IN GIOCO C’È LA COSTITUZIONE

Viallaggio Europa Bene Comune, domenica 22 febbraio alle ore 10:30 CET

REFERENDUM GIUSTIZIA, A RENDE INCONTRO PUBBLICO PER

IL NO: “IN GIOCO C’È LA COSTITUZIONE”

“In gioco c’è la Costituzione”. È questo il messaggio al centro dell’incontro pubblico promosso dal comitato per il NO nel referendum sulla giustizia, in programma domenica 22 febbraio alle ore 10.30 presso il Villaggio Europa Bene Comune, Piazza Italia – Rende (CS). L’iniziativa nasce dall’esigenza di aprire un confronto serio, approfondito e partecipato sui contenuti dei quesiti referendari e sulle loro possibili ricadute sull’assetto costituzionale del Paese. Al centro del dibattito, la difesa dei principi sanciti dalla Carta repubblicana: equilibrio tra i poteri dello Stato, autonomia e indipendenza della magistratura, tutela dei diritti fondamentali e garanzie democratiche.

Interverranno:

Michele Cosentino, Coordinamento provinciale Sinistra Italiana

Rossella Gallo, Consigliera comunale M5S – Sinistra per Rende

Gianluca Schiavon, Responsabile nazionale Giustizia Rifondazione Comunista

Graziella Secreti, Segreteria provinciale CGIL Cosenza

Coordina i lavori Domenico Passarelli, co-segretario cittadino Rifondazione Comunista.

Il referendum rappresenta un passaggio delicato per l’ordinamento democratico italiano. La giustizia è un pilastro della Costituzione e non può essere oggetto di interventi che rischiano di alterarne l’equilibrio o di indebolire le garanzie previste per i cittadini. Difendere la Costituzione significa difendere la democrazia, la legalità e l’uguaglianza davanti alla legge.

L’appuntamento di Rende si propone come un momento di informazione e mobilitazione rivolto a cittadine e cittadini, associazioni, forze sociali, politiche e sindacali, con l’obiettivo di costruire una consapevolezza diffusa sull’importanza del voto e sulle ragioni del NO.

La Costituzione non è un terreno di sperimentazione ma il fondamento della nostra convivenza civile.

https://camifa.net/event/in-gioco-ce-la-costituzione

Nell’ #estate del #2006 #Renato #Biagetti è un #ragazzo di #26 #anni che frequenta il #centro #sociale #Acrobax. Si è da poco #laureato in #ingegneria e lavora come #tecnico del #suono. La #musica per lui non è solo una sua grande #passione, ma anche uno #strumento per veicolare #messaggi #antirazzisti, #antifascisti e #antisessisti. La notte del 26 #agosto partecipa con la #compagna #Laura e l’ #amico #Paolo a una #festa #reggae sulla #spiaggia di #Focene, presso lo #stabilimento #Buena #Onda. #Verso le #cinque del #mattino, mentre attendono Laura, che è andata a prendere l’ #auto, seduti su un #muretto del #lungomare,, Renato e Paolo vengono aggrediti da due individui #armati di #coltelli. Renato, nonostante le prime ferite, cerca di difendere Laura tornata a prenderlo e viene colpito da 8 coltellate, di cui due al #cuore. Trasportato all’ #ospedale #Grassi di #Ostia, prima di morire ricostruisce l’accaduto a un #carabiniere, ma la sua #testimonianza non viene verbalizzata. Si scopre presto che l’auto degli aggressori appartiene al padre di uno di loro, a sua volta carabiniere. Dopo una breve latitanza vengono arrestati #Vittorio #Emiliani e #Gioacchino #Amoroso. I #media parlando subito di “rissa tra balordi” o “ #violenza per futili motivi”, ma appare subito evidente che la #matrice dell' #azione sia legata a ragioni #politiche. Il Buena Onda viene considerato un posto di #sinistra e chi lo frequenta è bollato come “ #zecca #rossa ”. In sede processuale, sebbene venga dimostrata la volontà di tendere un agguato e uccidere, viene negata la matrice politica dell’omicidio. Alla fine del processo Emiliani, 19 anni, che secondo diverse fonti aveva una #croce #celtica tatuata al braccio, viene condannato a 15 anni per omicidio volontario. Gioacchino Amoroso, 17 anni, a 6 anni e 10 mesi.
La memoria di Renato continua a vivere nel #progetto #Renoize e nell’impegno del #Comitato #Madri per #Roma #città #aperta, promosso dalla #madre #Stefania #Zuccari.