La demande émane de l’armée et de l’appareil de défense et devrait être prochainement approuvée par le gouvernement et la commission des Affaires étrangères et de la Défense de la #Knesset.

In questo modo, un crimine che richiederebbe condanna e responsabilità viene trasformato in un gesto celebrato come patriottico.

A questo si aggiungono dichiarazioni ancora più folli, come quella di un membro della #Knesset, #HanochMilwidsky, che ha definito “completamente legale” l’inserimento di un bastone nell’ano di un detenuto palestinese, un’affermazione che è una fotografia del crollo morale e politico che circonda l’intero caso.

L’articolo sottolinea come questo episodio non sia isolato, ma parte di un modello più ampio di violenze sistematiche contro i detenuti palestinesi, che includono torture fisiche e psicologiche, violenze sessuali, umiliazioni, scosse elettriche, uso di cani e negazione di cure mediche. ⬇️5

I 5 soldati israeliani prosciolti dopo aver violentato un prigioniero palestinese.
“Eroi” per #Netanyahu e altri.

Per un membro della #Knesset l'inserimento un bastone nell’ano di un detenuto palestinese è “completamente legale”. 🧵1/7

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #13marzo

https://euromedmonitor.org/en/article/7002/Dropping-Sde-Teyman-case-on-rape-of-Palestinian-detainee:-Practical-declaration-of-Israel%E2%80%99s-policy-of-impunity

⭕ La vice-présidente d'extrême droite de la #Knesset, #Limor_Son_Har-Melech, s'est déguisée en « bourreau », brandissant un nœud coulant et une seringue létale.
#WashingtonDC and #Knesset whether in Tel Aviv or Jerusalem have always failed to protect the rights of the weakest under their control. They have consistently since 1776 and 1948 wilfully dehumanized, slaughtered and erased them. End #American & #Israeli identity as the world ended #Nazi #Aryan.

War with Iran has little effect on Israeli voters

Since the start of Operation Roaring Lion, speculation has grown that Prime Minister Benjamin Netanyahu could consider advancing…
#NewsBeep #News #BreakingNews #BenjaminNetanyahu #breakingnews #Elections #Israel #Knesset #NaftaliBennett #OperationRoaringLion #poll
https://www.newsbeep.com/420749/

#Israel: Der Verfassungs-, Rechts- und Justizausschuss des israelischen Parlaments, der #Knesset, hat beschlossen, die Einschränkungen für den Gerichtsbetrieb vorerst bis zum 9. März zu verlängern. Grundlage ist eine Anordnung von Justizminister Yariv Levin, mit der die Arbeit der Gerichte

@RimaHas
#Signez partager
Ne serait ce déjà que pour condamner des propositions de loi venant directement de la #knesset et portée par une députée #yadan menteuse et propagandiste (élue repêchée par #Macron) qui aurait du déjà démissioner depuis longtemps après ses accusations mensongères à l'encontre de Francesca Albanese !

https://c.org/5DbDwcwc8G

Avez-vous une minute pour aider cette campagne?

URGENT - NON A LA PROPOSITION DE LOI AU SENAT VISANT A CRIMINALISER LA CRITIQUE D'ISRAEL

Change.org

#Israël : la victoire du #kahanisme au sein de l’État

Autrefois délogé de la #Knesset, le kahanisme, ce courant extrémiste religieux #suprémaciste, irrigue désormais le champ politique dominant. En portant la promesse de l’exclusivité juive, cette idéologie ne se conçoit pas sans la violence — une violence d’État dont les Palestiniens sont les victimes fondamentales et dont les Israéliens, demain, seront les cibles collatérales. https://orientxxi.info/Israel-La-victoire-du-kahanisme-au-sein-de-l-Etat

