Garoto que usou traje nazista em formatura disse que comprou roupa em feira no Ceará
https://fed.brid.gy/r/https://iclnoticias.com.br/garoto-que-usou-traje-nazista-em-formatura/
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Vario fu l’atteggiamento del movimento partigiano nei confronti dei disertori tedeschi
Il contributo che i disertori [tedeschi] diedero alla lotta di Liberazione è di difficile valutazione dal punto di vista strettamente militare, perché per molti di loro non si hanno sufficienti informazioni, mentre in molti altri casi le informazioni disponibili provengono da un’unica fonte (ovvero partigiana) e furono prodotte spesso in momenti particolari che ci costringono per lo meno ad interrogarci sulla loro attendibilità (vale a dire in previsione cioè del rimpatrio nei paesi d’origine o in vista del lavoro delle commissioni per il riconoscimento delle qualifiche partigiane).
Si deve comunque considerare come molto spesso ad unirsi alle forze ribelli furono soldati che avevano già in passato combattuto su diversi fronti; la loro esperienza poté quindi rappresentare un valido aiuto, per un esercito come quello partigiano che era in buona parte costituito da civili con scarsi precedenti di guerra.
Deve essere valutato anche il contributo offerto da quanti, pur non lasciando le fila del proprio esercito, collaborarono in modi differenti fornendo, ad esempio, armi e materiale o informazioni di carattere militare (spostamenti delle truppe, loro armamento, nominativi circa le persone con ruoli di comando, morale all’interno delle formazioni). Degni di ulteriori ricerche sono anche gli episodi che videro il supporto della popolazione civile e degli enti religiosi a questi soldati in fuga in Italia, sia durante che al termine del conflitto.
Vario fu l’atteggiamento del movimento partigiano nei confronti di quanti si consegnarono alle formazioni ribelli. La diserzione venne sicuramente considerata un fattore importante, sia da parte dei partigiani che degli alleati per lo svolgimento della guerra, come dimostrano i vari appelli lanciati in tal senso tramite volantini o altro materiale. Non mancarono però atteggiamenti di diffidenza, in particolare verso i disertori di origine germanica, motivati dal timore che tra di esse si potessero nascondere spie e infiltrati. Fondamentali per il giudizio dei partigiani erano anche le condizioni nelle quali questi soldati disertavano (ad esempio portando o meno con sé le armi) o venivano fatti prigionieri (opponendo o meno resistenza).
In alcuni casi, soprattutto negli ultimi mesi di guerra, si provvide a far loro “passare il fronte”, consegnandoli cioè agli alleati, sia perché essi stessi non intendevano continuare a combattere a fianco dei partigiani, sia perché il loro numero era aumentato in modo eccessivo e ciò poteva rappresentare un ostacolo a livello organizzativo, trattandosi spesso di persone che avevano disertato principalmente perché avevano riconosciuto come ormai persa la guerra.
Sicuramente le scelte dei disertori della Wehrmacht contribuirono anche al fatto che si iniziasse a valutare il nemico non più come un blocco omogeneo, ma a riconoscerne le specificità e le differenze (provenienza geografica, carriera militare, ruolo nell’esercito). Tali dettagli vennero a volte utilizzati come elemento discriminante nel decidere riguardo la prigionia, l’ingresso nelle formazioni o ancora l’uccisione di quanti venivano catturati, ma vennero anche sfruttati proprio per indebolire il fronte avversario, come nel caso degli specifici appelli alla diserzione lanciati da partigiani e alleati.
