
In Svizzera le persone migranti restano nel limbo. Tra respingimenti e indifferenza
A dieci anni dall’estate 2015 che sancì il collasso del sistema d'asilo europeo, il flusso di persone migranti che tenta di trovare migliori condizioni di vita in Europa non si arresta. Dietro l’immagine di efficienza e perfezione proiettata da Berna si nasconde ancora un sistema burocratico che intrappola e rende invisibili migliaia di vite. Dalla frontiera Como-Chiasso all'isolato centro di Pasture. Il nostro reportage
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Maggio è stato un mese cruciale per il Cpr di Macomer, in Sardegna
Nell'ex carcere ora Centro di permanenza per il rimpatrio nella provincia di Nuoro sono esplose le proteste dei "trattenuti" contro durata e condizioni della detenzione amministrativa. Anche attraverso gesti estremi e di autolesionismo. Una situazione comune in tutte queste strutture e che mostra ancora una volta la disumanità inefficace del "modello" dei rimpatri. Ma il governo non cambia rotta e prosegue i trasferimenti verso le "colonie penali" d'Albania
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La storia di M. che su TikTok documenta la vita dentro i Centri di permanenza per il rimpatrio
Trattenuto nei Cpr di Gradisca d’Isonzo e di Palazzo San Gervasio, il giovane originario del Marocco è riuscito a riprendere e a condividere le condizioni disumane della detenzione amministrativa. Ne è derivata una sorta di diario che raccoglie le sofferenze dei trattenuti, tra cibo scadente, abuso di psicofarmaci e atti di autolesionismo. Ora è libero ma non ha interrotto questo gesto di resistenza e solidarietà
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La Bulgaria spinge per la deportazione del dissidente saudita Abdulrahman al-Khalidi
Le autorità di Sofia vogliono espellere il difensore dei diritti umani inviso al regime di Riyad, nonostante il Tribunale amministrativo della capitale ne abbia ordinato a più riprese l'immediata liberazione da un centro di detenzione per richiedenti asilo. È l'emblema dell'erosione dello Stato di diritto in Europa, come denunciano Migrant Solidarity Bulgaria e il Collettivo rotte balcaniche
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Il viaggio di Amaka che riscrive il suo destino ribellandosi alla tratta
Dalla Nigeria all’Italia, la mediatrice culturale racconta la sua trasformazione da vittima della tratta a voce contro lo sfruttamento. Il suo percorso diventa un manifesto di autodeterminazione, resistenza e speranza
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La proposta di Regolamento dell'Ue per "aumentare i rimpatri" è un problema per i diritti
Tempi di detenzione dei migranti allungati anche oltre i due anni, persino per i bambini, centri di rimpatrio in Paesi terzi, potenziali espulsioni collettive. Il testo presentato con urgenza e senza alcuna valutazione d'impatto dalla Commissione europea a inizio marzo è una minaccia concreta per i diritti fondamentali delle persone. La questione ora passa al Parlamento europeo e ai ministri degli Stati membri
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Un nuovo report documenta le espulsioni e la vendita dei migranti dalla Tunisia alla Libia
"Tratta di Stato" inchioda con testimonianze dirette le responsabilità dell'Italia e dell'Unione europea nel fornire fondi e supporto agli stessi apparati statali tunisini che sistematicamente catturano ed espellono migliaia di persone verso la rete di campi e prigioni libiche. Il prezzo oscilla tra 12 e 90 euro a persona. Le donne valgono di più. Un patto disumano che deve essere stracciato il prima possibile
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Il ruolo chiave della Mauritania nell'esternalizzazione delle frontiere europee
Terra di transito e insediamento di cittadini degli Stati confinanti, come maliani e senegalesi, il Paese dell'Africa occidentale ha stretto a marzo di quest’anno un partenariato migratorio milionario con Bruxelles mediante una dichiarazione congiunta non vincolante. Il crescente coinvolgimento diretto di Frontex e il legame tra queste politiche di chiusura e il passato coloniale
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Chiusi in gabbia. Un viaggio nell’inferno del Cpr di Ponte Galeria a Roma
Celle di pernotto di 20 metri quadrati in cui dormono fino a otto persone su materassi buttati per terra senza reti, sovraffollamento, nulla da fare, il tempo che diventa ulteriore afflizione. E condizioni igienico-sanitarie “vergognose”. Il rapporto della Coalizione italiana libertà e diritti civili fotografa la situazione del centro attivo dal 1998 nella periferia romana. L'appello al sindaco Gualtieri per sostenerne la chiusura
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L'ipotesi di un Cpr a Trento e il fallimento orchestrato dell'accoglienza diffusa
Le politiche discriminatorie ed escludenti della giunta provinciale trentina guidata dal leghista Maurizio Fugatti hanno spinto centinaia di richiedenti protezione internazionale in strada, costringendoli in condizione di grave marginalità. Disarticolato un sistema virtuoso, il ceto politico propina la "soluzione facile" di un Centro di permanenza per il rimpatrio. Ma è distrazione di massa. Il nostro reportage
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