Il Mio 2025 Cinematografico
L’anno scorso ho dato il via a questa nuova tradizione: raccontarvi quello che è stato il mio anno cinematografico. L’articolo sul mio 2024 cinematografico è stato un successone, è piaciuto a voi quasi quanto è piaciuto a me, e così sono entusiasta oggi di potervi descrivere le scoperte fatte nel 2025. Allora, ovviamente non troverete alcun film uscito in sala quest’anno (di quelli già vi ho parlato abbastanza nella Top 20 e non credo ci sia bisogno di ripetermi), troverete soltanto film del passato che ho visto quest’anno per la prima volta, oltre a qualche doveroso rewatch di qualità, che segnalerò quando sarà il caso.
Cominciamo con qualche numero: nel 2025 ho visto 220 film ed è stato il terzo anno più prolifico da quando tengo il conto su Letterboxd, ovvero dal 2014. Solo nel 2020 e nel 2024 ho visto più film (rispettivamente 224 e 233), ma questo a voi probabilmente interessa poco. Quello che invece mi preme fare è ringraziarvi, perché il 2025 è stato l’anno in cui Una Vita da Cinefilo ha ricevuto più visualizzazioni e più visitatori, battendo il record del 2020 e quasi raddoppiando il risultato dello scorso anno. Significa che quel che sto facendo vi piace e non potrei essere più felice di questo. Ora basta però ad autocelebrarsi, passiamo ai film!
Il 2025 si è aperto con il rewatch di due capolavori nei primi due giorni di gennaio: La Storia Infinita (1984) e I Goonies (1985). Il primo film “inedito” visto quest’anno è stato invece il bellissimo documentario 45365 (2009) dei fratelli Ross. Al di là di questa ottima partenza, gennaio si contraddistingue soprattutto per aver visto per la prima volta dei cult totali nei quali non mi ero mai imbattuto in precedenza: Codice d’Onore (1992) del compianto Rob Reiner, Eraserhead (1977) dell’ancor più compianto David Lynch, il generazionale St Elmo’s Fire (1985) di Joel Schumacher, l’ottimo Mississippi Burning (1988) di Alan Parker e soprattutto due film strepitosi, diversissimi tra loro: Treni Strettamente Sorvegliati del 1966 (Oscar per il miglior film straniero all’allora Cecoslovacchia) e la straordinaria commedia Tootsie (1982) di Sydney Pollack, un regista che tornerà ancora un paio di volte in questo articolo. Con 26 film visti, gennaio sarà il secondo mese più prolifico del mio 2025.
A febbraio vedo solo 15 film, abbastanza in media con gli anni precedenti. Le perle però non mancano: il mese si apre con il meraviglioso La Mia Notte con Maud (1969) di Rohmer e prosegue con lo splendido Repulsione (1966) di Roman Polanski. Un gradino sotto, tra le mie preferenze di questo mese, troviamo La Sera della Prima (1977) di John Cassavetes, con una clamorosa Gena Rowlands, e l’esilarante Arrivano i Russi, Arrivano i Russi (anche questo del 1966), con un fantastico Alan Arkin.
Tra i 21 film di marzo spicca sicuramente il recupero di un capolavoro che non avevo mai visto prima: Amadeus (1984) di Milos Forman, che ho avuto la fortuna di vedere al cinema. La scomparsa di Gene Hackman mi invita a scoprire Colpo Vincente (1986), un film sportivo che avrei amato ancora di più se solo l’avessi visto da adolescente. Ma sul podio con il film di Forman non posso che mettere anche l’emozionante Tarda Primavera (1949) di Ozu e lo strepitoso Possession (1981) di Zulawski.
Ad aprile esplode la primavera e i film visti scendono a 17. Il mese però è davvero pieno di perle e di recuperi fondamentali per un cinefilo, con tanti film tutti molto diversi da loro. Il mese si apre con lo splendido western Il Cavaliere della Valle Solitaria (1953) e prosegue con il clamoroso Il Colore del Melograno (1969), incentrato su un poeta armeno del XVIII. Dall’est mi sono spostato quindi in Italia per il recupero necessario del meraviglioso Ieri, Oggi, Domani (1963) di Vittorio De Sica. Aprile, nella sua carenza di film, continua a dimostrarsi un concentrato di grandissime prime visioni: il mese va avanti con il thriller psicologico Peeping Tom (1960) di Micheal Powell e una coppia di film evidentemente legati dalla stessa idea di base, cioè la spassosa commedia Bowfinger (1999) di Frank Oz e il film sovietico che l’ha ispirata, Il Bacio di Mary Pickford (1927), film muto diretto da Sergei Komarov (clamoroso).
A maggio il bel tempo e un minimo ritorno alla vita sociale rubano il tempo per vedere film: ne guarderò soltanto 12, dove spicca il recupero di Madre (2019) di Sorogoyen, uno dei registi che più hanno segnato questa annata (includendo anche la splendida serie Dieci Capodanni, che trovate su RaiPlay). La media primaverile prosegue anche a giugno, in cui guardo 13 film, penalizzato anche da uno sfiancante trasloco. C’è ancora Sorogoyen a spingere il pedale dei grandi recuperi, con il bellissimo thriller Che Dio Ci Perdoni (2016), incentrato su un serial killer di anziane signore. Da segnalare, durante questo mese, l’eccellente Tokyo Godfathers (2003) del genio Satoshi Kon, non proprio un film estivo, ma tant’è.
