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🏺 Gli archeologi riportano alla luce le monumentali terme di Ulpia Noviomagus: marmi, pavimenti riscaldati,…

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📷 foto: ©Gemeente Nijmegen

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Scoperte a Nimega le più grandi terme romane dei Paesi Bassi

Gli archeologi hanno scoperto a Nimega il più grande complesso termale romano dei Paesi Bassi: oltre 4.900 metri quadrati tra terme, mosaici e reperti di lusso.

Storie & Archeostorie

Scoperte a Nimega le più grandi terme romane dei Paesi Bassi

Straordinaria scoperta archeologica nei Paesi Bassi. A Nimega (Nijmegen), l’antica Ulpia Noviomagus, gli archeologi delle società di ricerca BAAC e RAAP hanno portato alla luce le più grandi terme romane mai rinvenute nel Paese.

Veduta dell’area di scavo (©Gemeente Nijmegen)

Gli scavi, avviati nel settembre 2025 nell’area del Waalfront, hanno consentito di riportare alla luce gran parte di un vasto impianto termale pubblico, oltre a diversi quartieri residenziali, strade, ricche dimore e persino una torre. Il sito si trova in una zona precedentemente occupata da diverse strutture industriali, ora destinata a un nuovo progetto urbanistico.

I restauratori al lavoro sui reperti (©Gemeente Nijmegen)

Un complesso termale monumentale

Le nuove indagini hanno permesso di identificare i diversi ambienti (calidarium, tepidarium e frigidarium, le vasche di acqua calda, tiepida e fredda) destinati alla balneazione. Il complesso termale vanta una superficie di almeno 4.900 metri quadrati, oltre il doppio rispetto alle terme pubbliche romane già note di Forum Hadriani (l’odierna Voorburg) e di Coriovallum (Heerlen). Le pareti delle vasche erano rivestite in marmo, mentre i pavimenti erano decorati con lastre di calcare bianco e nero. Gli ambienti erano inoltre impreziositi da intonaci dipinti e da elementi decorativi in pietra calcarea e arenaria.

Leggi anche: A Nimega torna alla luce una grande necropoli merovingia: 130 tombe con spettacolari corredi di armi, gioielli e monete | FOTO

https://storiearcheostorie.com/2025/09/28/necropoli-merovingia-nimega-130-tombe-corredi/

Il sistema di riscaldamento romano a ipocausto

Tra le scoperte più significative figurano le tracce del sistema di riscaldamento a ipocausto, la tecnologia utilizzata dai Romani per diffondere aria calda sotto i pavimenti. Sono stati rinvenuti ancora in situ i pilastrini in mattoni che sostenevano le pavimentazioni sopraelevate, permettendo il passaggio del calore al di sotto.

Gli archeologi hanno rinvenuto le tracce del sistema di risaldamento a ipocausto (©Gemeente Nijmegen)

Alcune delle murature si conservano ancora per circa due metri in alzato: sono tra le strutture romane meglio preservate mai rinvenute finora a Nimega; saranno inserite e rese visibili nel futuro progetto edilizio.

Gioielli, monete e un’immagine di Bacco

Dadi da gioco (©Gemeente Nijmegen)

Gli scavi hanno restituito anche un’elevata quantità di reperti, che testimoniano il livello di benessere raggiunto dagli abitanti della città tra il II e il III secolo d.C.

Aghi crinali in osso (©Gemeente Nijmegen)

Tra gli oggetti più interessanti spiccano gli aghi crinali (spilloni) per capelli in osso, alcuni dei quali decorati con protomi a forma di gatto: uno è rappresentato con un’espressione particolarmente aggressiva.

Vi sono poi anelli sigillo, gioielli con elementi in oro e diversi frammenti di statue in bronzo; notevole in particolare una piccola testa in bronzo raffigurante Bacco, il dio romano del vino, in origine appesa forse a un recipiente o a un elemento d’arredo.

La piccola testa bronzea di Bacco (©Gemeente Nijmegen)

La città prosperò fino al III secolo

Le tante monete rinvenute, comprese quelle dell’imperatore Postumo (260-269 d.C.), dimostrano che questa parte della città continuò a prosperare anche durante la crisi dell’Impero romano, iniziata nel III secolo.