#extremedroite #religion

L'Unità: A Israele è permesso ciò che alla Russia è vietato

Qui la guerra non é ancora finita: é finito l’uso di armi a tappeto, ma la gente continua a morire. Qui sono molto arrabbiati con la comunità internazionale, perché la comunità internazionale non permette alla Russia di fare quello che fa in Ucraina, ma non fa lo stesso con Israele rispetto a quello che fa in Palestina.
Prima o poi la guerra in Terra Santa finirà e voglio che si dica che in quel momento c’eravamo: dobbiamo fare rete, anche se abbiamo opinioni diverse, partendo dal basso, dai territori, dalle persone e da coloro che credono sia possibile fare la differenza. Quello che adesso sta accadendo è che uno nega l’esistenza dell’altro nello stesso territorio. E noi dobbiamo essere quella presenza che dà fastidio, essere pronti perché verrà il momento in cui tutto questo finirà: ciò che si costruisce nella violenza e nell’ingiustizia fallisce. La pace deve essere preparata da chi nel territorio è disposto a mettersi in gioco per fare qualcosa insieme agli altri anche se hanno culture diverse, evitando che il nostro desiderio di giustizia crei altre barriere.
Ogni giorno tocco con mano la situazione a Gaza e in Israele: la comunità internazionale ha dimostrato poco rendendo difficile dal punto di vista anche umano pensare a una prospettiva a breve termine. La situazione rimane molto problematica a Gaza, in Cisgiordania e in Israele. A Gaza il 53% della Striscia è sotto controllo diretto di Israele e 2 milioni di persone sono sfollate nel restante 47%. Rispetto a qualche mese fa la situazione in fatto di cibo e aiuti è migliorata ma manca tutto il resto. I giovani non possono andare a scuola perché sono chiuse da tre anni e le leggi della Knesset hanno segnato la vita in maniera grave: i titoli di studio palestinesi non sono più riconosciuti. L’odio che la guerra ha creato è fortissimo, la gente continua a morire e tutto ciò sta creando un deterioramento continuo. Non bisogna cercare l’esito immediato ma essere fedeli alla propria coscienza e ascoltare il territorio, non avendo paura di mettersi in gioco.

What is allowed to Israel is forbidden to Russia.

Here the war is not yet finished: the use of indiscriminate weapons is over, but people continue to die. I am very angry with the international community because the international community doesn’t allow Russia to do what it’s doing in Ukraine, but it doesn’t do the same with Israel regarding what it’s doing in Palestine.

Soon the war in Holy Land will end and I want it to be said that at that moment we were there: we must network, even if we have different opinions, starting from the bottom, from the territories, from the people, and from those who believe it’s possible to make a difference. What is happening now is that one denies the existence of the other in the same territory. And we must be that presence that annoys, be ready because that time will come when all this will end: what is built in violence and injustice fails. Peace must be prepared by those in the territory who are willing to put themselves at risk to do something together with others, even if they have different cultures, avoiding that our desire for justice creates other barriers.

Every day I feel the situation in Gaza and in Israel: the international community has shown little, making it difficult from a human point of view to think about a short-term perspective. The situation remains very problematic in Gaza, in the West Bank, and in Israel. In Gaza, 53% of the Strip is under direct Israeli control, and 2 million people are displaced in the remaining 47%. Compared to a few months ago, the situation in terms of food and aid has improved, but everything else is lacking. Young people cannot go to school because they have been closed for three years, and the laws of the Knesset have seriously marked people’s lives: Palestinian qualifications are no longer recognized. The hatred that the war has created is very strong, people continue to die, and all of this is creating a continuous deterioration. One must not seek an immediate result but be faithful to one’s conscience and listen to the territory, without fear of getting involved.

#Israel #Russia #Ukraine #Palestine #theWestBank #Strip #Israeli #Knesset #Palestinian

https://www.unita.it/2026/03/03/a-israele-e-permesso-cio-che-alla-russia-e-vietato/

A Israele è permesso ciò che alla Russia è vietato

Il patriarca Pierbattista Pizzaballa rilancia la voce di chi è contro la guerra e condanna il doppiopesismo della comunità internazionale

L'Unità