“Recognize Palestine”: Israeli Knesset Member Ofer Cassif on Protesting Trump, Netanyahu Speeches

As President Trump addressed the Israeli Knesset on Monday, he was briefly interrupted by two lawmakers who waved signs reading “Recognize Palestine.” The two Knesset members, Ayman Odeh and Ofer Cassif with the Hadash-Ta’al alliance, were expelled from the chamber. “Yesterday, there was a disgusting display of flattery and personality cult by two megalomaniacs who are hungry for power and blood,” says Cassif. “This was a minimum protest against the policy of the genocidal government of Israel.”

Democracy Now!
Député israélien communiste et juif, Ofer Cassif est la bête noire de l’extrême droite. S’il est attaché à l’existence de son pays, il dénonce la politique génocidaire et d’apartheid menée par Benyamin Netanyahou et ses alliés.#israël #ofercassif
« Le sionisme est une idéologie basée sur le suprémacisme et le racisme » : rencontre avec Ofer Cassif, député communiste israélien
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L'Humanité
https://blogs.mediapart.fr/sophie-tregan/blog/160825/negationnisme-du-genocide-une-diversion-pour-occuper-lespace-mediatique
"Négationnisme du génocide : une diversion pour occuper l'espace médiatique.
Il y a une chose qui m'a toujours interpellée chez les partisans d'Israël : il y a deux courants contradictoires, les négationnistes du génocide des Palestiniens – "circulez il n'y a rien à voir" – et ceux qui en font l'apologie et scandent "tuez les tous". Mais ne trouvez-vous pas étonnant que les négationnistes ne s'insurgent quasiment jamais contre ceux qui en font l'apologie ?"
#SophiaAram #Fourest #Woessner #GéraldineWoessner #RaphaëlEnthoven #LaurenceFerrari #Praud #NiliKupferNaouri #MeyerHabib #YuvalVagdani #YoavGallant #IsraelKatz #BezalelSmotrich #AmichaïEliyahu #NissimVaturi #OferCassif #AymericCaron #RaphaëlPitti #JulesLaurans #FrançoisPinault #Netanyahou #OtzmaYehudit #ONU #ONG #Mehad #Gaza #Rafah #Jérusalem #Palestine #Israël #Knesset #UniversitéAlAqsa #Négationnisme #Apologie #Colonisation #NettoyageEthnique #Extermination #Xénophobie #Islamophobie #Antisémitisme #Propagande #CrimesContrelHumanité #SophieTregan
Au lendemain de l’annonce faite par le premier ministre israélien de conquête totale de l’enclave palestinienne, des dizaines de milliers d’Israéliens se sont rassemblés à Tel-Aviv et ailleurs dans le pays pour réclamer la fin de la guerre génocidaire et la libération de tous les otages. Une mobilisation qui prend de l’ampleur de jour en jour.#gaza #israël #ofercassif #palestine
En Israël, 100 000 manifestants à Tel-Aviv contre Netanyahou et son plan de conquête totale de Gaza
En Israël, 100 000 manifestants à Tel-Aviv contre Netanyahou et son plan de conquête totale de Gaza

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L'Humanité
Displacement camps targeted in Gaza, Pakistan protest demands Imran Khan's freedom

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un’intervista a ofer cassif

fonte: https://www.facebook.com/share/p/16BMLtiVjC/

Leggete l’intervista a Ofer Cassif, comunista Israeliano membro dell’opposizione alla Knesset. L’intervista è pubblicata su il Fatto Quotidiano, altro che Grossman (Ludovica Candiani)

Ofer è un deputato comunista israeliano, l’unico di religione ebraica tra i cinque parlamentari della lista Hadash-Taal, nata dall’alleanza di due partiti arabi di sinistra. Cassif è stato appena sospeso dalla Knesset, il Parlamento israeliano, per la terza volta dal 7 ottobre 2023, perché denuncia regolarmente il genocidio in corso a Gaza, la pulizia etnica in Cisgiordania e l’apatia della società israeliana di fronte ai crimini commessi.

Clothilde Mraffko: “Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso di riconoscere lo Stato di Palestina durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. Come valuta questo annuncio e come è stato accolto in Israele?”

Ofer Cassif: “Ovviamente, per quanto mi riguarda, lo apprezzo. Ma basta parole, è il momento di agire! Bisogna riconoscere lo Stato di Palestina ora, senza più rimandare! Il governo israeliano, e purtroppo gran parte dei leader dell’opposizione, contesta la decisione di Macron affermando che in questo modo Parigi premia il terrorismo. Ma non c’è da stupirsi, i criminali accusano gli altri di perseguitarli e di mentire… Per quanto riguarda l’opinione pubblica israeliana, non ci sono state reazioni particolari perché Macron ha già tenuto in passato dichiarazioni simili, che quindi non hanno più alcun effetto. Ora bisogna agire!”

