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Hoy terminan los bloqueos por Ley de Aguas: Segob

Reunión en Bucareli impulsa retiro de bloqueos. La funcionaria informó acuerdos y productores aceptaron liberar carreteras. La Segob confirma acuerdos finales.


Por Paola Ramírez | Reportera                                                       

La titular de la Secretaría de Gobernación (Segob), Rosa Icela Rodríguez, indicó que los últimos bloqueos relacionados con la nueva Ley de Aguas avanzaron hacia su conclusión mediante negociaciones directas con productores agrarios, y señaló que la dependencia sostuvo reuniones que permitieron fijar compromisos verificables con los inconformes.

Durante su tradicional conferencia de prensa desde Palacio Nacional, la funcionaria explicó que la sesión realizada en Bucareli derivó en la firma de una minuta que estableció el retiro inmediato de los cierres viales, y afirmó que la autoridad federal observó señales favorables durante la noche previa respecto a la liberación de tramos afectados. Rodríguez añadió que el acuerdo incluyó mensajes difundidos por los propios manifestantes en los que se anunció el fin de su movilización nacional.

La encargada de la política interna, quien encabezó la Mañanera del Pueblo en representación de la presidente Claudia Sheinbaum, indicó que la Segob mantuvo comunicación constante con los grupos que cuestionaron la reforma y sostuvo que la dependencia apostó por el diálogo como vía principal de resolución. La funcionaria recordó que productores y transportistas habían asumido compromisos previos para evitar nuevas movilizaciones, y afirmó que la autoridad federal registró diferencias entre lo pactado en mesa y lo expresado después por ciertos colectivos. Señaló que la institución continuó abierta a recibir peticiones formales de intervención para encauzar demandas sectoriales.

Rodríguez subrayó que la dependencia confió en la palabra de quienes cumplieron los acuerdos establecidos, y mencionó que la Segob mantuvo un seguimiento puntual sobre cada uno de los puntos comprometidos durante las mesas de atención. La responsable de la política interna indicó que la prioridad consistió en garantizar la seguridad en las carreteras, y reiteró que se sostuvo comunicación constante con actores locales para evitar nuevos cierres. También precisó que la institución sostuvo espacios de diálogo disponibles para cualquier grupo que solicitara participación federal.

Aprobación exprés en el Senado

La nueva Ley de Aguas avanzó en el Senado pocas horas después de su aprobación en la Cámara de Diputados, y la alianza integrada por Morena y los partidos Partido Verde (PVEM) y Partido del Trabajo (PT) obtuvo 85 votos a favor y 36 en contra. El bloque mayoritario impulsó que la minuta enviada por los diputados se discutiera de manera directa en el Pleno, lo que permitió omitir el proceso de revisión en comisiones, y esto provocó un choque inmediato con la oposición parlamentaria. Legisladores inconformes señalaron que el procedimiento modificó la deliberación habitual, y cuestionaron la rapidez con la que se concretó el trámite.

La minuta llegó al Senado y se presentó de inmediato ante el Pleno, después de que el presidente de la Junta de Coordinación Política (Jucopo), Adán Augusto López, aseguró que la mayoría se encontraba conforme con el dictamen aprobado en San Lázaro. Durante la sesión, integrantes de Morena exhibieron carteles que afirmaban que el agua debía asumirse como un bien vital, y los grupos opositores respondieron con mensajes que acusaron al oficialismo de afectar al campo. Las bancadas expresaron sus diferencias mediante consignas visibles desde los escaños durante toda la discusión. –sn–