Questa differenziazione su base etnica ebbe però anche la conseguenza di relegare ai margini il riconoscimento nei confronti di quei soldati provenienti dalla Germania che decisero di ribellarsi al nazifascismo in Italia e di continuare la guerra all’interno delle formazioni partigiane. Ad essere riconosciuto, al contrario, fu il contributo soprattutto di sovietici e jugoslavi, sia perché rappresentavano una maggioranza all’interno di queste formazioni, sia perché facenti parti di nazioni che uscirono come vincitrici dalla guerra, sia infine per le affinità ideologiche di molti di questi con le bande partigiane di ispirazione comunista. Ricordare il contributo dei soldati provenienti dal blocco sovietico significava (anche) contrapporsi alla forza politica e militare americana, che nei nuovi equilibri creatisi in seguito alla guerra aveva nella Germania federale uno dei suoi primi alleati strategici in Europa. Come già riportato al termine del V capitolo, furono poi gli stessi soldati provenienti da questi paesi ad aver maggior interesse a veder riconosciuto, anche tramite i certificati prodotti nel dopoguerra, il ruolo che essi avevano svolto all’interno delle formazioni partigiane italiane, attestati che avrebbero anche dovuto avere una funzione riabilitativa rispetto alla loro passata militanza nell’esercito nazista.
Anche questo aspetto, come gli altri messi in luce nel VI capitolo, fece sì che molte delle esperienze di lotta dei soldati tedeschi andarono perse nel dopoguerra; circostanza questa che contribuì così al consolidarsi nella storiografia italiana di un’immagine che identificava il nemico nel “cattivo tedesco” <632 e che non contemplava la possibilità che ci potesse essere, anche tra questi soldati, chi si fosse ribellato alla guerra nazista.
Ricostruire la storia di quanti decisero di abbandonare le fila dell’esercito nazista, pur con la molteplicità di motivazioni che fu alla base di tali scelte, ci permette viceversa di porre in discussione questa costruzione e di ribadire il ruolo di internazionalità della lotta al nazifascismo.
Ci aiuta però anche a ricordare come, anche nelle condizioni più difficili, ci furono persone capaci di interrogarsi e riflettere sulla giustezza o meno del proprio comportamento e di quanto veniva loro ordinato di fare, insegnamento questo in grado di superare ogni limite temporale e geografico.
Forse le loro storie ci aiutano anche a rispondere a quanto affermò alcuni anni fa Nuto Revelli, che aveva prima combattuto in Russia ed era poi stato partigiano in Italia, il quale ripensando alla sua esperienza in guerra scrisse: “Non provo alcuna pietà nei confronti dei tedeschi. Ma se è esistito anche un solo tedesco diverso dall’immagine che io mi ero fatto di loro, vorrei proprio conoscerne la storia” <633.
[NOTE]
632 Filippo Focardi, Il cattivo tedesco e il bravo italiano, cit. Su questo tema anche Massimo Castoldi (a cura di), 1943-1945: i «bravi» e i «cattivi». Italiani e tedeschi tra memoria, responsabilità e stereotipi, Donzelli Editore, Roma, 2016.
633 Nuto Revelli, Il disperso di Marburg, Einaudi, Torino, 1994, p. 35.
Francesco Corniani, “Sarete accolti con il massimo rispetto”: disertori dell’esercito tedesco in Italia (1943-1945), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 2016-2017
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COMUNIDADE DO AUTISMO REAGE COM INDIGNAÇÃO A DECLARAÇÕES DE ROBERT F. KENNEDY JR, SECRETÁRIO DE SAÚDE DE TRUMP
Promessa do secretário de Saúde dos EUA de descobrir causa do autismo até setembro é considerada “enganosa” e “prejudicial” por ativistas e especialistas
Fonte: Redação Brasil 247
19 de abril de 2025, 17:25 h
Dopo tre anni di indagini su programmi, dichiarazioni e iniziative di Alternative für Deutschland i servizi segreti interni tedeschi definiscono l'organizzazione come un "partito di estrema destra che viola la dignità umana". Per il controspionaggio interno di Berlino Afd rappresenta un pericolo per la democrazia. Questo non comporta in automatico la messa al bando del partito, anche se questo provvedimento non può essere escluso. Il commento di Elia Rosati su Radio Onda d'Urto
