk-inno-nazionale_1jVyV3tupOEe6Q8abgVXaZ

Italia-Polonia, Meloni: "Radici culturali profonde". La curiosità sull'Inno che non tutti conoscono

La premier: 'Innalzare cooperazione a livello più alto'

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