
L’inchiesta della magistratura francese apre uno squarcio sulle politiche di frontiera dell’Unione Europea: respingimenti, violazioni del diritto d’asilo e una gestione che avrebbe sacrificato vite umane in nome della “sicurezza” …
Il 27 settembre la statua equestre prosegue la sua marcia raggiungendo il Centro di permanenza per il rimpatrio della capitale. Sfilerà davanti alle sbarre come monito al grave arretramento dei diritti in atto nella nostra società che colpisce sopratuttto le persone straniere. Anche la bandierà della Palestina accompagnerà il corteo: per non dimenticare il massacro in corso nella prigione a cielo aperto della Striscia
Tempi di detenzione dei migranti allungati anche oltre i due anni, persino per i bambini, centri di rimpatrio in Paesi terzi, potenziali espulsioni collettive. Il testo presentato con urgenza e senza alcuna valutazione d'impatto dalla Commissione europea a inizio marzo è una minaccia concreta per i diritti fondamentali delle persone. La questione ora passa al Parlamento europeo e ai ministri degli Stati membri
Terra di transito e insediamento di cittadini degli Stati confinanti, come maliani e senegalesi, il Paese dell'Africa occidentale ha stretto a marzo di quest’anno un partenariato migratorio milionario con Bruxelles mediante una dichiarazione congiunta non vincolante. Il crescente coinvolgimento diretto di Frontex e il legame tra queste politiche di chiusura e il passato coloniale
Ritorno sul confine militarizzato tre anni dopo la "crisi" che portò a violente e illegali procedure di pushback sommari ed espulsioni collettive da parte dell'allora governo di estrema destra di Varsavia. Anche l'attuale esecutivo "liberal-democratico" si muove nello stesso solco, denuncia il network Grupa Granica così come il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa
Sono già diecimila i passaggi monitorati quest'anno allo snodo Nord-occidentale, in forte aumento rispetto al 2022 quando furono in tutto 12mila. La stretta sorveglianza del confine da parte francese e il mancato accesso ai diritti sul territorio italiano, se non per iniziative volontarie, colpiscono duramente i migranti. Il reportage
Il 15 ottobre, con le elezioni generali, i cittadini polacchi saranno chiamati a esprimersi su un referendum xenofobo indetto dal partito di estrema destra al potere. Rut Kurkiewicz, co-autrice del documentario “We are prisoners of the Polish State” e tra le poche voci indipendenti del Paese, racconta la situazione dei transitanti e rifugiati