Scoperte a Nimega le più grandi terme romane dei Paesi Bassi
Straordinaria scoperta archeologica nei Paesi Bassi. A Nimega (Nijmegen), l’antica Ulpia Noviomagus, gli archeologi delle società di ricerca BAAC e RAAP hanno portato alla luce le più grandi terme romane mai rinvenute nel Paese.
Veduta dell’area di scavo (©Gemeente Nijmegen)
Gli scavi, avviati nel settembre 2025 nell’area del Waalfront, hanno consentito di riportare alla luce gran parte di un vasto impianto termale pubblico, oltre a diversi quartieri residenziali, strade, ricche dimore e persino una torre. Il sito si trova in una zona precedentemente occupata da diverse strutture industriali, ora destinata a un nuovo progetto urbanistico.
I restauratori al lavoro sui reperti (©Gemeente Nijmegen)
Un complesso termale monumentale
Le nuove indagini hanno permesso di identificare i diversi ambienti (calidarium, tepidarium e frigidarium, le vasche di acqua calda, tiepida e fredda) destinati alla balneazione. Il complesso termale vanta una superficie di almeno 4.900 metri quadrati, oltre il doppio rispetto alle terme pubbliche romane già note di Forum Hadriani (l’odierna Voorburg) e di Coriovallum (Heerlen). Le pareti delle vasche erano rivestite in marmo, mentre i pavimenti erano decorati con lastre di calcare bianco e nero. Gli ambienti erano inoltre impreziositi da intonaci dipinti e da elementi decorativi in pietra calcarea e arenaria.
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Il sistema di riscaldamento romano a ipocausto
Tra le scoperte più significative figurano le tracce del sistema di riscaldamento a ipocausto, la tecnologia utilizzata dai Romani per diffondere aria calda sotto i pavimenti. Sono stati rinvenuti ancora in situ i pilastrini in mattoni che sostenevano le pavimentazioni sopraelevate, permettendo il passaggio del calore al di sotto.
Gli archeologi hanno rinvenuto le tracce del sistema di risaldamento a ipocausto (©Gemeente Nijmegen)
Alcune delle murature si conservano ancora per circa due metri in alzato: sono tra le strutture romane meglio preservate mai rinvenute finora a Nimega; saranno inserite e rese visibili nel futuro progetto edilizio.
Gioielli, monete e un’immagine di Bacco
Dadi da gioco (©Gemeente Nijmegen)
Gli scavi hanno restituito anche un’elevata quantità di reperti, che testimoniano il livello di benessere raggiunto dagli abitanti della città tra il II e il III secolo d.C.
Aghi crinali in osso (©Gemeente Nijmegen)
Tra gli oggetti più interessanti spiccano gli aghi crinali (spilloni) per capelli in osso, alcuni dei quali decorati con protomi a forma di gatto: uno è rappresentato con un’espressione particolarmente aggressiva.
Vi sono poi anelli sigillo, gioielli con elementi in oro e diversi frammenti di statue in bronzo; notevole in particolare una piccola testa in bronzo raffigurante Bacco, il dio romano del vino, in origine appesa forse a un recipiente o a un elemento d’arredo.
La piccola testa bronzea di Bacco (©Gemeente Nijmegen)
La città prosperò fino al III secolo
Le tante monete rinvenute, comprese quelle dell’imperatore Postumo (260-269 d.C.), dimostrano che questa parte della città continuò a prosperare anche durante la crisi dell’Impero romano, iniziata nel III secolo.
Secondo gli studiosi, la scoperta conferma il ruolo di Ulpia Noviomagus come il più importante centro urbano romano dell’attuale territorio olandese.
Il passato entra nel futuro
L’impresa responsabile del progetto urbanistico che sorgerà nell’area ha garantito che le strutture manterranno un legame simbolico con l’antica città. Alcuni edifici richiameranno infatti le architetture romane con colonnati coperti, mentre la piazza centrale del nuovo quartiere sarà denominata Thermenplein, “Piazza delle Terme”, in omaggio proprio al monumentale complesso che per quasi due millenni è rimasto nascosto nel sottosuolo.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Comune di Nimega ✅
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