Secondo gli studiosi, la scoperta conferma il ruolo di Ulpia Noviomagus come il più importante centro urbano romano dell’attuale territorio olandese.

Il passato entra nel futuro

L’impresa responsabile del progetto urbanistico che sorgerà nell’area ha garantito che le strutture manterranno un legame simbolico con l’antica città. Alcuni edifici richiameranno infatti le architetture romane con colonnati coperti, mentre la piazza centrale del nuovo quartiere sarà denominata Thermenplein, “Piazza delle Terme”, in omaggio proprio al monumentale complesso che per quasi due millenni è rimasto nascosto nel sottosuolo.

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Comune di Nimega ✅
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A Nimega torna alla luce una grande necropoli merovingia: 130 tombe con spettacolari corredi di armi, gioielli e monete | FOTO

Elena Percivaldi

Eccezionale scoperta nei Paesi Bassi. Durante i lavori di ricerca preventiva nell’area di Winkelsteeg, a sud del fiume Waal, gli archeologi del Comune di Nimega hanno riportato alla luce una vasta necropoli merovingia risalente tra il 550 e il 725 d.C. L’area, situata sotto gli ex campi sportivi della SV Hatert, ha restituito almeno 130 sepolture di uomini, donne e bambini, disposte inizialmente in file ordinate ma in seguito sovrapposte data la frequentazione continuata del sito.

Veduta dello scavo (foto: ©Gemeente Nijmegen)

Purtroppo le condizioni del terreno non hanno consentito la conservazione dei resti organici; tuttavia i corredi funerari restituiscono un’idea precisa della struttura della comunità: gioielli, monete d’oro e d’argento, armi e ceramiche, rivelano infatti non solo lo status sociale dei defunti, ma anche la presenza di intensi scambi commerciali con l’area franca.

Lo scavo in corso (foto: ©Gemeente Nijmegen)

Gioielli femminili e armi maschili

In dettaglio, le tombe femminili hanno restituito, tra gli altri oggetti, numerose collane realizzate con inseriti d’ambra e vaghi in vetro colorati e splendide fibule decorate. Una di queste, in particolare, è del tipo “a disco”, rivestita d’oro e ornata con pietre preziose: il modello ricorda da vicino le fibule di produzione bizantina, considerate uno status symbol tra le donne di alto rango come attestano numerosi ritrovamenti anche in altri contesti altomedievali (basta pensare, da noi, ai tanti esempi riemersi nelle necropoli longobarde).

Una delle numerose collane trovate nelle tombe femminili (foto: ©Gemeente Nijmegen)

Le sepolture maschili sono caratterizzate, come di consueto, dalla presenza di armi: spade, lance, pugnali, scudi e frecce, a ribadirne il ruolo sociale.

Secondo l’archeologo Joep Hendriks, questi reperti dimostrano che la comunità era perfettamente inserita nell’ampia rete commerciale e culturale che si estendeva fino ai confini dell’impero franco.

Un luogo abitato per secoli

La scoperta conferma la lunga continuità insediativa della zona. Nei pressi, già nel 2021, era stata ritrovata una splendida coppa in vetro blu di epoca romana. Sotto i campi sportivi, inoltre, sono emerse anche tracce di fattorie dell’età del Ferro e di epoca romana, a ulteriore conferma che Winkelsteeg fu un punto strategico fin dalla protostoria.

Coppa in vetro (foto: ©Gemeente Nijmegen)

L’assessore al patrimonio culturale Tobias van Elferen ha sottolineato come questa scoperta arricchisca la conoscenza di Nimega, città che attraverso i secoli ha mantenuto un ruolo vivo e dinamico.

(foto: ©Gemeente Nijmegen)

Studi e conservazione dei reperti

Accanto a tombe relativamente semplici, gli scavi hanno rinvenuto sepolture “monumentalizzate” con rivestimenti in legno, a conferma che quella di Nimega era una società differenziata nello status e nelle gerarchie sociali. L’esame ai raggi X effettuato su alcuni degli oggetti metallici ha inoltre rivelato la presenza di decorazioni elaborate. Tutti i materiali saranno accuratamente studiati e i risultati verranno pubblicati nei prossimi mesi. Nell’attesa, alcuni oggetti sono già esposti al pubblico nella sede del municipio di Nimega.

Fonte notizia e foto: Gemeente Nijmegen

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