Italia multa a Cloudflare con 14M€ por no bloquear webs pirata bajo demanda. El choque entre la infraestructura neutral y la censura rápida está aquí.
#Cloudflare #PiracyShield #RegulacionInternet
Italia multa a Cloudflare con 14M€ por no bloquear webs pirata bajo demanda. El choque entre la infraestructura neutral y la censura rápida está aquí.
#Cloudflare #PiracyShield #RegulacionInternet
2.000 persone che avrebbero utilizzato piattaforme illegali per guardare le partite di #SerieA riceveranno lettere: 1.000 euro a testa per risolvere la questione in via extragiudiziale
Luigi De Siervo (CEO Serie A): "non ci sono più zone grigie".
Gli utenti identificati dalla Guardia di Finanza attraverso i registri del traffico dati, dimostrando che hanno consapevolmente avuto accesso a contenuti illegali.
totalmente d'accordo con Gambardella!
Si può contemporeneamente sostenere che la % di comunicazioni che passa attraverso i servizi di #cloudflare (e altre aziende USA) sia un problema che la UE (e quindi l'Italia) deve affrontare E che il #piracyshield - oltre a non servire allo scopo per cui è stato creato - sia un altro enorme problema per la libertà di comunicazione online in Italia.
Lo scrivo perché mi pare che dopo le dichiarazioni del CEO di Cloudflare si stia creando una contrapposizione che in realtà imho non esiste. 🧵 1/2
Walled Culture the book, three years on
Walled Culture the book (free digital versions available) was launched just over three years ago. A few weeks afterwards, I talked with journalist and editor Maria Bustillos about the book and its background, as part of the Internet Archive’s Book Talk series. That interview has just been added to the Future Knowledge Podcast series in a shortened form, so this seems like a good moment to […]
#agcom #analogue #browsers #canada #cdn #collectiveLicensing #copyrightTerm #diamondOpenAccess #digital #digitalViolence #dns #ebooks #enforcement #eu #euCopyrightDirective #films #france #genai #generativeAi #germany #google #hostageWorks #humanRights #InternetArchive #interview #italy #levy #licensing #linkTax #MarrakeshTreaty #newspapers #openAccess #openai #piracyShield #podcast #portugal #publicDomain #publishers #routers #spain #streaming #tax #transparency #trueFans #tv #uk #uploadFilters #videoGames #vpn
https://walledculture.org/walled-culture-the-book-three-years-on/
Il post LinkedIn della professoressa Elisa Giomi, membro dissidente del collegio di AGCOM
Rispetto alla sanzione di #Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield.
Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli.
In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante.
Che merita meno tifoserie e più #metodo.
Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente.
1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti.
Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto.
2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati.
3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti.
4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti.
In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare...

Rispetto alla sanzione di Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield. Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli. In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante. Che merita meno tifoserie e più #metodo. Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente. 1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti. Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto. 2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati. 3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti. 4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti. In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare... | 34 comments on LinkedIn
Italy’s AGCOM fines Cloudflare €14.2M for refusing to block pirate sites via its public 1.1.1.1 DNS resolver under controversial Piracy Shield rules. 🌐
Cloudflare calls the order disproportionate, citing global impact; plans to appeal while weighing exit from Italian services. ⚖️
#TechNews #Privacy #Censorship #DNS #Data #Security #Rights #Regulation #Policy #DigitalRights #Tech #Law #Freedom #Accountability #Italy #Italia #IT #AGCOM #Cloudflare #Piracy #PiracyShield
Sulla preoccupante vicenda della sanzione a #Cloudflare, condivido l’intervento della dottoressa Giomi (AGCOM). Il punto 2 in particolare mi sembra di *fondamentale* importanza.

Rispetto alla sanzione di Agcom da oltre 14 milioni a #Cloudflare ho preso convintamente le distanze, come sull’intero procedimento che ha portato alla nascita di #PiracyShield. Non condivido, però, neppure la concezione di tutele e #regole, per quanto perfettibili, come inutili fardelli. In ogni caso, tra chi ci vede una svolta nella lotta alla #pirateria e chi un preoccupante “salto di qualità” verso #blocchi infrastrutturali sempre più automatici, il provvedimento ha riaperto un confronto importante. Che merita meno tifoserie e più #metodo. Tipo: discutere di proporzionalità, #garanzie e sostenibilità operativa. Metto dunque a fattor comune gli aspetti che ritengo possano fare la differenza tra costruire uno strumento stabile o un #contenzioso permanente. 1) Se l’enforcement si estende verso servizi infrastrutturali come #DNS pubblici, CDN o altri intermediari tecnici, il tema non è se i fornitori possano avere un ruolo nel contrasto ai contenuti #illeciti ma come evitare criteri troppo larghi che finiscano per trascinare nella rete anche usi pienamente leciti. Un’infrastruttura molto diffusa può comparire spesso anche nei contesti illeciti, ma questo non dovrebbe tradursi automaticamente in #obblighi applicati in modo indistinto. 2) Alla velocità del blocco dovrebbe corrispondere una velocità comparabile di correzione, con procedure chiare, tracciabili e tempi di ripristino espliciti, perché gli errori o gli #overblocking per quanto non desiderati sono sempre possibili e quando accadono ne derivano danni immediati. 3) È fisiologico che le segnalazioni operative arrivino dai titolari dei #diritti o da soggetti incaricati ma un sistema di accertamento delle #violazioni credibile nel lungo periodo dovrebbe poggiare su standard pubblici minimi di qualità della prova, #audit indipendenti periodici e un #contraddittorio effettivo e tempestivo, almeno nei casi dubbi o ricorrenti. 4) Chi sostiene i #costi tecnici, legali e organizzativi di questa operatività quotidiana? Se una quota rilevante ricade su #ISP e intermediari, è ragionevole aprire una discussione su governance, cost-sharing (o criteri trasparenti di ripartizione), responsabilità in caso di segnalazioni errate e reportistica pubblica su volumi, #tempi ed esiti. In sintesi: proviamo ad uscire dal manicheismo del “pro” o “contro” e chiediamoci invece quali garanzie e quali metriche nel sistema dei blocchi è necessario implementare... | 34 comments on LinkedIn
Paradosso: Cloudflare multata per non aver ottemperato a Piracy Shield
La società tecnologica statunitense, che si occupa di servizi di rete fondamentali per far funzionare internet, ha ricevuto giovedì 8 gen 2026 una sanzione di 14 milioni da #Agcom per il mancato rispetto delle norme nazionali contro la pirateria informatica.
Secondo il manager la multa è ingiusta, perciò minaccia pubblicamente di spegnere i suoi servizi in Italia
https://www.wired.it/article/cloudflare-piracy-shield-prince-multa-servizi-dsa/

Il funzionamento dello scudo nazionale anti-pirateria ha un peccato originale: non tiene conto di come funziona internet. E saranno le tanto vituperate regole europee a proteggere l'azienda Usa e il suo ad che sbaglia a usare l’arma del ricatto
Cloudflare vs Italie - Le bras de fer sur le Piracy Shield ne fait que commencer
https://fed.brid.gy/r/https://korben.info/cloudflare-italie-blocage-piratage-quitter-pays.html