‘la finestra di antonio syxty’ su “la nott’e’l giorno”, di patrizia vicinelli

https://open.spotify.com/episode/0n4Z5W9LPdWu9Y2WxYIYjO

Antonio Syxty in conversazione con Roberta Bisogno, Marzia D’Amico, Andrea Balietti.
La nott’e’l giorno è un titolo improprio intorno al quale si radunano le opere più rappresentative della poesia di Patrizia Vicinelli. Anche quando esse non rientrano nel più stringente campo della versificazione, ne fanno parte per aderenza tematica, per contatto, per alternanza. Si accostano luoghi e tempi della creazione poetica, declinata nelle diverse forme della poesia verbovisiva e fonetica, lineare, del poema epico, della scrittura per il teatro e del romanzo flusso.

Per ciascuno di questi generi – in continuo trapasso – la corporalità della poeta, aperta nel gesto impervio dell’esposizione, ha conosciuto la gestualità della parola, in relazione alla spazialità esterna pensata come campo, d’azione, di battaglia, di relazione, di vita; della sua opera, Vicinelli espose sempre la carica interpretativa, durante registrazioni sonore, filmiche, letture pubbliche, festival nazionali e internazionali, in un movimento personalissimo di incorporazione. Di una poesia che si rende immediatamente visibile.

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il libro: https://www.argonline.it/prodotto/la-nottel-giorno-lopera-poetica-patrizia-vicinelli/

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"La nott'e'l giorno" di Patrizia Vicinelli

La Finestra di Antonio Syxty · Episode

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per ‘la finestra di antonio syxty’, lunedì 1 dicembre

Non perdetevi La Finestra di Antonio Syxty di lunedì 1 dicembre incentrata su Patrizia Vicinelli: figura radicale della cultura disobbediente e underground italiana, Patrizia Vicinelli ha attraversato poesia, arti visive e ricerca fonetico-sonora con una libertà assoluta. La sua opera, esposta da Milano a New York, Tokyo, San Francisco e Venezia, continua a risuonare con una forza sorprendentemente attuale. I suoi artefatti fonetico-sonori sopravvivono oggi in preziose registrazioni.
L’occasione è l’uscita del libro La nott’e ’l giorno. L’opera poetica, a cura di Roberta Bisogno e Fabio Orecchini, pubblicato da ArgoArgolibri nella collana Talee diretta da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini (gennaio 2024).
Il podcast ospita Roberta Bisogno, Marzia D’Amico e Andrea Balietti, per attraversare insieme la poetica, le influenze e la potenza sperimentale di una voce che non ha mai smesso di disobbedire.

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il libro: https://www.argonline.it/prodotto/la-nottel-giorno-lopera-poetica-patrizia-vicinelli/

 

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esce il n. 89 (ottobre 2025) del ‘verri’: “lingue senza madre”

È uscito l’ultimo numero del verri:
“lingue senza madre”

in copertina:
Angela Passarello,
New Old, Crociate n. 10
(pasta bianca d’acquarello su acrilico nero, libro d’artista, 2025, cm 30×15)

INDICE

Jennifer Scappettone
La poesia oltre il barbarismo
L’invenzione di lingue senza madre e la resistenza al fascismo
Nota di Federica Parodi

Nicola Cipani
Lo psittaco e il molteplice.
Note su Tape Mark I

Marilina Ciaco
«Donna di troppi colori»
Soggetto eccentrico e genere come performance in Niccolai, Graffi, Vicinelli

Matteo Ciambella
Guy Debord: co-autore del Rapporto veridico sulle ultime opportunità di salvare il capitalismo in Italia

– su Germano Lombardi
Federico Francucci
Come funziona Il confine: meccanismi del
romanzo e politica del discorso

Anna Guadagnoli
Un concorso nel tempo delle guerre locali. Germano Lombardi.
Primi affondi critici di una pièce parzialmente inedita

Andrea Gialloreto
«La letteratura oggi ha un colore ‘giallo’ e una tinta nera».
Il romanzo a puntate L’amico argentino

Marco Carmello
Fra le linee di un mobile confine:
per una “fenomenologia” di Germano Lombardi

– su Angelo Lumelli
Andrea Inglese
Quel parlare come la chiarezza dell’ignoto. 
Leggendo Lumelli

