oggi, 6 dicembre, a roma: francesco forlani a ‘più libri più liberi’ con “l’amico spagnolo” (exorma, 2025)
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#exorma #francescoForlani #ilariaGaspari #plpl #presentazione
oggi, 6 dicembre, a roma: francesco forlani a ‘più libri più liberi’ con “l’amico spagnolo” (exorma, 2025)
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francesco forlani il 6 dicembre a plpl con “l’amico spagnolo” (exorma, 2025)
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oggi, 21 ottobre, venti anni fa, iniziava l’edizione 2005 di romapoesia
Nel 2005 un evento, Poesia ultima / L’esperienza-divenire delle arti, organizzato da RomaPoesia (Luigi Cinque e Nanni Balestrini) e in parte curato da me, univa – in una serie di giornate e incontri principalmente all’Auditorium e presso la Fondazione Baruchello – autori molto diversi tra loro, poeti, artisti, musicisti, performer, e videomaker, in un tentativo di dare un quadro di alcune linee di ricerca (o non di ricerca) contemporanee.
Il sottotitolo diceva, anche: “generazione ’68-’78”.
Qui il programma completo: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-poesia-ultima/
E qui una – direi tutt’ora attuale – scheda di descrizione e dichiarazione di intenti, non firmata ma mia: https://slowforward.net/2006/08/12/ottobre-2005-scheda/
(leggibile anche qui, o su archive.org, e su Academia)
(N.b.: Entrambi i post sono stati importati su WordPress nel 2006, essendo usciti in origine su slow-forward.splinder.com e in varie altre sedi ‘ufficiali’ della manifestazione).
Come è ovvio, la cosa nel suo complesso fu da alcuni versanti fortemente e pressoché ciecamente osteggiata (soprattutto da parte del sottobosco poetico, che infatti – in virtù della sua ostilità alla sperimentazione – sarebbe stato debitamente ascensorizzato nell’arco del quindicennio successivo). Stessi oppositori e stessa veemenza disordinata avrebbero accolto prima gammm alla sua nascita a fine giugno 2006 e poi Prosa in prosa nel 2009. (Tutto è registrato e fortunatamente immortalato da memorabili thread di commenti su vari blog, soprattutto Nazione indiana e Absolute poetry: chi vuole può divertirsi a compulsare).
Qui di séguito ripropongo una parte credo significativa della scheda descrittiva (cfr. il secondo link sopra riportato), con elementi, suggestioni e interrogativi che periodicamente riemergono nel sempiterno dibattito italiano sulla poesia, che specie da un decennio a questa parte sembra ogni volta ripartire beato e beota da zero senza interrogarsi su quello che l’ha preceduto, pur essendoci infiniti stimoli proprio nel passato recente e meno recente (ma studiabile, rintracciabile, si pensi solo ad alfabeta2, EX.IT – Materiali fuori contesto, Poeti degli anni zero, o appunto a Prosa in prosa, gammm, RomaPoesia, RicercaBO, e poi a Parola plurale, slowforward, La camera verde, Biagio Cepollaro E-dizioni, Ákusma, “Baldus”, Poesia italiana della contraddizione, MilanoPoesia, “Altri termini” eccetera).
(In realtà il problema è duplice: da una parte c’è la sostanziale e a volte intenzionale mancanza di riferimenti e conoscenza da parte dei giovani poeti, dall’altra la loro indisponibilità a riconoscere che le questioni che dibattono e in cui si dibattono sono state già affrontate, ma da autori della ricerca letteraria, quindi da gente e strutture e testi di cui – per via della medesima ignoranza – non vogliono avere contezza. Anche perché dialogare con la ricerca letteraria vuol dire ipso facto inimicarsi a sangue e per sempre i federali e i capibastone del mainstream).
Ecco un estratto dalla scheda, appunto:
Le questioni e gli interrogativi che la poesia rivolge a sé e al contesto sociale (e che quest’ultimo riformula in ulteriori domande) possono riguardare:
– la situazione della scrittura di ricerca, nella sua interazione con altre arti, lingue e culture;
– i rapporti complessi di legame/indipendenza che la poesia (di ricerca e non) intrattiene oggi con i propri ‘padri’, con i molti valori stilistici portati dal Novecento;
– la dicibilità del mondo come resistenza di una poesia civile, e dell’io ‘lirico’ affermato o negato in questa
– l’occorrenza di motivi costanti (il corpo in immagine distante, la vita degli oggetti) in libri e autori nati negli anni Sessanta e Settanta: che configurano una sorta di scrittura insieme antirealistica e fredda.
