Domani: Ottant’anni del Premio Strega: ecco i 12 finalisti

Il primo lo ha vinto Ennio Flaiano con Tempo di uccidere nel 1947: ora è stata pubblicata la dozzina di libri candidati per l’ottantesima edizione. Tra loro Christian Raimo, Michele Mari, Nadeesha Uyangoda e Bianca Pitzorno

Eighty Years of the Strega Prize: Here are the 12 finalists

Ennio Flaiano won the first one with “Tempo di uccidere” in 1947: now the dozen of books candidates for the eighty-first edition have been published. Among them are Christian Raimo, Michele Mari, Nadeesha Uyangoda and Bianca Pitzorno.

#EnnioFlaiano #first #ChristianRaimo #MicheleMari #NadeeshaUyangoda #BiancaPitzorno

https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/premio-strega-2026-dozzina-finalisti-vsv8cx2p

Ottant’anni del Premio Strega: ecco i 12 finalisti

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La pervasività delle università private (un post di Christian Raimo)

La pervasività delle università private (un articolo di Christian Raimo su fb)
differx.noblogs.org/2026/03/01…

#universitàprivate #LucianoViolante #ChristianRaimo #istruzione #istruzionepubblica

La pervasività delle università private (un articolo di Christian Raimo su fb) | differx

Domani: «Addestramento» o educazione al rispetto? La discussione sul gesto di alzarsi in piedi quando entra l’insegnante in classe

Secondo lo scrittore e professore Christian Raimo il vecchio rito dell’alzarsi in piedi quando entra un insegnante in classe è la «traduzione fisica di una gerarchia» che affonda le radici nel modello originario della scuola. Ma, secondo alcuni insegnanti e lettori, smettere di alzarsi in piedi vorrebbe dire togliere gli ultimi resti di un rispetto che non c’è più

Training or education in respect? The discussion about the gesture of standing up when the teacher enters the classroom.

According to writer and professor Christian Raimo, the old ritual of standing up when a teacher enters the classroom is the “physical translation of a hierarchy” that goes back to the original model of the school. But, according to some teachers and readers, stopping the practice of standing up would mean losing the last vestiges of a respect that no longer exists.

#ChristianRaimo

https://www.editorialedomani.it/fatti/addestramento-o-educazione-al-rispetto-la-discussione-sul-gesto-di-alzarsi-in-piedi-quando-entra-linsegnante-in-classe-lx2ze2c2

«Addestramento» o educazione al rispetto? La discussione sul gesto di alzarsi in piedi quando entra l’insegnante in classe

Secondo lo scrittore e professore Christian Raimo il vecchio rito dell’alzarsi in piedi quando entra un insegnante in classe è la «traduzione ... Scopri di più!

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Domani: Se la scuola pubblica è un’idea radicale: non c’è democrazia senza uguaglianza

Su Tempo Pieno – la rubrica di Domani sulla scuola – Christian Raimo aveva criticato il libro Contro la scuola neoliberale a cura di Mimmo Cangiano. Secondo Raimo l’opera contiene un attacco frontale alla pedagogia democratica. La replica degli autori: categorie storicamente legate alla sinistra democratica – inclusione, cooperazione, competenze, responsabilità – sono state progressivamente assorbite all’interno di una pedagogia centrata sul capitale umano

If public education is a radical idea: there is no democracy without equality.

Full-Time – Domani’s section on schools – Christian Raimo had criticized Mimmo Cangiano’s book *Against the Neoliberal School*. According to Raimo, the work contains a frontal attack on democratic pedagogy. The authors’ reply – categories historically linked to the democratic left – inclusion, cooperation, skills, and responsibility – have been progressively absorbed into a pedagogy centered on human capital.

#ChristianRaimo #MimmoCangiano’s #Raimo

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/contro-scuola-neoliberale-replica-raimo-pedagogia-democrazia-uguaglianza-dq6m9ybs

Se la scuola pubblica è un’idea radicale: non c’è democrazia senza uguaglianza

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oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia

Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.

Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.

Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/

E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
(leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)

(N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).

Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).

Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).

(In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).

Ecco un estratto dalla scheda, appunto:

Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:

   – la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;

   – i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;

   – la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa

   – l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.

Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.

Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)

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ottobre 2005 / Poesia ultima

domenica, 16 ottobre 2005   [link]                        RomaPoesia  –  IX edizione  –  ottobre 2005 a cura di Luigi Cinque e Nanni Balestrini  –  www.romapoesia.it       21-22 o…

slowforward

La cittadinanza migliora la scuola, negarla è razzismo mascherato.

Un articolo di Chistian Raimo su Domani: https://archive.fo/exYGD

#scuola #cittadinanza #referendum #razzismo #Domani #ChristianRaimo

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@scuola
@maupao

Le tableau 'I funerali dell’anarchico Pinelli' d'Enrico Baj a encore beaucoup à nous dire.
#DanieleCassandro
https://www.internazionale.it/opinione/daniele-cassandro/2024/12/18/quadro-funerali-anarchico-pinelli-enrico-baj
Première image: 'I funerali dell’anarchico Pinelli' exposé au palazzo Reale/Milan. #LorenzoPalmieri.
L'attentat de Piazza Fontana (Milan) et ses questions toujours pas résolues.
#ChristianRaimo
https://www.internazionale.it/opinione/christian-raimo/2020/01/09/piazza-fontana-anniversario-libri
Seconde image: Un moment des funérailles des victimes de l'attentat de Piazza Fontana, lors du passage du cortège funèbre sur la piazza del Duomo. Milan, 15.12.1969
#SergioDelGrande, Mondadori Portfolio.
I funerali dell’anarchico Pinelli di Enrico Baj ha ancora molto da dire

Il quadro, in mostra a Milano, è il perno centrale di una ricca retrospettiva. Baj ha creato una serie di figure, di totem e di maschere che ci parlano ancora, specie in tempi in cui l’immaginazione potrebbe essere l’unico mezzo per uscire dall’immobilità in cui siamo impantanati. Leggi

Internazionale

La cosa tragica di questa vicenda è che mi sento costretto a prendere le difese di #Lagioia, uno che non ho stimato mai, e d'ora in poi se lo criticherò mi sentirò accomunato a #Valditara.

Parentesi: quando si trattava di #ChristianRaimo qualcuno di noi ha detto: Eh, se anziché fare i provvedimenti disciplinari lo avesse querelato...
Ecco, questo lo ha querelato. Contenti?