Giusi Drago
Cosa sa il linguaggio oltre a quello che dice?
Su bianco è l’istante di Angelo Lumelli

il punto
Tommaso Ottonieri
Il romanzo, la morte.
Su un falso diario di Rino Genovese

Lorenzo Geri
Per Il libro dei liquidi di Irene Santori

https://www.ilverri.it/magazine/4339/lingue-senza-madre/

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lingue senza madre

Edizioni del Verri - in copertina Angela Passarello New Old, Crociate n. 10 pasta bianca d’acquarello su acrilico nero, libro d’artista, 30x15 cm, 2025.    Jennifer Scappettone...

video dell’incontro “la repubblica dei poeti – omaggio a corrado costa e patrizia vicinelli”, a cura di daniela rossi: parma, associazione remo gaibazzi, 18 ottobre 2025

Registrazione del 18 ottobre 2025 presso l’Associazione Remo Gaibazzi.
Presenta: Daniela Rossi
Partecipano: Luigi Allegri, Adriano Engelbrecht, Eugenio Gazzola, Marco Giovenale, Rosaria Lo Russo, Fabio Orecchini, Jonida Prifti

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sabato a parma con “la scuola delle cose”

sabato andando a parma per l'incontro su costa e vicinelli porterò con me copie del n. 19 de "la scuola delle cose", dedicato alle scritture di ricerca. chi si trova a passare potrà trovarlo/trovarmi là.

http://marcogiovenale.me/2025/10/13/sabato-a-parma-con-la-scuola-delle-cose/

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sabato a parma con “la scuola delle cose”

sabato andando a parma per l’incontro su costa e vicinelli porterò con me copie del n. 19 de “la scuola delle cose”, dedicato alle scritture di ricerca. chi si trova a passare pot…

marco giovenale

solo oggi, 18 maggio, a recanati: patrizia vicinelli

per la rassegna LibrArci
oggi, domenica 18 Maggio – alle ore 18
@ Circolo Arci La Serra – Recanati (p.le Beniamino Gigli, 3)
in collaborazione con La punta della lingua Festival

Presentazione del libro La Nott’e’l giorno. L’opera poetica di Patrizia Vicinelli (Argolibri)

L’incontro è dedicato a una delle figure più affascinanti ed eversive della poesia sperimentale e della ricerca artistica del secolo scorso, Patrizia Vicinelli. Il volume che raccoglie per intero l’opera della poeta, uscito a oltre trent’anni dalla sua morte per Argolibri, a cura di Roberta Bisogno e Fabio Orecchini, sarà presentato in compagnia degli stessi curatori, in dialogo con il saggista e drammaturgo Giorgio Maria Cornelio e il libero ricercatore e collezionista Andrea Balietti. Complementari alla presentazione del libro, che avrà luogo alle ore 18, saranno la proiezione del film sperimentale dal titolo omonimo La nott’è’l giorno (regia di Gianni Castagnoli, 1976) alle ore 19:30, e la mostra bibliografica dedicata alla Vicinelli dal titolo “Dolce Sorriso Killer” a cura di Andrea Balietti e Gloria Falasco, visitabile dalle 17:00 alle 21:00 nell’adiacente Casa del Mutilato.

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video della presentazione di “inappropriabili. relazioni, opere e lotte nelle arti performative in italia (1959-1979)”, di annalisa sacchi

6 settembre 2024 | La Pelanda – Mattatoio di Roma ANTICIPATION OF THE NIGHT_ 
Inappropriabili. Relazioni, opere e lotte nelle arti performative in Italia (1959-1979), di Annalisa Sacchi (Marsilio) – in dialogo con Giuseppe Allegri, Viola Lo Moro e Nicolas Martino 

“Inappropriabili” sono le esperienze di chi, negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, trovò nella performance territori di sperimentazioni capaci di abbattere i confini disciplinari. Nel libro si affollano biografie, eventi e idee, azioni e opere che ricostruiscono una storia di relazioni: l’Autunno caldo, l’antipsichiatria e la militanza poetica di Giuliano Scabia, la guerra d’Algeria nel teatro musicale di Luigi Nono, le ecopolitiche di John Cage e di Aldo Braibanti, le persecuzioni, i processi, le carcerazioni. E poi la poesia sonora di Patrizia Vicinelli e il cinema-performance di Alberto Grifi, il teatro come “tumore della società” e le lotte meridionaliste di Leo de Berardinis e Perla Peragallo, il femminismo e le alleanze tra soggetti imprevisti, l’opera aperta, gli scandali e le apoteosi di Carmelo Bene, Emilio Villa, Jean-Jacques Lebel. Si tratta di ricostruire genealogie artistiche e rimettere la potenza generativa delle lotte e quella delle relazioni al centro dei due decenni che hanno cambiato quello che si credeva possibile per l’arte, e quindi per la vita.

