Olimpiadi Milano-Cortina 2026: un affare colossale a danno dello Stato e dell’ambiente
Dovevano essere le Olimpiadi Invernali e Paralimpiadi 2026 nel segno della sostenibilità ambientale, economica e sociale, in os
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Olimpiadi Milano-Cortina 2026: un affare colossale a danno dello Stato e dell'ambiente - La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze

Dovevano essere le Olimpiadi Invernali e Paralimpiadi 2026 nel segno della sostenibilità ambientale, economica e sociale, in ossequio alle innovative prescrizioni del Comitato Olimpico Internazionale. I principali sostenitori della candidatura italiana all’evento sportivo planetario, vale a dire i presidenti delle Regioni Lombardia e Veneto e delle province autonome Trento e Bolzano, le presentarono nel 2018 … Olimpiadi Milano-Cortina 2026: un affare colossale a danno dello Stato e dell’ambiente Leggi altro »

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L'Alto Adige/Südtirol e il supersfruttamento turistico. Proposte concrete per uscirne

La pressione antropica non ha confronti con il resto delle Alpi orientali: 8,7 milioni di turisti, 37,1 milioni di pernottamenti (solo nel 2024), un letto turistico per ogni due residenti. Benché il settore abbia potuto contare su una reputazione gonfiata anche da campagne finanziate con risorse pubbliche, oggi la maggioranza dei residenti si dichiara contraria. Come incidere sui fattori strutturali che continuano ad alimentarne la crescita? L'intervento di Thomas Benedikter

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L'assalto alle terre alte e il progetto del comprensorio sciistico "Colere-Lizzola"

La Val Sedornia e la Val Conchetta sono due aree selvagge e non ancora antropizzate delle Orobie bergamasche. Un vetusto progetto di collegamento tramite due impianti di risalita e un tunnel lungo 450 metri scavato attraverso il Pizzo di Petto le mette a rischio. I promotori lo presentano come uno strumento per rilanciare l'economia e fermare lo spopolamento. Ma è una ricetta obsoleta

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Nuovi finanziamenti a fondo perduto per gli impianti di risalita

A inizio giugno il ministero del Turismo guidato da Daniela Santanchè ha pubblicato un nuovo bando al dichiarato scopo di "promuovere l’attrattività turistica" nei comprensori sciistici. Altri 229,5 milioni di euro pubblici senza tenere in conto che la montagna italiana vede sempre meno neve e che le previsioni non sono affatto rosee

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L'industria dello sci e la sorte del Lago Bianco nel Parco nazionale dello Stelvio

Per innevare il comprensorio sciistico di Santa Caterina Valfurva (SO) sono stati interrati centinaia di metri di tubature che raggiungono la riserva d'acqua di origine glaciale. Un hotspot dall'estrema rilevanza per la biodiversità situato in territorio protetto. La protesta di comitati e associazioni e il ruolo delle amministrazioni locali

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L'incremento delle temperature in montagna e il futuro del turismo sciistico

Secondo uno studio realizzato a partire da oltre 700mila temperature registrate in 175 stazioni microclimatiche, negli ultimi 20 anni alcune aree di alta montagna si sono riscaldate ancor più di quanto atteso dai modelli globali. Investire su modelli dal destino segnato è "miope, illogico e irragionevole", spiegano da Mountain Wilderness

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Dal governo 200 milioni di euro a fondo perduto per impianti di risalita e innevamento artificiale

Senza considerare la riduzione delle precipitazioni nevose e la siccità già in inverno, il ministero del Turismo guidato da Daniela Santanché continua con l'accanimento terapeutico per sostenere lo sci di discesa. Dal 21 luglio l'esecutivo è pronto ad accogliere domande di finanziamento per distribuire i primi 30 milioni di euro

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Dal governo nuove risorse per i piccoli impianti di risalita e l'innevamento artificiale

Nel bando "Energie in vetta" l'esecutivo stanzia 10,8 milioni di euro per affrontare i maggiori costi della stagione 2022/2023 dovuti a energia e approvvigionamento idrico necessario per la produzione di neve "programmata". Un "accanimento terapeutico", osserva Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente

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Crisi climatica e sci da discesa senza prospettive: è tempo di una moratoria

Già nel 2007 l’Ocse evidenziava i problemi del turismo invernale a causa della riduzione della copertura nevosa e alla maggiore esposizione ai rischi naturali. Un tema ignorato da impiantisti e amministratori, anche dell’Appennino, che oggi puntano ancora su consumi elettrici superflui per impianti e cannoni sparaneve

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