CM: “Gli abitanti di Gaza non sono né morti né vivi, sono cadaveri ambulanti”, ha dichiarato Philippe Lazzarini, il commissario generale dell’agenzia delle Nazioni Unite per i profughi palestinesi (UNRWA). Israele, che ha parzialmente levato il blocco all’ingresso degli aiuti a Gaza, imposto dal 2 marzo scorso, ha di fatto ridotto l’enclave palestinese alla fame. Come reagisce l’opinione pubblica israeliana?”

OC: “Purtroppo sembra che la maggioranza degli israeliani sia indifferente o neghi la realtà. Tanti sostengono che la crisi alimentare, se c’è, è una conseguenza della guerra e che quindi è colpa dei palestinesi o, più precisamente, di Hamas. Alcuni addirittura se ne rallegrano. E se altri si indignano, la maggioranza è semplicemente indifferente. A mio avviso, la responsabilità è dei politici. In primo luogo del governo, del primo ministro Benjamin Netanyahu e della sua coalizione, ma anche di una parte dell’opposizione che ha incitato all’odio contro i palestinesi e giustifica le atrocità commesse da Israele. Su 120 deputati, 52 sono all’opposizione, ma solo in cinque ci siamo opposti, e sin dall’inizio, sia ai massacri commessi da Hamas che a quelli perpetrati da Israele dal 7 ottobre. Finalmente il partito islamista Ra’am si è unito alla nostra condanna. Alcuni mesi fa, anche i laburisti hanno cominciato ad esprimersi su Gaza. Ma loro non parlano né di crimini di guerra né di genocidio. Parlano di “pregiudizi” causati a civili innocenti di Gaza. Il resto dell’opposizione, 38 deputati, chiede la liberazione degli ostaggi, ma in generale sostiene l’azione del governo. Quindi, in pratica, non c’è opposizione.”

CM: “Lei è stato sospeso più volte dal Parlamento per aver denunciato il genocidio a Gaza…”

OC: “La prima volta nell’ottobre 2023 per 45 giorni perché in un’intervista avevo affermato che il governo israeliano aveva utilizzato il massacro di Hamas come pretesto per giustificare l’attuazione del piano “decisivo” presentato nel 2017 da Bezalel Smotrich. Un piano genocida che si basa su tre principi: Israele deve annettere i territori palestinesi occupati senza accordare i diritti fondamentali ai palestinesi, instaurando, per definizione, un regime di apartheid; i palestinesi che si opporranno al piano saranno espulsi dalla loro terra natale; quelli che resisteranno al nuovo regime di apartheid saranno uccisi. All’inizio del 2024 hanno tentato di destituirmi, perché avevo firmato una petizione a sostegno della denuncia del Sudafrica dinanzi alla Corte internazionale di giustizia. Servivano 90 voti, ne sono stati raccolti 86. Sono stato poi sospeso per sei mesi dal comitato etico del Parlamento e ora sarò nuovamente sospeso per due mesi, da ottobre a dicembre, perché ho denunciato i crimini in una lettera alla Corte penale internazionale dell’Aia.”

CM: “Ogni settimana ci sono manifestazioni per chiedere il rilascio degli ostaggi, in particolare a Tel Aviv. Quale è la posizioni di questi oppositori?”

OC: “Loro dicono che è una “guerra”, dal mio punto di vista invece è un genocidio. Una guerra implica una sorta di simmetria, che in questo caso non c’è. La maggior parte dei manifestanti chiede la fine della guerra per portare in salvo gli ostaggi e evitare che muoiano altri soldati. La maggior parte non fa neanche riferimento ai palestinesi. Eppure qualche cambiamento c’è stato. Quelli che parlano delle sofferenze dei palestinesi sono sempre più numerosi. Non sono abbastanza ed in ogni caso è troppo tardi. Ma sempre più persone stanno cominciando a capire che non si può separare il destino degli ostaggi e dei soldati israeliani da quello dei palestinesi di Gaza. La situazione è così drammatica che non si può ignorare. I media sono in gran parte responsabili. A parte il quotidiano Haaretz, in pochi parlano di ciò che sta accadendo a Gaza e non si vedono immagini.
CM: “Alcuni sostengono che Israele sia “l’unica democrazia del Medio Oriente”. Come descriverebbe il sistema politico del suo Paese?”

