Quando l’orbita dell’emancipazione deraglia Il volo spaziale femminile di Blue Origin non era quello che sembrava. Mancava di sostanza scientifica, con le donne a bordo solo come passeggeri. L'articolo mette in discussione la vera emancipazione delle donne nello spazio, sottolineando l'importanza di celebrare chi lavora duro e non solo chi fa un salto per la pubbli...
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#BlueOrigin #Emancipazione #femminismo #Paritàdigenere #Sessismo #CriticalThinking #Polemipolitica

Quando l’orbita dell’emancipazione deraglia

In questi giorni rimbalza ovunque la notizia del “primo equipaggio interamente femminile nello spazio”. Un trionfo, si è detto. Un momento storico per l’emancipazione. Un esempio per tutte le bambine del mondo.

Peccato che sia solo una trovata di marketing.

Il volo, targato Blue Origin, non era una missione scientifica, non era una spedizione spaziale, non era un traguardo tecnico: era un giro turistico di 11 minuti appena oltre la linea di Kármán, il confine convenzionale tra Terra e spazio. Una parabola automatizzata, interamente gestita da remoto, senza piloti a bordo.

Fonte: aerospacecue.it https://short.staipa.it/xuqut

E proprio questo è il punto: nessuna delle sei donne, pur famose o di successo, era lì in veste di astronauta. Nessuna ha condotto il mezzo, nessuna ha svolto esperimenti, nessuna ha portato avanti una ricerca. Erano semplicemente passeggeri, come chi prende un volo panoramico in elicottero.

L’intento, secondo Blue Origin, era “normalizzare la presenza femminile nello spazio”, “ispirare la prossima generazione di esploratrici”

Belle parole, forse troppo.

Tra le partecipanti c’erano Katy Perry, Lauren Sánchez -moglie di Jeff Bezos fondatore di Amazon e di Blue Origin-, la giornalista Gayle King, l’ingegnera Aisha Bowe, l’attivista Amanda Nguyen e la produttrice di film indipendenti Kerianne Flynn. Tutte donne brillanti nel proprio campo, certo. Ma nessuna astronauta. Nessuna addestrata per lavorare nello spazio.

Abbiamo avuto, e abbiamo, grandi donne astronauta: Valentina Tereshkova, Samantha Cristoforetti, Peggy Whitson, Christina Koch, Jessica Meir, Sunita Williams… Donne che hanno studiato, lavorato, rischiato. Donne che non sono finite sui giornali perché “finalmente una donna nello spazio”, ma perché hanno svolto ruoli chiave in missioni complesse, in ambienti ostili, con una competenza che non ha nulla da invidiare ai colleghi uomini.

Eppure, si preferisce dare enfasi a un volo passeggeri privo di contenuto scientifico, come se l’emancipazione femminile si risolvesse nella possibilità di acquistare un biglietto da centinaia di migliaia di dollari per fare un selfie a gravità zero. Non è questa la parità. È solo una nuova forma di confezione patinata, che trasforma il simbolo in spettacolo e l’inclusività in spot pubblicitario.

Vogliamo l’emancipazione delle donne e poi gioiamo quando sono – ancora una volta – sedute al lato passeggero.

Rendere visibili le donne nello spazio è importante. Ma facciamolo celebrando quelle che ci lavorano, non quelle che ci fanno un salto per farsi pubblicità. La differenza è sottile, ma fondamentale: perché il rispetto passa dal riconoscere il merito, non dal mettere il genere sotto i riflettori a prescindere.

Lo spazio, per chi lo conquista davvero, non è turismo. È sacrificio, studio, dedizione.

È lì che l’emancipazione si gioca. Non nei voli sponsorizzati. Non osannando donne sedute al posto del passeggero.

#BlueOrigin #Emancipazione #femminismo #ParitàDiGenere #Sessismo

Cos'è la Linea di Kármán, il confine tra aeronautica e astronautica?

