Klimaschonend, günstig, unendlich – wie kann man #ErneuerbareEnergien da nicht lieben? 🥰

Doch ihr Anteil wächst zu langsam. Ein Grund: Fossilkonzerne wie #ExxonMobil & #Chevron beeinflussen Politik und schwächen Klimaschutz, z. B. bei der EU-Lieferkette. 👎 https://www.somo.nl/the-secretive-cabal-of-us-polluters-that-is-rewriting-the-eus-human-rights-and-climate-law/

#TagderErde 🌍

Il manifesto fornisce alcuni dati internazionali su guerra e soldi. Luigi Pandolfi scrive il 18 aprile questo:

“Alla morte e alla distruzione si aggiunge un altro livello, strettamente collegato: quello economico. Si paventa una frenata della crescita, un aumento dell’inflazione e maggiore pressione sui conti pubblici. Nella vita quotidiana, tutto questo si traduce già in caro-energia e carovita. Nondimeno, nei conflitti c’è anche chi guadagna. Petrolieri, banche, produttori di armi e fondi speculativi stanno facendo grandi fortune, anche questa volta.
NEL WORLD Economic Outlook 2026 del Fondo monetario internazionale, diffuso a inizio settimana, si legge che il conflitto nel Golfo ha interrotto la traiettoria di crescita globale: nello scenario più favorevole il Pil mondiale rallenta al 3,1% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, mentre l’inflazione sale al 4,4%. Negli scenari peggiori, la crescita scivola fino al 2% – soglia che sfiora la recessione globale – e l’inflazione supera il 6%. Una combinazione che riporta lo spettro della stagflazione. A pagare di più saranno, come sempre, le economie più fragili. I paesi emergenti subiscono impatti quasi doppi rispetto a quelli avanzati. L’Italia rallenterebbe allo 0,5% nel 2026-2027, con il debito pubblico verso il 138,8% del Pil. In questo contesto, l’Fmi invita alla prudenza: spesa «mirata e temporanea», niente interventi espansivi. In altre parole, austerità.
Eppure, mentre ai governi si chiede disciplina, altri settori gonfiano i portafogli. Secondo un’analisi del Guardian, le 100 maggiori compagnie petrolifere e del gas hanno generato oltre 30 milioni di dollari l’ora in profitti extra nel primo mese della guerra. Il petrolio, salito a una media di 100 dollari al barile (fino a 147 quello delle consegne immediate), ha prodotto 23 miliardi di dollari di profitti straordinari in un mese. Se questi livelli rimanessero, si arriverebbe a 234 miliardi entro fine anno. Alcuni esempi.
#SaudiAramco incasserà circa 25,5 miliardi di extra-profitti nel 2026. Le compagnie russe – #Gazprom, Rosneft e #Lukoil – arriverebbero a quasi 24 miliardi. #ExxonMobil punta a 11 miliardi, #Shell a 6,8, #Chevron a oltre 9 miliardi. Cresce anche il valore di mercato: +118 miliardi per Exxon, +34 per Shell. Anche i vertici aziendali beneficiano, come nel caso del Ceo di Chevron che, cedendo azioni, ha incassato 104 milioni.
QUESTI PROFITTI non sono manna dal cielo. Una parte è frutto della speculazione finanziaria – «far denaro a mezzo di denaro» in un contesto di instabilità – ma l’altra viene letteralmente «estratta» dalla società. Carburanti più cari, bollette più alte, spazi fiscali ridotti per gli Stati che, per contenere l’impatto sui cittadini, tagliano le accise, e così anche la spesa sociale. Il risultato è una redistribuzione al contrario: dai consumatori e dalle finanze pubbliche verso i bilanci delle grandi compagnie e gli azionisti.
Brindano anche le banche: secondo #Bloomberg, le grandi banche d’affari americane JP Morgan, Goldman Sachs, Bank of America, Citi, Morgan Stanley e Wells Fargo hanno accumulato 47,4 miliardi di dollari di profitti nel primo trimestre 2026, trasformando in rendita finanziaria ciò che destabilizza l’economia reale. Per i soli investimenti in azioni, quello di Goldman Sachs è stato il miglior trimestre della storia – e Goldman Sachs conta soldi da 140 anni. Anche le tregue diventano occasione di guadagno: venerdì l’annuncio iraniano della riapertura dello Stretto di Hormuz ha fatto scendere il Brent del 9,1% (a 90,38 dollari, minimo da 5 settimane) e il gas europeo del 7%, ma azioni e obbligazioni sono salite ancora, con l’S&P 500 a +1,2% (+9% ad aprile), sospinto dalle scommesse su una possibile de-escalation.
CORIANDOLI anche per la difesa. Dall’inizio del conflitto, i titoli delle principali aziende militari globali hanno registrato rialzi significativi, spinti dall’aumento della spesa pubblica e dalle aspettative di nuovi ordini. Un trend ormai strutturale. Solo i titoli europei, in 4 anni, hanno messo a segno incrementi vertiginosi, con punte fino al +1.000%. Una corsa che, secondo gli analisti di Bloomberg, potrebbe durare fino al 2035. La guerra, in questo senso, alimenta anche plusvalenze: morti e rovine tradotte in «valore» per gli azionisti.

