Ricordo dagli anni della guerra fredda un'iniziativa (mi sembra citata dal War Resistors' International) volta a favorire una forma di pace dal basso. Cittadini dei due blocchi si scambiavano per posta dei "trattati di pace personali" nei quali dichiaravano la pace tra di loro e si promettevano reciprocamente di non attccarsi.

"non so come la pensi, non mi interessa di che eligione sei, mi impegno a non aggredirti". Alla faccia dei politici.

#noWars #noWarZ
#gazawi #israeliani #chiunque

LA NUOVA NAKBA

Si prepara un crimine: la deportazione di un popolo. Lo chiamano “migrazione volontaria”, “ricollocamento umanitario”, “nuove opportunità”. È la neolingua dell’orrore. La realtà è nuda: Gaza deve essere svuotata. Gaza deve essere trasformata in territorio colonizzabile.

Non è difesa, non è sicurezza. È progetto. È ingegneria etnica. È colonialismo allo stato puro.

Prima si abbattono le case, si distruggono ospedali, scuole, acquedotti. Poi si stringe l’assedio, si affama la popolazione. Infine si spalanca la porta: uscite, andatevene, lasciate Gaza.

E quando esci? Ti ritrovi nei campi. Ghetti recintati, stazioni di smistamento verso l’esilio. Le destinazioni fanno rabbrividire. Libia: un milione di gazawi in cambio dello sblocco di 30 miliardi di dollari. Sudan, Sud Sudan, paesi devastati da guerre civili, offerti come discariche umane. Somalia, Uganda, Indonesia, Marocco: governi fragili, ricattabili con promesse e dollari.

Il messaggio è chiaro: i palestinesi non sono un popolo, sono una merce. Esportabile, trasferibile, ricollocabile.
E al centro di questa macchina non c’è Israele da solo. C’è l’America. Trump non l’ha mai nascosto: “svuotare Gaza, ricostruirla come la Riviera del Medio Oriente”. Hotel, resort, piscine e grattacieli sulle macerie. Turismo di lusso al posto delle case distrutte. È l’apoteosi del colonialismo: cancellare una popolazione e vendere la sua terra come brochure da agenzia viaggi.

La logistica la forniscono gli Usa, con pressioni, navi, fondi, aerei. È la spina dorsale dell’espulsione. Non stiamo parlando di scenari ipotetici. È tutto scritto, discusso, trattato. Ci sono cifre, ci sono contatti, ci sono governi che hanno detto no e altri che hanno ascoltato.

Trump lo dice apertamente, Israele lo prepara, l’Occidente finge di non vedere. Tutto è alla luce del sole. È colonialismo con il volto sfrontato del XXI secolo. Se accadrà, sarà la realizzazione di un progetto già annunciato, già venduto, già celebrato come business plan.

Gaza non è un parco giochi, non è una Riviera da colonizzare. È la casa di oltre due milioni di persone. Deportarle significa trasformare l’umanità intera in complice di un crimine.

Alfredo Facchini

#gazawi-deportazione #nuovocolonialismo #palestina #gazagenocide

"I nostri corpi sono qui ma i nostri cuori sono ancora a Gaza"

La testimonianza di Islam Abouwarda, Yousef Morjan e Aya Morjan. Sono intervenuti l'8 luglio in rappresentanza delle famiglie palestinesi di Gaza evacuate in Italia alla Sala Isma del Senato in occasione del convegno "Altro che 'Food for Gaza'" organizzato da Altreconomia. Una voce umana e ferma nella denuncia e richiesta di giustizia. Che non lascia alibi a chi è complice

Altreconomia
E’ uno sporco lavoro / 1: ma qualcuno deve pur farlo…

di Sandro Moiso Almeno per una volta l’alter ego dell’ispettore Stephan Derrick, il cancelliere tedesco [...]

Carmilla on line

yeah right.

must really think i am that "dumb boy" you painted for yourself in your mind.

so, youre FROM or IN #Gaza, and you posting smiles and begging donations but NOT reporting conditions every day you can?

heh... you are NOT #gazawi and prolly never were and located either in an occupying settlement making evil....or elsewhere doing the same.

we arent stupid. we grew. YOU stayed the same.

im #Riddick bitch, and i see through your shit. i just wanted to see if you would change. now bye.

Ammalarsi a Gaza - MilanoInMovimento

Mentre viviamo la nostra quarantena isolati nelle nostre case, rinchiusi e con la dispensa piena di cibo, a Gaza inizia la crisi sanitaria. È di oggi la notizia dei primi due casi di Covid-19 nella Striscia di Gaza. In quel fazzoletto di terra, uno dei luoghi più sovraffollati del mondo, il quale conta una popolazione …

MilanoInMovimento
Road to Gaza - MilanoInMovimento

Il racconto del viaggio da Gerusalemme fin dentro la Striscia. La domenica a Gerusalemme è come il lunedì in Italia. Dopo il venerdì, giorno sacro per i musulmani, c’è il sabato che è il giorno sacro per gli ebrei. Così le attività riprendono dopo i festivi con frenesia. Il nostro viaggio parte la mattina presto, …

MilanoInMovimento
Un festival per Gaza a Milano - MilanoInMovimento

Il 14 e il 15 giugno il Gaza FREEstyle Festival (CSOA Lambretta) è orgoglioso di presentare il primo Festival di musica, sport, teatro, cultura e arte per Gaza a Milano.

MilanoInMovimento
A beautiful place - MilanoInMovimento

Gaza, tra i raccoglitori di fragole sotto tiro.

MilanoInMovimento
Gaza, lacrime e libertà - MilanoInMovimento

Il Gaza Freestyle Festival è tornato. Ecco un intenso racconto sui giorni passati nella Striscia e sulla voglia di libertà del popolo palestinese.

MilanoInMovimento