salvinanza mattoide contro la sinistra che odia — vs adolescente pazzo nazista odiatore
So che ridere o lamentarmi di Salvini ormai è praticamente come sparare sulla Croce Rossa… ma non è colpa mia se lui si mette in condizione di dire cose (stavo per scrivere “o fare”, ma lui non fa mai niente, parla solo…) che vengono completamente ribaltate o smentite dall’universo nel giro di giorni! E stavolta è bella succosa… 😋
Questo è cosa il signorotto ha scritto in un post di due giorni fa, dove cita (omettendo una o due parole) una frase pronunciata da Saviano in un video che lui stesso allega; per giunta, così facendo dimostrando o di non aver capito cosa Saviano volesse dire, o di averlo volutamente travisato per portare avanti la sua retorica inutile. (https://www.facebook.com/salviniofficial/posts/la-fine-di-musk-e-trump-sar%C3%A0-violenta-il-loro-epilogo-politico-sar%C3%A0-nel-sangue-m/1226325149061732/)Ahh signora mia, ma come dobbiamo fare con questa sinistra che sa solo odiare odiare e odiare? Ma vi sembrano parole normali signora Concetta? Visto che il povero self-made man Trump è già stato vittima di ben due tentativi di omicidio, poi… Che faccia tosta questo signor Saviano, per permettersi di ricordare che chi semina vento raccoglie tempesta, che chi sparge sangue perderà anche il proprio! 😤😤
Io voglio anche far finta che a Salvini, poveraccio, non sia mai arrivata nota del fatto che quei due sparatori non avevano niente a che fare con “la sinistra”, essendo il primo addirittura repubblicano registrato, e l’altro non si sa ma comunque non era sostenitore dei blu, mentre Saviano tutto ha detto in questo video tranne che parole di incitamento all’odio… Ma ora c’è una novità! 🤡
È notizia di poche ore fa infatti che, negli Stati Uniti, sia stato appena scoperto che un adolescente che ha ammazzato i genitori faceva parte di un gruppo neo-nazista dove, oltre ad esaltare Hitler, si pianificava (principalmente lui, a quanto pare, che avrebbe anche prodotto diversi scritti) di rovesciare l’attuale governo, passando giustamente per l’uccisione del Donaldo… 😳
Ma come?! Non era la sinistra che odia? In realtà quelli che odiano sono semplicemente scarti della società che si fanno abbindolare da movimenti politici estremisti che, nei casi in cui non sono ascrivibili a nessuna parte dello spettro politico, in realtà sono puntualmente assimilabili invece a quella destra ultra-estrema che non va avanti ad ideali veri, condivisibili o meno, ma semplicemente a violenza e convenienza personale? Ma tu pensa… 😓
Tutto è bene quel che finisce con un subumano nazista prossimamente incarcerato? Purtroppo, nonostante la realtà dei fatti sia questa, ho paura che gli esponenti della nostra destra — non estrema, ma nemmeno vera ed onesta, semplicemente stupida come la merda — continueranno a tenere gli occhi chiusi. E comunque, questo bimbo è stato anche molto cretino: il motivo per cui lo hanno sgamato è che ha smesso di andare a scuola dopo il duplice omicidio, quindi giustamente le autorità hanno iniziato a cercare i genitori, ed ecco qua. 🥱
#adolescente #assassinio #destra #Donald #hate #nazi #nazista #neonazi #neonazista #odio #omicidio #Salvini #teen #TheDonald #Trump #USA #USPOL
“La fine di Musk e Trump sarà violenta, il loro epilogo politico sarà nel SANGUE”. Ma vi sembrano parole normali? Considerando che il presidente Trump è...
#Musk ... un neo #nazista disprezzato dal Pianeta
un truffatore
uno che ha tentato di intromettersi nella politica #Europea corrompendo
e disseminando disinformazione e palate di odio
...
da chi puo' essere invitato a intervenire a un consesso ? 🤣😅🤣
e' ovvio
dal nostro coglione #Nazionale.
Musq - Por Renato Aroeira -
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https://www.brasil247.com/charges/pego-em-flagrante -
RI @arocartum - Via @brasil247.bsky.social - Saudação #Nazista -