Annalisa Sacchi insegna all’Università Iuav di Venezia, dove dirige dal 2017 il corso di laurea magistrale in Teatro e arti performative. Ulteriori informazioni:  https://www.youtube.com/watch?v=fENsaVdkhdg

Il libro: https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2978942/inappropriabili

 

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Inappropriabili. Relazioni, opere e lotte nelle arti performative in Italia | Annalisa Sacchi | ST24

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[r] _ l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione

L’ITALIA SOMMERSA E LA FRANCIA EMERSA: TRE INTERROGATIVI E UNA CONSTATAZIONE
(gli anni Ottanta e Novanta e la spiegazione di una situazione italiana che perdura)

1) Cosa succedeva in Francia tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, ossia quando in Italia scomparivano Italo Calvino (1985), Adriano Spatola (1988), Enrico Filippini (1988), Antonio Porta (1989), Giorgio Manganelli (1990), Carmelo Samonà (1990), Achille Cavellini (1990), Corrado Costa (1991), Patrizia Vicinelli (1991), Luciana Arbizzani (1991), Valerio Miroglio (1991), Pier Vittorio Tondelli (1991), Stefano D’Arrigo (1992), Germano Lombardi (1992), Silvano Martini (1992), Gianni Sassi (1993), Giovanni Testori (1993), Antonio Neiwiller (1993), Luigi Pasotelli (1993), Paolo Volponi (1994), Luciano Anceschi fondatore del «verri» (1995), Giuseppe Guglielmi (1995), Franco Beltrametti (1995), Anna Malfaiera (1996), Edoardo Cacciatore (1996), Amelia Rosselli (1996), Giordano Falzoni (1998), Toti Scialoja (1998), Vincenzo Accame (1999), Renato Pedio (1999), Annalisa Alloatti (2000) ?

[N.b.: nel 1986 Emilio Villa era stato colpito da ictus e conseguente afasia. Poco fuori dal cerchio degli anni Novanta scompaiono Giovanni Ragagnin (2003), Carmelo Bene, Emilio Tadini, Giovanna Sandri e Franco Lucentini (2002), Alice Ceresa e Roberto Sanesi nel 2001].

2) Cosa succedeva in Francia quando in Italia si esauriva l’esperienza di «Lotta poetica» (1987), «Alfabeta» (1988), poi quella del «Cavallo di Troia» (1989), quella di «Tam Tam» (1991), quella di «Videor» (1991), quando la storica rivista «Altri Termini» chiudeva definitivamente i battenti (1992), l’impegno di «Abiti lavoro» si interrompeva nel 1993, quello di «Molloy» nello stesso anno, e smetteva di uscire la roversiana «Rendiconti» (fine anni ‘90), nonostante esistessero e resistessero «Baldus» (fino al 1996, dal 1990) e «Campo» (di Francesco Leonetti) ?

3) Chi avviava in Francia nuove ricerche letterarie, nel momento in cui (1988) in Italia nascono due riviste diverse e tuttavia entrambe legate a una (fiducia forte nella) persistenza del genere “poesia”, come «Versodove» (a Bologna) e – nome inequivocabile – «Poesia», di Nicola Crocetti (a Milano); e nel momento in cui il testo di Roberto Roversi più sperimentale e meno lontano dalla neoavanguardia, ossia Le descrizioni in atto (iniziato nel 1963, uscito in ciclostile dal 1969), aveva la sua ultima edizione a stampa nel 1990 (per Coop Modem), prima dell’autoantologia d’autore che Sossella pubblica nel 2008 ?

