Il Tempo: Aggressione a Roma, furia rossa contro le bandiere ucraine: "Fascisti"
Momenti di tensione al corteo del 25 aprile, a Roma, quando alcuni manifestanti con bandiere ucraine sono stati cacciati e spinti al grido "Via i fascisti dal corteo". Le bandiere sono state strappate e c'è stato un acceso diverbio tra alcuni manifestanti con la polizia intervenuta per separarli. "Siete dei nazisti" l'accusa di alcuni partecipanti al corteo ufficiale, mentre i pro Ucraina si allontanano cantando "Bella Ciao". Insomma, un vero e proprio cortocircuito.
È accaduto Porta San Paolo durante la fase di raduno dei partecipanti al corteo. Un gruppo di attivisti, tra cui il presidente di +Europa Matteo Hallissey, è arrivato in piazza esponendo bandiere dell'Ucraina, ma ha incontrato l'opposizione di esponenti dell'area comunista e dei movimenti dell'estrema sinistra già presenti sul posto. Nel confronto si sono registrati momenti di scontro e, secondo quanto riferito, sarebbe stato utilizzato anche spray urticante.
"È inammissibile che in una giornata come questa gruppi violenti si approprino della piazza e decidano chi può farne parte o meno", ha detto ad Agi Hallissey, presidente di Più Europa e di Radicali Italiani. "Siamo scesi in piazza per ricordare chi oggi continua a resistere per la propria libertà, sfilando con le bandiere dell'Ucraina e della Palestina. Prima ancora che il corteo partisse, militanti di Cambiare Rotta, Potere al Popolo e altri gruppi antagonisti ci hanno assalito, strappandoci le bandiere ucraine", ha detto. "Mi hanno spruzzato lo spray al peperoncino negli occhi a una distanza molto ravvicinata. È stato dolorosissimo: per una decina di minuti non sono riuscito a vedere nulla", il suo racconto. Dopo il primo intervento delle forze dell'ordine e del personale sanitario sul posto, Hallissey è stato trasferito al centro oftalmico di Piazzale degli Eroi per accertamenti. "Ora sto andando in ospedale per fare tutti i controlli del caso: ho riportato problemi alla visione", ha concluso. "Questa dovrebbe essere una giornata di tutti, non un luogo dove gruppi organizzati esercitano violenza e decidono chi ha il diritto di manifestare".
Attack in Rome, red fury against Ukrainian flags: "Fascists"
Moments of tension at the April 25th procession in Rome when some protesters with Ukrainian flags were chased and pushed, shouting "Get rid of the fascists from the procession." The flags were torn and there was a heated argument between some protesters and the police, who intervened to separate them. "You're Nazis," accused some participants in the official procession, while those supporting Ukraine moved away singing "Bella Ciao." Basically, a complete short circuit.
It happened at Porta San Paolo during the phase of participants gathering for the procession. A group of activists, including +Europe president Matteo Hallissey, arrived in the square displaying Ukrainian flags, but encountered opposition from communist figures and far-left movements already present. Moments of confrontation occurred during the exchange, and, according to reports, tear gas was also used.
“It is unacceptable that violent groups appropriate the square and decide who can or cannot participate on this day,” Hallissey, president of Più Europa (More Europe) and Radicali Italiani (Italian Radicals), told Agi. “We came to the square to remember those who today continue to resist for their freedom, marching with Ukrainian and Palestinian flags. Even before the procession started, militants from Cambiare Rotta (Change Course), Potere al Popolo (Power to the People), and other antagonistic groups attacked us, tearing our Ukrainian flags from us,” he said. “They sprayed pepper spray in my eyes at a very close range. It was incredibly painful: for about ten minutes I couldn’t see anything,” his account. After the initial intervention of law enforcement and medical personnel, Hallissey was transferred to the Piazzale degli Eroi ophthalmological center for examination. “Now I’m going to the hospital to undergo all necessary tests: I’ve had problems with my vision,” he concluded. “This should be a day for everyone, not a place where organized groups exercise violence and decide who has the right to protest.”
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