Il “nonostante” di Harel tiene conto di queste testimonianze, testimonianze di persone perfettamente normali, istruite, della classe medio-alta?
E che dire delle tante altre testimonianze, scritte e non scritte?
Sono incluse in questo “nonostante tutto”, nella realtà che Harel ora cerca di definire come buona, e in cui Israele si colloca presumibilmente ai primi posti dell'Indice mondiale della felicità?
Dire «nonostante tutto» in questo contesto significa che il #genocidio, i crimini di guerra, la #puliziaEtnica in #Cisgiordania, la diffusa corruzione morale, le vite distrutte, i missili dall’ #Iran, l’ansia esistenziale, la violenza e la tensione costanti non contraddicono la possibilità di vivere una vita dignitosa qui.
Ma come, per l’amor del cielo? ⬇️5