Questi nuclei, individuati ‘scansionando’ per letture parallele siti e sedi e libri recenti di poesia, sono ripartiti nelle due giornate di incontro a Roma, 21-22 ottobre 2005, in modo tale che alcuni degli autori più significativi appartenenti alle generazioni dei nati nel decennio 1968-1978 si trovino a conversare e dibattere tra loro, e soprattutto a porre in parallelo il discorso critico e la lettura, teoria e voce. È la sfida e l’ipotesi in gioco. Ogni nucleo tematico raggruppa autori che intervengono sull’argomento e portano testi (propri e altrui) a sostegno di quanto affermano. I testi – non polemiche e poetiche pre/testuali – sono al centro delle argomentazioni. O anche: i testi narrano se stessi, senza argomentazioni affatto.
Volume con materiali, testi e documentazione del lavoro svolto nel 2005 da artisti e poeti @ RomaPoesia e Fondazione Baruchello (ulteriori dati: https://slowforward.net/2006/10/31/esperienza-divenire/)
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la scomparsa di philippe pogam (con un’intervista a effeffe, per ricordare)
un altro amico che se ne va: Philippe Pogam, intellettuale, libraio, agitatore culturale, sostenitore attento di “SUD” e delle primissime attività di traduzione di gammm.
aveva fondato a Roma la libreria Cythère-Critique (con il sito omonimo), in via dei Banchi Nuovi, che per diverso tempo è stata un nodo importante per le dérives e le proposte della francofonia, in città.
slowforward, ancora nella sua versione Splinder, ne aveva dato conto e ne seguiva le attività (qualcosa si può leggere qui; oppure qui: sulle immagini di Emmanuel Bonetti, al 16 maggio 2004). (e… aggiungo che sulla Roma di quel periodo, molto ingenuamente, sinteticamente, e malinconicamente – per come poi sono andate le cose – si può leggere pure questo pdf relativo al 2004, o questo relativo al 2005).
slowforward vuole venire incontro alla memoria anche con questa breve intervista a Francesco Forlani (e quindi a “SUD“, di cui il sito di Philippe aveva ospitato generosamente i pdf):
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Cythère-Critique & Sud: Philippe Pogam intervista Francesco Forlani; pagina uscita inizialmente su http://www cythere- critique.com/interviewfrancesco htm
Francesco Forlani bonjour,
À vous de même
De ces deux définitions : vous êtes le correspondant à Paris de la revue Sud, ou plutôt un Italien vivant à Paris qui a en charge la rédaction parisienne de la revue Sud, quelle est la plus appropriée ?
Dans un dîner peu mondain il y a trois jours de cela, Peter Handke dans un échange “amical” mettait en touche mon désir de “définir” les choses citant Goethe : “laissons les phénomènes tranquilles”. Mais, par souci de clarté, je vous répondrais que j’ai réalisé en 2002 qu’une revue historique, Sud, pouvait traverser mon destin et celui de mes amis. Je suis Hermès, donc surtout pas de pieds par terre et un profond sens de l’amitié.
Question large qui en appellera des plus précises : D’où vient Sud ?
Le sud peut venir de partout. Du nord-est de l’Italie (Trente, Venise) ou des grandes capitales. De toute banlieue confondue. Ce n’est pas l’espace qui compte mais le temps. Peut-on aujourd’hui se définir moderne ? À quel prix ?
Le format, le titre et ses compléments -nous allons-y revenir-, la liste des collaborateurs en Une semble témoigner d’un souci de visibilité et d’une ambition non déguisée
La spontanéité ce n’est pas le spontanéisme. Je garde précieusement la définition (encore elle) que Luis de Miranda m’avait proposé : « bravo à l’un des rares situationnistes non fielleux de la place parisienne.. ».
A propos des compléments de titre justement, “Revue européenne” déclinée en cinq langues mais les textes ne sont qu’en Italien, vous-même êtes traduit (“Cul-de-sac” pp32)
Cinq, voir plus, ce sont les langues d’origine. Peut-être que dans le futur nous allons avoir une revue Sud on-line qui proposerait les textes d’origine (con testo a fronte). Notre organisation graphique, le grand format (il ne permet pas un nombre important de pages) et les frais de fabrication ne nous permettent pas de répéter les interventions…
Ou encore « Périodique de culture, d’art et de littérature »…. mais à lire le numéro 3, Forza/lavoro, avec une réflexion qui court sur la notion de “métier” n’avez-vous pas oublié le mot politique ?
