
Un anno di "gestione" Medihospes nei centri per migranti voluti dall'Italia in Albania
Il 14 ottobre 2024 la prima nave partiva dal Sud di Lampedusa verso l'Albania. L'unica costante di questi dodici mesi di operatività, caratterizzati da continui stop e riavvii, è la cooperativa sociale. Il contratto con la prefettura di Roma però non è ancora stato firmato e le promesse scritte in sede di bando restano solo sulla carta. Il colosso dell'accoglienza, intanto, accantona oltre un milione di euro nel bilancio 2024 per un accertamento della Guardia di Finanza. La nostra inchiesta continua
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Maggio è stato un mese cruciale per il Cpr di Macomer, in Sardegna
Nell'ex carcere ora Centro di permanenza per il rimpatrio nella provincia di Nuoro sono esplose le proteste dei "trattenuti" contro durata e condizioni della detenzione amministrativa. Anche attraverso gesti estremi e di autolesionismo. Una situazione comune in tutte queste strutture e che mostra ancora una volta la disumanità inefficace del "modello" dei rimpatri. Ma il governo non cambia rotta e prosegue i trasferimenti verso le "colonie penali" d'Albania
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Rinchiuso in Albania nonostante l'Hiv e la fragilità psichiatrica. La storia di Ibrahima
Finito al Centro di permanenza per il rimpatrio di Gjadër dopo un peregrinare tra i Cpr di Brindisi e Torino, un giovane in condizioni psicofisiche gravi ha patito una detenzione illegittima durata 125 giorni. Senza che nessuno si preoccupasse delle sue patologie. "Un caso eclatante del fallimento del 'sistema Albania'", spiega l'avvocato Giovanni Papotti che il 28 maggio ne ha ottenuto il rilascio
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"Moussa e Ousmane non stanno dormendo"
Inizia il processo per la morte di Moussa Balde avvenuta il 23 maggio 2021 nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Torino. Una vicenda che, come altre nell'oscura storia della detenzione amministrativa italiana, attende ancora giustizia. L'appello del fratello di Moussa, Amadou Thierno Balde, e di Mariama Sylla, sorella di Ousmane, morto nel Cpr di Roma il 4 febbraio 2024, tratto dalla prefazione del nostro libro-inchiesta "Gorgo Cpr"
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CPR in Albania. Paesi “sicuri” per decreto legge
I fatti sono noti: il fermo dei primi migranti, che la Libra, nave della Marina militare italiana, aveva portato in Albania non è stato convalidato dal tribunale di Roma. Nel CPR albanesi, secondo quanto stabilito dagli accordi con il governo di Tirana, potrebbero finire solo uomini adulti provenienti da paesi “sicuri”. Paesi “sicuri” sono quelli...
Radio Blackout 105.25FM
Centri per i migranti in Albania: il gestore italiano Medihospes e la succursale a Tirana
Il braccio operativo della cooperativa sociale romana è una Srl con l'equivalente di poco più di 10mila euro di capitale. Potrà svolgere diverse attività: dai luoghi di confinamento previsti dal protocollo Italia-Albania fino all'accoglienza di migranti stagionali (e non). Il rappresentante legale è Giuseppe Camillo Aceto che detiene il 25% delle quote. Sconosciuti gli altri soci. L'apertura delle strutture è più vicina
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A Gjadër, in Albania, slitta l'apertura dei centri di detenzione dei migranti
Reportage dai luoghi dove il governo italiano aveva assicurato l'apertura di hotspot e Cpr prima a fine maggio e poi a inizio agosto. I lavori, pur su turni sfiancanti, devono ancora terminare. I residenti intanto si interrogano sull'impatto su una comunità di 200 anime, che a volte è senz'acqua ed elettricità. Tra speranze di lavoro e disagio per il destino di migliaia di persone
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Inchiesta su Medihospes, regina dei centri per i migranti. Dall'Italia all'Albania
La cooperativa sociale si è aggiudicata il bando da 133 milioni di euro per la gestione delle strutture di Gjader e Shengjin. Ma non solo: da inizio anno ha già vinto 62 appalti, nell'82% dei casi per affidamento diretto. Fa parte di una galassia di imprese che si è aggiudicata migliaia di gare pubbliche per un valore a base d'asta di sei miliardi di euro. Egemone a Roma, da qualche tempo si è affacciata anche su Milano
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