Andrea Sciuto

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Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
(Isaia 58, 5-6)

Immagine intestazione: Salvatore Postiglione, «Scena della narrazione del Decamerone».

Foto profilo: un orango in posizione pensosa.

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pronomipreferibilmente ♂️ sennò come capita

>, e fa pure un omaggio alla musica di quando ero giovane. E' ambientato non in una ma in due città dove non ho mai abitato. E tutto questo in poche righe.

Adesso sta a voi. Perché non lo leggete? Perché non lo condividete con tutti i vostri contatti? Perché non mi fate diventare il caso letterario del secolo? Potete pure lasciare un commento sotto.

Leggetelo, perché se no ve lo leggo io.

Ciao gente. Riemergo dal letargo per una segnalazione.

Scopro con qualche giorno di ritardo che c'è un mio racconto su "Narrandom", una rivista letteraria piuttosto bella. Mi trovo a fianco di gente come Donaera, Marinelli, Gianmarco Griffi, Greta
Olivo e... il mio amico Gabriele.

Comunque il racconto è qui: https://www.narrandom.it/2025/06/16/con-un-buco/

Parla di droga, di ritorno dall'emigrazione, di mercato dell'arte
>

Con un buco

Silvia, lo sai? lo sai che Luca si buca ancora? Luca C. Dal balcone a casa di Luca si vede anche il mare. Silvia S. A te posso dirlo, oggi con un buco mi sono fatto venire le convulsioni. Cioè, le …

Narrandom
Uno su mille ce la faaa!
E non siete voi.

@maledettotinove non è un annuncio, ma un amico mi ha appena mandato un messaggio con (per apprezzare la correzione bisogna conoscere la citazione):

"...in questa lingue immane frana".

Fanno il #karaoke. Il mio scroto si espande come musica d'estate.
Il Tano fa gli auguri a noi tutti con una poesia di Argia Sbolenfi!

SERMONE DI NATALE (Rime di Argia Sbolenfi, 1897)

O Messia profetato ai sofferenti,
Pietoso un dì consolator del mondo,
Inutilmente ormai torni alle genti,
Bambino biondo!
Non è più il tempo in cui l’amor potea
Illuminar le menti e incender l’alme,
In cui per te Gerusalemme avea
Osanna e palme.
E tu, benigno, che a cercar scendevi
L’agnel che si smarrì nella campagna
E l’Evangelo dell’amor dicevi
Sulla montagna,
Guarda! Un’idolatria cauta e discreta
Agli Apostoli tuoi cresce l’entrate.
Pietro che ti negò batte moneta;
Tommaso è frate.
Il sangue che grondò dalla tua croce
Oggi feconda l’odio e non l’amore.
Presso al complice altar veglia feroce
L’inquisitore.
L’astuta ipocrisia dell’egoismo
Che la ragione all’util suo sommette,
Distilla le bugie del catechismo
Nelle scolette
E nella Chiesa che chiamar non sdegna
Santo l’inganno e la menzogna pia,
Angelico Dottor, Barabba insegna
Teologia
E colei che chiamar madre ti piacque
E nel sepolcro il corpo tuo compose,
Or vezzeggia i clienti e vende l’acque
Miracolose.
Fuggi, fuggi da noi, bambino biondo:
Torna piangendo dal presèpe al cielo.
Il Sillabo di Pio cacciò dal mondo
Il tuo Vangelo.
Dall’avarizia vinta e dal peccato
La tua fede morì povera e nuda
Oggi nel nome tuo regna Pilato,
Governa Giuda.

[è stato un poco tagliato]
Che sia come a casa;
siano ben chiuse le finestre, senza spifferi, che non entrino i freddi degli altri universi, non si disperda il calore del nostro;
sia come a casa;
sia tutto raccolto, compatto e forte, ma senza pesare: disteso e tiepido; sia luminoso, senza accecare e sia sulle gambe che abbiamo e con i polmoni buoni;
sia placido e lungo come il respiro del sonno, sia però ben sveglio su ciò che abbiamo;
sia casa;
non debba domandarsi niente, >>
Oggi #Bergamo saluta un grandissimo: Angelo #Bendotti, storico presidente dell'Istituto per lo studio della Resistenza e dell'Età Contemporanea, scomparso all'improvviso. Senza il suo rigore scientifico, la sua passione civile, la sua disponibilità nel mettersi a disposizione di insegnanti e giovani studiosi, la cultura della città sarà molto più povera. Proveremo a essere degni della tua immensa eredità. Condoglianze alla moglie, alla famiglia, all'istituto. La terra ti sia lieve, presidente.
Dev'esserci qualcosa di simbolico, certo. Ma che significa? Nel dubbio lo intitolerei "Composizione metafisica n. 1".

Pasto a casa da solo? Patatine fritte.

(...Poi mi dimentico quanto è caldo l'olio bollente e mi ustiono il palato.)