Rosa Icela Rodriguez

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Referendum cittadinanza. Nostra patria è il mondo intero…ancora!
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I critici vedono in questa mossa un chiaro passo verso l’autoritarismo e una minaccia alla separazione dei poteri. Il Dipartimento dell’Istruzione è stato abolito, eliminando gli standard educativi nazionali e i programmi di sostegno per gli studenti. Questa decisione colpisce soprattutto i bambini e i giovani più svantaggiati, poiché gli investimenti nell’istruzione dipendono ora esclusivamente dai singoli stati. Trump ha imposto pesanti dazi sulle importazioni da Messico, Canada e Cina, con conseguenze drastiche per l’economia statunitense:    •   Prezzi al consumo più alti: prodotti di uso quotidiano, elettronica, automobili e generi alimentari diventano significativamente più costosi, poiché le aziende trasferiscono i costi di importazione ai consumatori.    •   Aumento dell’inflazione: gli economisti avvertono che l’aumento dell’inflazione colpirà soprattutto i lavoratori a basso reddito e rallenterà la crescita economica.    •   Profitti per i miliardari: mentre gli americani medi soffrono per il caro vita, le grandi imprese beneficiano delle agevolazioni fiscali e dei riacquisti di azioni promossi dalla politica economica di Trump. Gli Stati Uniti sono usciti nuovamente dall’Accordo di Parigi sul clima. Trump ha riempito l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) con lobbisti delle industrie petrolifere, del gas e della chimica, indebolendo drasticamente le normative ambientali. Questa politica accelera la distruzione dell’ambiente e mette a rischio la protezione delle risorse naturali. Trump ha revocato i programmi per la diversità, l’uguaglianza e l’inclusione e ha limitato i diritti delle persone LGBTQ+. Queste misure minano la coesione sociale e rafforzano i movimenti populisti di destra. Tendenze imperialiste: i giochi di potere geopolitici di Trump Trump ha nuovamente espresso il desiderio di portare la Groenlandia sotto il controllo degli Stati Uniti, minacciando misure economiche e militari. Il Canada è stato definito da Trump come un potenziale 51° stato degli USA, scatenando indignazione internazionale. Il Primo Ministro Justin Trudeau ha respinto con fermezza questa proposta. Il Canale di Panama dovrebbe, secondo Trump, tornare sotto il controllo degli Stati Uniti. Ha richiesto la restituzione del canale e minacciato sanzioni economiche contro Panama. Trump ha proposto di portare la Striscia di Gaza sotto il controllo degli Stati Uniti e di ricollocare la popolazione locale – una chiara violazione del diritto internazionale. Trump ha richiesto che l’Ucraina conceda agli USA diritti esclusivi sulle sue risorse naturali. In risposta, ha sospeso temporaneamente l’assistenza militare statunitense all’Ucraina. Trump sostiene attivamente partiti populisti di destra, di estrema destra e libertari in Europa, con l’obiettivo di indebolire le alleanze tradizionali e destabilizzare l’Unione Europea. Ciò si manifesta attraverso finanziamenti e un aperto sostegno elettorale a partiti di estrema destra in Francia, Germania e Italia. Donald Trump e il rischio di implosione degli USA 2.0 Le ultime decisioni politiche di Trump potrebbero portare a un collasso del suo sistema e spingere gli USA 2.0 in una trappola di isolamento, specialmente se dovesse emergere una “Coalizione dei Volenterosi” con circa 3 miliardi di persone. La popolazione totale di USA 2.0, Russia e Bielorussia ammonta a circa 486 milioni di persone. Motivi dell’eventuale implosione del sistema Trump e dell’isolamento degli USA 2.0: 1. Politica estera unilaterale: la politica estera aggressiva di Trump – incluse le richieste di controllo sul Canale di Panama e l’interferenza nei conflitti internazionali come Gaza e Ucraina – sta isolando diplomaticamente gli Stati Uniti. 2. Conflitti commerciali: i dazi sulle importazioni dai principali partner commerciali stanno scatenando guerre commerciali che minano la fiducia nell’economia statunitense e destabilizzano le catene di approvvigionamento globali. 3. Indebolimento delle alleanze tradizionali: il sostegno a partiti estremisti di destra in Europa potrebbe spingere gli stati europei a riorientare le loro politiche e rafforzare altre alleanze. Formazione della “Coalizione dei Volenterosi” In risposta alla politica di Trump, diversi paesi potrebbero unirsi per creare una Coalizione dei Volenterosi, basata sulla cooperazione multilaterale e su valori condivisi. Questa coalizione potrebbe comprendere circa 3 miliardi di persone e aumenterebbe ulteriormente l’isolamento degli USA 2.0. Conclusione Le attuali politiche di Trump potrebbero condurre gli USA 2.0 verso un auto-isolamento irreversibile, mentre altre nazioni rafforzano la loro posizione globale attraverso nuove alleanze.

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