I numeri, la detenzione femminile, il fenomeno dei suicidi, la sofferenza mentale delle/i detenute/i e il nodo psicofarmaci, le violenze e gli abusi da parte della polizia: pubblichiamo la registrazione video dell'iniziativa con Valeria Verdolini, Elia De Caro, Valerio Monteventi e Giulia Fabini che
Il 9,8% a Ferrara, il 14% a Bologna, il 46% a Ravenna. "I numeri dei suicidi in carcere sono aumentati significativamente", segnala Antigone, che stasera a Vag61 presenta il XX Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia, significativamente intitolato "Nodo alla gola". Intanto alla Dozza mai c
Intervengono: Valeria Verdolini (presidente di Antigone Lombardia e ricercatrice) Elia De Caro (difensore civico di Antigone e avvocato del Foro di Bologna) Valerio Monteventi (Vag61) Modera: Giulia Fabini (presidente di Antigone Emilia-Romagna) A seguire: Dibattito aperto e poi cena sociale Anche quest’anno, Antigone pubblica il Rapporto sulle condizioni di detenzione, frutto del lavoro dell’Osservatorio che, dal 1998, visita tutte le carceri in Italia grazie a un’autorizzazione annuale del ministero della Giustizia. Il rapporto, consultabile liberamente a questo link [https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/], quest’anno è intitolato “Nodo alla Gola”. Il titolo richiama i suicidi che avvengono nelle carceri italiane, un numero percentualmente molto più alto rispetto alla società libera. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19, questi numeri sono aumentati significativamente, richiedendo una riflessione attenta sulle cause del malessere in carcere: non solo il sovraffollamento, che da sempre affligge il sistema italiano, ma anche la mancanza di attività, cure, spazi adeguati e personale addetto al trattamento. A titolo esemplificativo, il rapporto tra il personale giuridico-pedagogico e i detenuti è di 1 a 80, mentre quello della polizia penitenziaria è di 1 a 2. È inoltre importante considerare le variazioni delle condizioni della quotidianità detentiva tra le diverse carceri e sezioni , chiedendosi in quali condizioni si trovavano le persone che in carcere hanno deciso di togliersi la vita. Un ruolo cruciale è giocato anche dalla sofferenza mentale, spesso presente già all’ingresso in carcere o causata dall’esperienza detentiva stessa, frequentemente legata a situazioni di politossicità e trattata con psicofarmaci. Durante l’evento, parleremo delle molte forme di violenza in carcere, dalle più evidenti come gli abusi di polizia, a quelle più sottili che segnano l’esperienza di molti detenuti. Presenteremo i dati del rapporto per offrire una panoramica dello stato delle carceri in Italia, approfondendo il tema della violenza in carcere, con un focus sulla situazione dell’istituto per minorenni “Beccaria” di Milano. Dedicheremo inoltre un approfondimento alla detenzione femminile, che mostra come la quotidianità detentiva possa variare notevolmente a seconda anche del genere. Infine, discuteremo anche dell’istituto penale di Bologna. A seguire, ci sarà un dibattito e confronto aperto. Durante la serata, sarà possibile tesserarsi ad Antigone Emilia-Romagna per sostenere le attività dell’associazione.
Presentazione del XX Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione – “Nodo alla gola”
Vag61, martedì, 2 luglio (19:00)
Intervengono: Valeria Verdolini (presidente di Antigone Lombardia e ricercatrice) Elia De Caro (difensore civico di Antigone e avvocato del Foro di Bologna) Valerio Monteventi (Vag61) Modera: Giulia Fabini (presidente di Antigone Emilia-Romagna) A seguire: Dibattito aperto e poi cena sociale Anche quest’anno, Antigone pubblica il Rapporto sulle condizioni di detenzione, frutto del lavoro dell’Osservatorio che, dal 1998, visita tutte le carceri in Italia grazie a un’autorizzazione annuale del ministero della Giustizia. Il rapporto, consultabile liberamente a questo link [https://www.rapportoantigone.it/ventesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione/], quest’anno è intitolato “Nodo alla Gola”. Il titolo richiama i suicidi che avvengono nelle carceri italiane, un numero percentualmente molto più alto rispetto alla società libera. Negli ultimi anni, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19, questi numeri sono aumentati significativamente, richiedendo una riflessione attenta sulle cause del malessere in carcere: non solo il sovraffollamento, che da sempre affligge il sistema italiano, ma anche la mancanza di attività, cure, spazi adeguati e personale addetto al trattamento. A titolo esemplificativo, il rapporto tra il personale giuridico-pedagogico e i detenuti è di 1 a 80, mentre quello della polizia penitenziaria è di 1 a 2. È inoltre importante considerare le variazioni delle condizioni della quotidianità detentiva tra le diverse carceri e sezioni , chiedendosi in quali condizioni si trovavano le persone che in carcere hanno deciso di togliersi la vita. Un ruolo cruciale è giocato anche dalla sofferenza mentale, spesso presente già all’ingresso in carcere o causata dall’esperienza detentiva stessa, frequentemente legata a situazioni di politossicità e trattata con psicofarmaci. Durante l’evento, parleremo delle molte forme di violenza in carcere, dalle più evidenti come gli abusi di polizia, a quelle più sottili che segnano l’esperienza di molti detenuti. Presenteremo i dati del rapporto per offrire una panoramica dello stato delle carceri in Italia, approfondendo il tema della violenza in carcere, con un focus sulla situazione dell’istituto per minorenni “Beccaria” di Milano. Dedicheremo inoltre un approfondimento alla detenzione femminile, che mostra come la quotidianità detentiva possa variare notevolmente a seconda anche del genere. Infine, discuteremo anche dell’istituto penale di Bologna. A seguire, ci sarà un dibattito e confronto aperto. Durante la serata, sarà possibile tesserarsi ad Antigone Emilia-Romagna per sostenere le attività dell’associazione.
Tutti prodighi di complimenti verso il ministro, il prefetto, le forze dell’ordine che con la loro esemplare professionalità “hanno evitato una strage”. Una strage? I possibili autori, i terroristi, un gruppo di ragazzi che hanno rivitalizzato per un paio di giorni un capannone in disuso da anni, era chiaro fin…