È un articolo facile facile, merita di essere letto. I numeri sono numeri. Alcuni dati sembrano incredibili lo so ma risultano veri viste le fonti.
La realtà, quella che riguarda il 99,99% dei cittadini, è tristemente banale: staremo peggio per far diventare ancora più ricchi coloro che sono già ricchissimi.
I morti, i funerali, i dolori riguardano sempre “altri”, straordinariamente anche gli stessi che sono favorevoli alle guerre, a ogni guerra.
Perché parlare ancora di trattative ad oltranza quando chi ha le redini del potere ora diventa ancora più potente, più ricco?
Non ne vale la pena, per loro

#SCOTUS agreed Friday that #energy companies facing lawsuits over #environmental damage to Louisiana’s #coast from #oil & #gas production can move the challenges from #state courts into friendlier #federal venues.

The ruling is a significant victory for oil companies, led by #Chevron & #ExxonMobil, in their legal battle with #Louisiana state officials over who should pay for the state’s #coastal #erosion. The companies have been supported by the #Trump admin.

#law #ClimateChange #FossilFuels

$30m an hour: big oil reaping huge war windfall from consumers, analysis finds

Exclusive: Climate action blockers including Saudi Arabia, Russia and major fossil fuel firms set to make extra $234bn by end of 2026

The Guardian
#Energean #ExxonMobil Αύριο, Τετάρτη, η υπογραφή της σύμβασης για ερευνητική γεώτρηση στο Ιόνιο https://www.zougla.gr/money/agores/avrio-tetarti-i-ypografi-tis-symvasis-gia-erevnitiki-geotrisi-sto-ionio/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=mastodon
Oil Companies Accused of Massive Accounting Fraud in New Mexico

Suit claims ExxonMobil and others underreported debts by $194 million, calling it “a playbook” for how companies dump old wells and expenses on states.

Capital & Main
EXPOSED: #ExxonMobil, Chevron & Koch paid lobbyists to forge alliances with EU far right to kill #climate laws! 🧐🔥 Democracy is being sold for #fossilfuel greed! 🌴☠️🚫 #ClimateChange #Greenwashing @palmoildetect.bsky.social
https://www.desmog.com/2025/12/04/divide-and-conquer-inside-the-oil-and-gas-strategy-to-thwart-eu-green-laws/?utm_source=mastodon&utm_medium=Palm+Oil+Detectives&utm_campaign=publer

Profiteur de #guerre https://mastodon.social/@la_voix/116365714825948035 : en #Iran, les majors pétrolières explosent en bourse