OC: “Dal mio punto di vista, Israele non è mai stata una democrazia. È una “etnocrazia”, perché costruita sulla supremazia etnica degli ebrei. Per decenni la supremazia è stata essenzialmente politica, ma negli ultimi anni, in particolare sotto Netanyahu, si è trasformata in supremazia razziale. D’altra parte, Israele non è mai stata neanche una vera dittatura. Ha un sistema non democratico con alcuni elementi democratici. E questi ultimi vengono progressivamente distrutti da questo governo. Dal 1967 Israele controlla, domina e governa milioni di palestinesi che non hanno alcun diritto politico, civile e sociale. Assomiglia più ad una tirannia che a una democrazia. È un’impostura, il classico esempio di colonialismo e dominio razziale.”

CM: “In che modo il genocidio e la politica del governo israeliano influenzano la società? Qual è il prezzo da pagare per chi, come lei, si oppone?”

OC: “Il 19 luglio io e il deputato Ayman Odeh, il nostro capolista, siamo stati quasi linciati durante una manifestazione. Oltre al genocidio a Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania, esiste un vero e proprio fascismo violento all’interno dello stesso Stato di Israele, che include la legittimazione e la normalizzazione della violenza omicida contro i dissidenti, in particolare gli arabi. Ricevo minacce quotidianamente, soprattutto sui social. Sono stato aggredito mentre ero dal parrucchiere tre anni fa, e un’altra volta mentre facevo la spesa. Sono disposto a pagare questo prezzo perché la mia lotta è fondamentale. Al di là delle mie convinzioni socialiste, delle mie credenze umanistiche e del mio impegno per la democrazia, ho l’impressione che i miei antenati ebrei mi stiano chiamando dalle loro tombe chiedendomi di combattere contro il razzismo e il genocidio. Nella mia famiglia, in molti sono stati uccisi dai nazisti. Questo mi ha reso molto sensibile alle discriminazioni razziali e alle persecuzioni. Sul breve termine sono molto pessimista: anche quando questi crimini cesseranno – e un giorno cesseranno – ci saranno profonde ripercussioni sulla società israeliana. Il tasso di suicidi tra i soldati che hanno prestato servizio a Gaza per esempio è terribilmente alto. Devono essere puniti per i crimini che hanno commesso, ma il carnefice è a volte anche vittima. Alcuni soldati hanno visto cose atroci laggiù. Forse ne hanno anche fatte. Ne escono come minimo psicologicamente distrutti. Tra il 14 e il 21 luglio sono stati registrati quattro casi di suicidio. Sul lungo termine, invece, sono ottimista, perché credo che sempre più persone finiranno per ascoltarci. Le ferite della società cominceranno a cicatrizzare, ma ci vorrà molto tempo. La società israeliana ha bisogno di guarire. Ma per poter guarire l’occupazione deve finire e il popolo palestinese deve essere liberato. E questo accadrà, è inevitabile. Quando il genocidio a Gaza sarà finito, penso che anche la comunità internazionale e i governi che hanno sostenuto Israele dovranno fare i conti con la propria coscienza.”

*

Traduzione Luana De Micco

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Le député communiste israélien Ofer Cassif appelle à une reconnaissance immédiate, pleine et entière d’un État de Palestine, seul moyen de faire obstacle au génocide.#étatdepalestine #ofercassif
Ofer Cassif, député israélien : « La reconnaissance de la Palestine ne doit pas être une monnaie d’échange mais une véritable politique de paix »
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"#OferCassif, the Knesset Member Opposing the #Genocide, in Conversation with #YanisVaroufakis"

"...that is even before the nakba of 1948, the destruction, the mass killing and expulsion of the Palestinians from the homeland...Now, nothing of those crimes justify the massacre of 7/10, but by the same token, the massacre of 7/10 cannot justify the ongoing genocide..."

https://www.youtube.com/watch?v=lao3SRg-dig

Ofer Cassif, the Knesset Member Opposing the Genocide, in Conversation with Yanis Varoufakis

YouTube

🔴 Esta tarde a las 18:00 CET, Yanis Varoufakis entrevista a Ofer Cassif, el valiente diputado del parlamento israelí que lucha en solitario contra el genocidio en Gaza. Contestarán en directo a las preguntas hechas en el chat.

📺 https://www.youtube.com/live/lao3SRg-dig

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Ofer Cassif, the Knesset Member Opposing the Genocide, in Conversation with Yanis Varoufakis

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