«Nocturnal Koreans» non può figurare certamente tra i miglior album degli Wire, e probabilmente neanche tra i migliori album del 2016, ma la classe non la perdi come perdi le chiavi di casa e qualche pezzone c'è per forza di cose anche qui dentro, tipo questa lenta e un po' inquietante ballata wave:

Wire – Forward Position

https://song.link/y/tTofLyvGpTY

#LaMusicaDel2016 #FediRadio #NewWave #Wire

Forward Position by Wire

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Songlink/Odesli

We’re reading your mail, and tapping your phone
And if you don’t like it, we’ll send in the drones
Oh say can you see, the twilight’s last gleam
The land of the free, the home of the naïve

~~~

The Claypool Lennon Delirium – Ohmerica

From the album «Monolith of Phobos» (2016)

https://theclaypoollennondelirium.bandcamp.com/track/ohmerica

#LaMusicaDel2016 #FediRadio #TheClaypoolLennonDelirium

Ohmerica, by The Claypool Lennon Delirium

from the album Monolith of Phobos

The Claypool Lennon Delirium

Torno al 2016 sulle note di «Requiem», il terzo album deə Goat, un disco che sta invecchiando benissimo.

#LaMusicaDel2016

http://acqueagitate.com/2026/03/09/goat-requiem-2016-dieci-anni-dopo/

Goat – Requiem [2016], dieci anni dopo

Un disco che ha retto bene i colpi degli anni e che anzi è migliorato mentre cresceva è il terzo dei Goat, Requiem. Quando uscì, nel 2016, dovette subire il confronto innanzitutto coi precedenti dei Goat stessi, che avevano acceso gli animi con una mista di psichedelia, afrobeat, raga indiani, riffoni carichi di fuzz e wah wah e due impressionanti voci femminili a dare la carica, e perciò forse venne un po’ snobbato: tanti non accettarono l’idea di un disco folk, a tratti delicato, poco distorto e tanto strumentale; prevalse l’idea che fosse un’opera media, al limite discreta, fioccarono i giudizi compiacenti ma trattenuti. Riascoltato oggi, invece, con la prospettiva del tempo passato e mettendolo a fianco di altri dischi decenni – alcuni dei quali, è evidente, non hanno retto la botta – assume un altro sapore e un’altra profondità.

Il folk di Requiem è musica popolare multicolore e multiculturale i cui antenati vengono dall’Africa, dall’India, dal sud del Mediterraneo e dall’America Latina; è immersa in questa storia e tuttavia sembra non fare alcuno sforzo per assomigliare a qualcosa in particolare, e la firma della band ce l’ha stampata in fronte.

Gli strumentali spadroneggiano, ma cosa gli volete dire a dei pezzi come Goatband o Goodbye? Che sono troppo narcotici? Cosa vi aspettate dalla «psichedelia», le canzonette con la chitarra in riverbero? Suvvia. E non si può certo affermare che manchi il materiale per ballare. Ce n’è anzi da vendere ed è di ottima fattura: gli inni apripista da cantare a squarciagola I Sing in Silence, Trouble in the Streets, Try My Robe e Union of Mind and Soul sono già diventati dei classici. Il giro di flauto dell’ultima ha la stessa potenza ipnotica del riff di chitarra di Seven Nation Army – ed è un cazzo di flauto, non so se rendo l’idea. E poi c’è Goatfuzz, una carica col fuzz in spalla lanciata da due voci indemoniate che termina in una coda raga acidissima: non è forse tra le migliori del suo Goatgenere?

È un disco strano e alieno questo Requiem, non è conciso e immediato come i suoi fratelli più grandi e necessitava di tempo per aprirsi e fiorire. Questo mi è parso di capire. È un’opera che tiene tanti mondi insieme allineandoli l’uno accanto all’altro in un racconto che appare sempre più coerente, sempre più affascinante e grande a ogni ascolto, e che stacca di chilometri per carattere e fervore tante cose più blasonate.

Viva il caprone!

#Afrobeat #FolkRock #Goat #HeavyPsych #LaMusicaDel2016 #PsychedelicRock #Requiem #Worldbeat

Come sit down
By my side
Play the drum

Share my bread
Taste my food
Try my robe

Sing a song
Come a long
All night long

Sit down and rest

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Goat – Try My Robe

https://goat.bandcamp.com/track/try-my-robe

(non mi sono di vuovo fissato con questo disco, no no, per niente)

#LaMusicaDel2016 #FediRadio

Try My Robe, by Goat

from the album Requiem

Goat

Inizio con un bel pezzo strumentale tratto dal disco che mi ha accompagnato a Roma venerdì e riaccompagnato a casa ieri sera:

Goat – Goodbye

https://goat.bandcamp.com/track/goodbye

#LaMusicaDel2016 #FediRadio

Goodbye, by Goat

from the album Requiem

Goat

Ancora musica dal 2016. Uno dei dischi migliori di Kid Congo (The Gun Club, The Cramps, Nick Cave & The Bad Seeds, not cazzi) coi suoi Pink Monkey Birds, «La araña es la vida».

https://kidcongothepinkmonkeybirds.bandcamp.com/album/la-ara-a-es-la-vida

#LaMusicaDel2016 #FediRadio #GarageRock #GaragePsych

La Araña Es La Vida, by Kid Congo & The Pink Monkey Birds

12 track album

Kid Congo & The Pink Monkey Birds

Stesso anno, stesso genere, stesso suono antiquato, ma il disco è fatto così bene, le melodie sono così perfette, la carica così potente e portata avanti senza sforzo che è difficile resistergli.

The Mystery Lights – ST

https://themysterylights.bandcamp.com/album/the-mystery-lights

#LaMusicaDel2016 #FediRadio #GaragePsych #TheMysteryLights

The Mystery Lights, by The Mystery Lights

11 track album

The Mystery Lights

Una delle recensioni più divertenti che mi sia capitato di (ri)leggere ultimamente, soprattutto la chiusa:

«I love garage from the 60s too, but come on, who sold my generation? The internet did. Go sell that hat on ebay».  

Severo ma giusto, questo è uno dei fiaschi del 2016. Fu delusione anche per me, che dopo aver discretamente goduto col precedente mi aspettavo un balzo in avanti.

https://rateyourmusic.com/music-review/iamtanuki/night-beats/who-sold-my-generation-2/74685910

#LaMusicaDel2016

Now that it's the 21st century
I only get high on video weed
And I only drink communist coke

When I wanna shave, I boil water
And when I wanna bathe, I take cold showers

There's no racism anymore
Because there's no other colours in my sensorary spectrum
We are now not human beings
But human been

You
How 'bout you

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Uranium Club – Operation Pt. II

 

https://staticshockrecords.bandcamp.com/track/operation-pt-ii

#LaMusicaDel2016 #FediRadio #ArtPunk #UraniumClub

Operation Pt.II, by Uranium Club

from the album All Of Them Naturals

Static Shock Records