Dans les 2 semaines qui ont suivi les attaques américano-israéliennes contre l’Iran, les 6 principales majors pétrolières occidentales : #ExxonMobil, #Chevron, #Shell, #BP, #Eni et la française #TotalEnergies, ont vu leur capitalisation boursière augmenter de pas moins de 130 milliards de dollars. https://multinationales.org/fr/a-chaud/chiffres/iran-les-majors-petrolieres-explosent-en-bourse

#petrole #petition #actualite #info #information #etatsunis #israel

undefined | Strait of Hormuz blockage upends global helium supply. This U.S. company could benefit

The recent blockage of the Strait of Hormuz has disrupted global helium supplies, a consequence of the five‑week conflict with Iran that also threatens semiconductor production and other helium‑dependent sectors such as medical imaging and space rockets. Qatar, which previously supplied more than a third of the world’s helium, has seen its output plunge after attacks on its facilities, creating a tight market and prompting a sharp rise in spot helium prices to roughly $1,000‑$1,200 per thousand cubic feet, up from about $500 under older contracts.

Exxon Mobil emerges as a rare beneficiary in this environment. The company already supplies about 20 % of global helium from its La Barge, Wyoming plant—a facility originally built for natural gas that began helium production in the mid‑1980s after large reserves were discovered. With an estimated eight decades of helium left at La Barge and a production capacity of roughly 1.4 billion cubic feet per year, the site is poised to fill a substantial portion of the shortfall caused by the disruption of over 30 % of worldwide capacity. UBS analyst Manav Gupta notes that Exxon’s security of supply gives it an advantage over industrial‑gas peers that rely on Qatari production.

The financial impact of rising helium prices could be significant for Exxon Mobil. UBS projects that each $100 increase in spot helium prices adds about $119 million to the company’s EBITDA, assuming 85 % plant utilization, and up to $140 million if utilization reaches 100 %. Reflecting this upside, UBS reiterated a buy rating with a 12‑month price target of $171, implying roughly a 5 % upside from the stock’s recent close. This potential earnings boost comes as Exxon’s shares have already surged 36 % this year, underscoring how the helium supply crunch is reshaping the company’s growth outlook.

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#straitofhormuz #iran #qatar #exxonmobil

Yahoo Finance | Why ExxonMobil Stock Soared More Than 11% in March

ExxonMobil (XOM) saw its stock price jump 11.3% in March, driven largely by a sharp rise in crude oil prices. Global benchmark Brent crude surged 43% to nearly $104 per barrel, its best monthly gain since May 2020, while U.S. WTI crude climbed 51% over the same period. The price spike followed U.S. and Israeli military actions against Iran, which disrupted oil flows through the Strait of Hormuz and damaged energy infrastructure, including LNG facilities in Qatar co-owned by Exxon and QatarEnergy.

Beyond higher oil prices, ExxonMobil benefited from strategic developments in March. The company expressed interest in returning to Venezuela under favorable terms, citing its improved expertise in heavy oil operations. Additionally, Exxon and QatarEnergy completed the first LNG train at their Golden Pass project in Texas, which will eventually produce 18 million tonnes per annum of LNG—timely given Iran’s disruption of Qatar’s LNG exports.

Despite the stock’s strong performance, ExxonMobil remains an attractive investment due to untapped upside. The company has underperformed relative to crude oil gains, suggesting further potential if prices stay elevated. Structural cost reductions and high-margin investments position Exxon to profit significantly in a high-price environment. While not among the Motley Fool Stock Advisor’s current top 10 picks, the stock is still considered compelling for long-term growth.

Read more: https://finance.yahoo.com/sectors/energy/articles/why-exxonmobil-stock-soared-more-210500593.html

#exxonmobil #xom #brent #wti #iran

Why ExxonMobil Stock Soared More Than 11% in March

Oil prices skyrocketed last month.

Yahoo Finance