Collegamenti #6

Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

Fine.

#acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground

Ich ❤️ dieses Album:

Laut.de schreibt: »...sieben Edits von instinktiven, live eingespielten Songs machten sich auf der Doppel-LP breit - wurde erst zum sperrigen Mythos, dann zum Meilenstein.«

https://album.link/i/1676002882

#TagoMago #CanBand #Krautrock #ExperimentalRock #PsychedelicRock #AvantGarde #DamoSuzuki #1971 #ClassicAlbum #CanMusic #GermanRock #Halleluhwah #Paperhouse #OhYeah #Mushroom #Aumgn #BringMeCoffeeOrTea

Tago Mago (Remastered) by Can

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Songlink/Odesli

Spoiler for an upcoming blog post on the Austrian band Kreisky, but now listening to this live improv set from Austrian noise band MORD (who had 3 Kreisky members), featuring the one and only Damo Suzuki on vocals.

Damo Suzuki & MORD - DAMO MORD (2009)

https://konkord.bandcamp.com/album/damo-mord

#DamoSuzuki #CanBand #MORD #Kreisky #NoiseRock

Damo Mord, by Damo Suzuki & Mord

2 track album

konkord
seems like a dream, or something that happened to someone else.
somehow I was invited to be part of Damo Suzuki's band along with the Holy Soul (the mainstain for Damis Aus gigs at the time) for the Sydney gig at the Annandale, February 2008.
this is the only photo I know of that I'm not just a total smudge in the background, will have to find the photo of Damo in action to add
Peter Newman (can't remember what tech Pete was using + will ask and update this) is in the foreground, Andrew Gadow (Moog modular) to the right, myself at the back (reel to reel tapes)
#improvisation #analogue #tape #moog #damosuzuki #holysoul

🌹 Nacimiento de Damo Suzuki 🌹

Kenji Suzuki, más conocido como Damo Suzuki, nació el 16 de enero de 1950 en Japón. Fue el icónico vocalista de la banda alemana de krautrock Can, donde nos dejó grandes álbumes como "Tago Mago" y "Future Days". ✨

Te dejamos más del artista aquí 👉 https://acortar.link/JzHYxx

¿Cuál es tu obra favorita del artista? 🙌

#DamoSuzuki #Can #Krautrock #natalicio #efeméride #Rockaxis

🐦🔗 https://farside.link/x.com/rockaxisoficial/status/1880080100701663445#m

Damo Suzuki’nin En İyi Can Albümü Future Days *

Damo Suzuki, Can’ın en iyi albümü olarak 1973’te yayımlanan Future Days’i seçti. Albüm, ambient ve krautrock türlerinin mükemmel birleşimi.

“Paris 73 Vier · CAN LIVE IN PARIS 1973” / “Paris 73 Vier” (1 user) https://www.youtube.com/watch?v=gveHYxqJTJ8 #can #damosuzuki #YouTube #マストドン音楽好き部 #fedibird
Paris 73 Vier

YouTube

"Carrying my own in the afternoon
Hiding a spoon she will be soon
Waiting fork brings a knife
Spends me her joke, she slips me alive"

Voz eterna... Damo.

#Music #Can #DamoSuzuki

Can - Spoon (1972)

https://www.youtube.com/watch?v=l6PH7a4RptU

Can - Spoon (Official Audio)

YouTube
CAN - Vitamin C (Music video)

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Idiosyncratic and spontaneous, the Can vocalist was an influential figure of the “krautrock” scene. https://www.japantimes.co.jp/culture/2024/02/17/music/damo-suzuki-krautrock/ #culture #music #krautrock #japanesesingers #damosuzuki #can #1970s
Damo Suzuki forged a path outside of mainstream pop and rock

Idiosyncratic and spontaneous, the Can vocalist was an influential figure of the “krautrock” scene.

The Japan Times