Ce n’est pas nous qui avons oublié le politique, c’est plutôt le contraire. C’est le politique qui nous a oublié. Cela dit, parler de mortes blanches sur un numéro consacré au travail à travers les images d’Ernest Pignon-Ernest ou le voyage de Calvino dans les usines ou celui d’un écrivain, Roberto Saviano, dans la camorra napolitaine, ça c’est à mon sens de la politique. Un dessin d’Altan parle politique plus que n’importe quel pamphlet confectionné par la nouvelle gauche ou pire la vieille. Nos auteurs politiques, Jean Claude Michéa ou Wu-ming, Antonio Ghirelli ou Lakis Proguidis, Pajak ou Muñoz, ce sont des descripteurs de la polis, d’abord et puis de ses tics. Parfois le contraire et c’est bien quand même
Comment se font les choix des textes, leur liaison à l’iconographie : par des comités éditoriaux, techniques, ou le par le libre jeu des associations entre contributeurs ?
La revue pre-existe. L’idée deleuzienne du rhizomatique s’actualise chaque fois par le biais des passions bonnes. Akusma (projet décennal avec les poètes Giuliano Mesa, Biagio Cepollaro, Andrea Inglese, Marco Giovenale, Mariano Baino, Piero Cademartori, Massimo Rizzante) l’atelier du roman à Paris (Stanko Cerovic, François Taillandier, Beatrice Commengé, Milan Kundera, Lakis Proguidis, Jean Philippe Domecq), Paso doble (Philippe Schlienger, Chantal Nau, Franck Lassalle, Esteban Buch, José Munoz) – et puis les rencontres, qui sont aussi de coups de vent dans des fils d’herbe. Aucun souci de visibilité. C’est de l’amitié et de l’admiration pour certaines visions qui emmènent au bouclage du numéro. Pas de réunion de rédaction mais de textes qui circulent dans une communication préétablie, et très rarement on “refuse” de publier un texte. Celui qui nous parviendra de cythere sera publié, certes, avant qu’on le voit. Et c’est justement parce qu’on l’a déjà vu, entendu, senti, à travers la rencontre avec Philippe (Pogam). Jusqu’ici personne ne nous a contacté pour faire la une…
Pour en revenir à l’internationalisme – avec une forte prépondérance littéraire italo-française – des contributeurs, quel en est le pacte ?
On va s’ouvrir de plus en plus à d’autres réalités, mais la question à poser c’est aussi une autre. Yasmina Khadra, c’est un écrivain français, ou arabe? Et Kundera? Arrabal? Je crois que c’est une fausse question. La littérature ne doit pas avoir de frontières. Thème du prochain numéro.
Comment voyez-vous le développement de Sud
Le mot développement ne suffit pas aujourd’hui à expliquer l’état et surtout le devenir des choses. Pour le sud comme pour le nord, à nos jours on devrait parler de “enveloppement”, s’envelopper (voilà une idée sensuelle et donc politique) à son authenticité. Tout cela pendant que l’ouest et l’est se font la guerre…
[ Cythère-Critique ]
Le faire-part de décès en ligne qui a été créé pour Philippe POGAM est disponible à cette adresse : https://www.afairepart.com/fa8gv
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poesia & cinema, n. 1, oggi @ sonde poetiche
SONDE POETICHE
a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese
oggi, 19 dicembre 2024, alle 18:30 e alle 21:30
Poesia & Cinema #1
scritture e riflessioni di
Corrado Costa, Gary Hill, Bruno Muzzolini, Emanuele Canzaniello, Giovanna Marmo, Dario Bellini, Riccardo Donati, Francesco Forlani, Andrea Inglese, Gianluca Codeghini
e molta musica
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COSA è SONDE POETICHE
Con questa nuova piattaforma ci rivolgiamo principalmente a quel non pubblico che non ha nulla da perdere se non la propria curiosità, il proprio desiderio e lo stupore per le parole. Ogni puntata di SONDE POETICHE sarà caratterizzata da suoni con durata a tempo variabile, da parole e rumori intorno a un concetto o a un autore. In questo numero si fronteggiano in allegra inimicizia e irresistibile attrazione: scrittura e cinema. Innesco inevitabile Corrado Costa & invitato speciale Gary Hill.
Il numero 0 dedicato ad Alessandro Broggi e il numero 1 dedicato a Poesia e Documento sono disponibili sul canale youtube
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incurables: the message is the bottle / francesco forlani. 2024
La parole ne peut pas être un message que vous placez dans vos pensées comme si vous versiez du vin dans un verre. Le mot authentique semble distrait, dans ses pensées.
Il messaggio è sopra la bottiglia, non dentro#bottiglia #effeffe #FrancescoForlani #gliIncurabili #ilMessaggioèLaBottiglia #incurabili #laBottigliaèIlMessaggio #messaggio #video