Il concetto della Linea di Kármán, invisibile ma di fondamentale importanza, gioca un ruolo cruciale nella distinzione tra l'atmosfera terrestre e lo spazio esterno.

Space | CUENEWS

Nel cuore della Londra vittoriana, il piacere femminile diventa... un effetto collaterale medico.
"Hysteria" non è solo una commedia storica: è una critica affilata, una risata amara, un vibratore che rivoluziona la medicina.
Sì, hai letto bene.

Una riflessione sul potere, il corpo, la pseudoscienza e le paure degli uomini.
Spoiler: le donne non avevano nulla da curare.

Leggi la recensione completa qui sotto.

#hysteria #filmstorici #movies #frenologia #emancipazione
https://michiyospace.altervista.org/hysteria-il-piacere-come-atto-medico-la-rivoluzione-come-sottotrama/

Hysteria Il piacere come atto medico, la rivoluzione come sottotrama - LandEscape

Facebook Twitter Pinterest Regia: Tanya WexlerAnno: 2011Durata: 100 minutiGenere: Commedia storica, satira sociale “I medici versano farmaci dei quali sanno poco, per curare malattie delle quali sanno ancora meno, in corpi umani dei quali non sanno nulla.” Voltaire Lettere filosofiche (1734) C’è un tempo in cui bastava che una donna fosse malinconica, troppo allegra, stanca,

LandEscape
Nel cuore della Londra vittoriana, il piacere femminile diventa... un effetto collaterale medico.
"Hysteria" non è solo una commedia storica: è una critica affilata, una risata amara, un vibratore che rivoluziona la medicina.
Sì, hai letto bene.

Una riflessione sul potere, il corpo, la pseudoscienza e le paure degli uomini.
Spoiler: le donne non avevano nulla da curare.

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#Libri: l’audace storia di #emancipazione della #giovane Teodora

Nel #romanzo di #FlaviaGiovanardi “Il dono di Iris” s'intrecciano la vita di una #ragazza degli anni Cinquanta e una vicenda a sfondo #esoterico

https://www.metropoli.online/libri-laudace-storia-di-emancipazione-della-giovane-teodora/

Libri: l’audace storia di emancipazione della giovane Teodora - metropoli.online

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Le figlie mangiate dall'Isis: il documentario di Kaouther Ben Hania tra realtà e finzione - Altreconomia

A fine giugno esce in sala "Quattro Figlie" della regista tunisina Kaouther Ben Hania. Un'opera potente e coinvolgente -premiata come miglior documentario a Cannes- che esplora la complessa storia di una famiglia tunisina tra radicalizzazione e ricerca di identità. Ispirato da un tragico fatto di cronaca, segue la vicenda di due sorelle che si sono unite al fu Stato Islamico in Libia

Altreconomia

"#Adidas fa #branding con l'#emancipazione delle #donne e l'#antirazzismo ma le persone più colpite dal #furto salariale sono le donne razzializzate... è tempo di cambiare"

""Adidas does branding with #women's #empowerment and #antiracism but the people most affected by #wage theft are racialised women... it's time for a change"
#PayYourWorkers

Spotted in #Bologna

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Ingovernabili: una sfida politica. La giornata contro la violenza di genere. -

La settimana del 25 novembre ha visto una partecipazione importante ad iniziative di piazza contro la violenza di genere, in moltissime città. Il minuto di silenzio per la morte di Giulia Cecchettin previsto nelle scuole, si è trasformato in presa di parola rumorosa, ben oltre tempi e modi previsti. Un crescendo di passeggiate urlanti dappertutto, culminato il 25 novembre a Roma in una manifestazione storica. Dal Circo Massimo e lungo il percorso donne, uomini e persone di ogni identità, appartenenza etnica ed età hanno riempito strade, vicoli, piazze “ingovernabili” come recitava lo striscione di apertura. Le stazioni della metropolitana straripavano,...