A luglio, lasciata temporaneamente Roma, mi sposto nella mia usuale residenza estiva di Monopoli, dove i film si guardano sul terrazzo di casa, sotto le stelle (anche se sullo schermo del pc): è qui che arriva l’occasione di recuperare due perle del passato, Scarecrow (1973), filmone con Al Pacino e Gene Hackman, e La Strana Voglia di Jean (1969), con una giovane e strepitosa Maggie Smith (che vinse l’Oscar).
Agosto, ogni anno, è inevitabilmente il mese in cui vedo meno film. Così come l’anno precedente, anche quest’anno vedrò soltanto 11 film (ma ci sono stati anni in cui ad agosto ho visto solo 4 film, quindi non mi lamento). Tra questi però, c’è probabilmente il recupero che più ho amato tra tutti quelli del 2025: la sera del 9 agosto, sdraiato sul terrazzo di casa, provo un colpo di fulmine totale per Y Tu Mama Tambien (2001) di Alfonso Cuaron e mi domando come abbia fatto a non averlo mai visto prima. I film successivi che vedrò, come il cult The Running Man (1987) o l’ottimo horror Barbarian (2022), mi piaceranno, ma la mia testa è ancora al film con Gael Garcia Bernal e Diego Luna.
A settembre, ritornato a Roma, ma in una nuova casa, torno a buon regime e guardo 17 film. La morte di Robert Redford segna decisamente le mie scelte durante il mese, visto che mi ritroverò a guardare per la prima volta I Tre Giorni del Condor (1975) di Sydney Pollack e Il Grande Gatsby (1974) di Jack Clayton. Tra questi, non manca il “solito” film di Sorogoyen: Il Regno (2018).
Arrivato l’autunno, arriva anche il sempre prolifico ottobre, il cui numero di film visti viene inevitabilmente “dopato” dalla Festa del Cinema di Roma. Con i suoi 33 film visti, ottobre 2025 diventa il mio mese cinematograficamente più prolifico degli ultimi dodici anni. La maggior parte dei film che vedo sono opere uscite quest’anno, ma in mezzo a tante visioni c’è spazio anche per qualche cosa più attempata: Ispettore Callaghan Il Caso Scorpio è Tuo (1971), cult poliziesco con Clint Eastwood, oppure il barocco e coloratissimo La Maschera della Morte Rossa (1964) di Roger Corman. Dopo la Festa del Cinema vedo per la prima volta il geniale Paranormal Activity (2007), prima di chiudere il mese con una ciliegina, una torta intera anzi, il capolavoro Fanny e Alexander (1982) di Ingmar Bergman, che mi permette finalmente di colmare una grave lacuna cinematografica.
A Novembre ritorno a quote più umane: guardo infatti 16 film, il migliore dei quali, per quanto riguarda le prime visioni del passato, è senza dubbio il giapponese Pulse (2001). In questo mese mi innamoro anche dell’esperimento di Richard Linklater Tape (sempre del 2001), film con Ethan Hawke e Uma Thurman, girato interamente dentro una stanza. Da segnalare anche gli ottimi Polytechnique (2009) di Denis Villeneuve e The Puffy Chair (2005), film d’esordio dei fratelli Duplass.
Dicembre si dimostra un mese decisamente prolifico, merito soprattutto dei tanti film del 2025 da dover recuperare prima di stilare la mia solita Top 20. L’ultimo mese dell’anno si chiude con la bellezza di 22 film visti, quasi tutti usciti l’anno scorso. L’unica grande prima visione d’essai di questo mese è il grandioso Corvo Rosso Non Avrai il Mio Scalpo! (1972) di Sydney Pollack, prima di chiudere il 2025 con il rewatch di un capolavoro, tanto per finire bene il mio anno cinematografico (sto parlando di Blade Runner, che non rivedevo da ben 8 anni!).
Il mio 2025 cinematografico si chiude dunque così, con tantissimi film stupendi che ora sono entrati a far parte del mio immaginario e della mia vita (non solo da cinefilo). Spero che in un questa lunga panoramica abbiate avuto occasione di imbattervi in qualcosa che abbia stimolato la vostra curiosità e abbia rimpolpato la vostra watchlist. La mia come sempre è ancora lunghissima e già da adesso non vedo assolutamente l’ora di scoprire cosa mi porterà il nuovo anno. Chissà quanti film stupendi vedrò nel 2026 per la prima volta, chissà quante emozioni sono già là, tra le pagine del calendario, in attesa di incontrare i miei occhi. Lo scoprirete, come al solito, tra queste pagine, nell’anno in cui Una Vita da Cinefilo diventerà maggiorenne (eh sì, nel 2026 compiremo 18 anni!).
E allora buon 2026, amici cinefili e amiche cinefile!
[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]
#2025 #annoCinematografico #Cinema #cosaVedere #film #filmDaVedere #filmVecchi #wrapped



