Eni è uscita dal controverso consorzio per l'esplorazione di gas nelle acque palestinesi

Dopo aver minacciato querele nei confronti di organizzazioni come ReCommon che ne avevano anticipato il passo indietro, il colosso fossile italiano si è ritirato dal progetto di ricerca di risorse fossili nel tratto di mare antistante la Striscia di Gaza, lanciato a fine ottobre 2023. Una decisione comunicata in sordina al ministero dell'Energia di Tel Aviv

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L'odissea del rigassificatore di Piombino e la necessità di abbandonare il gas fossile

Il più grande operatore del sistema di trasporto del gas in Europa, che ha in capo anche il rigassificatore Italis Lng nel porto toscano, ha fatto richiesta di proroga per la permanenza in loco della Fsru. La comunità è contraria, così come il commissario straordinario, Eugenio Giani, presidente della Regione. Per ReCommon si tratta un’infrastruttura che non dovrebbe stare né a Piombino, né a Vado Ligure, né altrove. Ecco perché

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A tutto fossile: le banche che finanziano gli idrocarburi. I casi di Unicredit e Intesa

Un nuovo report di Reclaim finance ha comparato le risorse destinate dalle principali 65 banche ai combustibili fossili: tra il 2021 e il 2024 a questi ultimi sono andati poco più di 3.000 miliardi di dollari, contro i meno di 1.500 miliardi per le rinnovabili. Anche le due più grandi banche italiane sono in negativo, remando nella direzione opposta rispetto ai target climatici e alle indicazioni dell'Agenzia internazionale per l'energia

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Le compagnie di gas e petrolio contribuiscono ad appena l'1,42% delle rinnovabili globali

Un nuovo studio dell’Università di Barcellona pubblicato su Nature Sustainability smonta la retorica fossile dei "partner nella transizione". Solo lo 0,1% della produzione energetica delle 250 maggiori compagnie oil&gas proviene da fonti rinnovabili. Eni detiene solo lo 0,08% della capacità installata a livello globale, dell'energia estratta lo 0,4% deriva da rinnovabili e appena lo 0,01% della produzione di energia rinnovabile da impianti nel contesto italiano è partecipata dal colosso

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Un’altra energia (elettrica)

Secondo i dati provvisori diffusi da Terna, nel 2024 la produzione nazionale lorda di energia elettrica in Italia è cresciuta del 3,2%, attestandosi a 273,3 TWh. La quota termoelettrica è diminuita ancora (-6%, dopo il calo dell’anno precedente del 19,3%), a fronte di un aumento del 14,9% di quella generata da fonti rinnovabili. Quest’ultime concorrono per circa il 49% al mix della produzione elettrica nazionale

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ReCommon chiede a Snam di uscire dal business del gas in Israele

L'organizzazione ha partecipato all'assemblea degli azionisti del gigante energetico come “azionista critico” contestandone gli accordi con società private israeliane. "Ne va dell’immagine e della reputazione dell’azienda, qualora venisse associata pubblicamente ad atti configurabili come crimini di guerra". Sotto la lente anche il modello radicalmente fossile ed estrattivo del gruppo, dalla Romagna alla Sardegna

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Il "Piano strategico" di Snam vincola l'Italia alle fonti fossili per i prossimi decenni

L'azienda che si occupa delle infrastrutture energetiche legate al gas, di stoccaggio e di rigassificazione, non tiene conto della transizione. L'88% delle risorse del Piano strategico 2025-2029 presentato a fine gennaio sono infatti dedicate allo sviluppo delle infrastrutture a metano. Ma il nostro Paese dovrebbe procedere rapidamente all'opposto, nel segno della decarbonizzazione. L'analisi di Luca Martinelli

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Di quanto è aumentata la bolletta del gas e perché c'entra il governo

Gli aumenti del prezzo del gas non sono la vera ragione dell'incremento dei costi energetici. Ci sono altre componenti che sono schizzate, dagli oneri di sistemi all'Iva. Sono conseguenze di scelte politiche precise da parte dell'attuale esecutivo, che promette la riduzione della pressione fiscale mentre fa esattamente il contrario. L'approfondimento a cura di Remo Valsecchi

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I prezzi eccessivi e ingiustificati del teleriscaldamento. I casi di Como e Ferrara

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sanzionato per oltre due milioni di euro le società Hera e ComoCalor (Gruppo A2A) per l’applicazione di prezzi eccessivamente gravosi nel settore. Tra 2021 e 2022, in piena crisi speculativa del prezzo del gas, avrebbero "impedito ai consumatori di beneficiare dell’uso di fonti rinnovabili", imponendo prezzi "iniqui ed eccessivi rispetto ai costi"

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La pesante eredità del "Piano" Draghi-Cingolani per la riduzione dei consumi di gas

Dati inediti del ministero dell'Ambiente permettono di stilare un bilancio della misura introdotta due anni fa in piena crisi "russo-ucraina": con la minaccia di un inverno al freddo si è garantito di fatto un prolungato e non necessario aiuto pubblico alle centrali termoelettriche alimentate a carbone, olio combustibile e bioliquidi. I consumi di gas infatti sono calati drasticamente ma per via dei prezzi folli. Un'occasione persa che graverà sui conti pubblici

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