Questo succedeva in Francia:

>>> tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta [ritroviamo autori come Christophe Hanna, Nathalie Quintane, Charles Pennequin, Christophe Fiat, Olivier Cadiot, Pierre Alferi, Jean-Michel Espitallier, Christophe Tarkos, Vannina Maestri e altri] su un certo numero di riviste, riviste che sono del resto essi stessi a creare, visto che nessuno dei “grandi” periodici allora sul mercato sembra corrispondere a quello che stanno facendo o a quello che sperano di leggere. Vannina Maestri, Jean-Michel Espitallier e Jacques Sivan fondano Java nel 1989; io metto in piedi Nioques nel 1990; Nathalie Quintane, Christophe Tarkos e Stéphane Bérard creano RR nel 1993; Christophe Fiat e Anne-James Chaton fondano TIJA (The Incredible Justine’s Adventures) nel 1997, Olivier Cadiot e Pierre Alferi pubblicano i due numeri della Revue de Littérature Générale tra il 1995 e il 1996, Vincent Tholomé fa uscire nel marzo del 1996 il primo numero di TTC (Tombe tout court), su cui appaiono fin dall’inizio i nomi di Charles Pennequin e di Christophe Tarkos, seguiti ben presto da quelli di Vannina Maestri e di Jacques-Henri Michot; Christophe Tarkos e Katalin Molnar fondano Poézie prolétèr nel 1998… Non si può negare che tutto questo contribuisca a definire uno specifico campo, o, meglio, un territorio preciso all’interno di uno specifico campo. In parte, si tratta di una reazione a quello che, dopo il 1980, si è venuto presentando come un ritorno al “lirismo” e ai fondamenti tematici e formali della poesia poetica (quella che io chiamo “ri-poesia”). In parte, si prendono le distanze dallo “stile” delle ex neoavanguardie, testualiste o formaliste che siano, egemoni nel corso del doppio decennio degli anni Sessanta-Settanta (in sostanza: posa teorica seriosa, atteggiamento profetico-ideologico, rigore dogmatico, struttura gruppuscolare e una certa propensione alle “teorie d’insieme” — il tutto secondo un modello di funzionamento largamente ereditato dalle avanguardie storiche degli anni Venti e Trenta). Contro i primi, ci si rifiuta di credere che la “fine” delle avanguardie possa aprire le porte a una restaurazione pura e semplice della Poesia, intesa sub specie æternitatis. Contro i secondi (o meglio: contro e assieme ai secondi) vengono acquisite tutte quelle interrogazioni e conquiste critiche della modernità poetica in grado di funzionare come punto di partenza e di permettere, poi, con assoluta libertà di movimento (con ironia e umorismo per molti), la creazione di forme e oggetti nuovi, ibridi, post-poetici e trans-generici. Ci troviamo così di fronte a un momento e a uno spazio che si costituiscono ormai privi di un centro o di un polo d’attrazione dominanti. La nozione di rete si fa assai più pertinente rispetto a quella di gruppo, o di movimento. Lo spazio comune di cui sto parlando è composto di micro-spazi (nel mio vocabolario: “capanne”) più o meno effimeri e transitori, dove la circolazione è libera.<<<

(Jean-Marie Gleize, Il senso delle parole)

E qual era la situazione dell’editoria mainstream in Italia tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta? Ecco: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/.

Una constatazione a chiusura di questa sequenza di dati non può dunque non riguardare la situazione disgraziata, depressa e deprimente dell’Italia rispetto (almeno) alla Francia. Ma altro si potrebbe dire a proposito di quel che è accaduto (esploso, si direbbe, o fiorito – per usare una vecchia metafora) tra anni Ottanta e primi Duemila soprattutto tra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.

Restando al nostro Paese, non rimane che tirare così le somme di quanto annotato e (ripetendo quasi alla lettera un tassello di Poesia per il pubblico) sottolineare che i lettori (e poi autori) italiani che hanno vissuto la propria formazione letteraria negli anni Settanta e primi Ottanta hanno potuto incontrare naturalmente, agevolmente, nel contesto attorno e nelle offerte librarie, un’editoria e un quadro di conflitti che alle generazioni successive sono stati letteralmente sottratti. Semplicemente negati. Una cancellazione e negazione che ha avuto – nell’editoria mainstream prima e nelle richieste della distribuzione all’editoria poi – dei soggetti particolarmente solerti, il cui operosissimo e ormai quarantennale lavoro ha portato alla situazione attuale: ha portato cioè direttamente al tipo di poesia o re-poésie / ri-poesia che rappresenta la stragrande maggioranza di quel che purtroppo è dato di leggere in Italia, oggi e ormai da tempo. E non soltanto in pubblicazioni mainstream, né soltanto nelle librerie di catena.

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