#Argentina al bivio: scontro al vertice!
Il #presidente #JavierMilei e la #vicepresidente #VictoriaVillarruel sono ormai su fronti opposti.

Accuse di #tradimento, #divergenzepolitiche sulle #importazioni, sui #militari e sulla gestione del #Senato: la frattura interna alla #coalizione rischia di scuotere l’intero #governo. Chi vincerà questa guerra fredda al vertice?
@attualita

Italia: Deficit commerciale con la Cina supera i 46 miliardi

La bilancia commerciale italiana con la Cina ha registrato nel 2025 un deficit di 46,3 miliardi di euro, un dato che evidenzia una crescente dipendenza dalle importazioni dal Paese

Notizie Buzz!

Discettiamo di #Geoeconomia...

La #Cina si prepara a imporre #sanzioni sulle #importazioni di #merci da #Giappone, #Taiwan e #Corea, a fronte dell'aumento della presenza #militarestatunitense nel #MarCinese Meridionale.

Dal punto di vista strategico, la Cina potrebbe considerare vantaggioso esercitare pressioni economiche sui Paesi del Mar Cinese Meridionale, anche se ciò comporterebbe seri rischi #geopolitici.

Economia svizzera: segnali contrastanti tra attese e realtà

C’è un’immagine che descrive bene l’economia svizzera in questo inizio estate: una bilancia in equilibrio instabile. Da una parte segnali che fanno sperare, dall’altra numeri che invitano alla prudenza. A maggio 2025, l’indicatore anticipatore del KOF Konjunkturbarometer è salito a 98.5 punti, dopo il crollo di aprile (97.1). Un miglioramento, sì, ma ancora non abbastanza: siamo sotto la soglia dei 100 punti che indica una congiuntura sopra la media. Il barometro del KOF misura ogni mese le aspettative sull’economia svizzera a 3-6 mesi, aggregando vari dati (produzione, ordini, export…).
A trainare questa timida ripresa è soprattutto il settore manifatturiero: le imprese della chimica, dell’agroalimentare, del legno e della carta riportano attese più favorevoli. Anche la percezione sulla competitività e sulle esportazioni migliora. Ma la domanda, sia interna che estera, resta debole.
E questo trova conferma nei dati reali sul commercio estero pubblicati dall’Ufficio federale della dogana: aprile 2025 è stato un mese difficile. Le esportazioni svizzere, corrette dagli effetti stagionali, sono scese del 9,2% rispetto a marzo; le importazioni addirittura del 15,6%, peggior dato mensile dal 2020. Ma attenzione: si tratta di dati nominali, cioè non corretti per l’andamento dei prezzi. A prezzi costanti, il calo è più contenuto: –3,3% per le esportazioni e –10% per le importazioni. Inoltre, marzo aveva mostrato una crescita eccezionale e anomala delle esportazioni.
A provocare questi sbalzi è, ancora una volta, il settore chimico-farmaceutico. Solo i medicinali hanno perso quasi 3 miliardi in un mese, –44%. Anche le importazioni di questi prodotti si sono ridotte di un terzo. Quando un settore pesa così tanto, trascina con sé tutto il commercio.
Ci sono però eccezioni positive: l’orologeria svizzera ha toccato un massimo storico con 2,6 miliardi (+16%). Anche strumenti di precisione e macchine industriali tengono. E se l’export verso gli USA è crollato del 36%, quello verso l’Asia è cresciuto del 4,4%, soprattutto grazie a Cina (+15,2%) e Giappone (+5%).
Curiosamente, il crollo delle importazioni ha portato a un avanzo commerciale record: 6,3 miliardi di franchi. Ma non è un segnale di forza: se importiamo meno, rischiamo di produrre e quindi esportare meno. E in un’economia povera di materie prime, importare è spesso il primo passo per poter vendere all’estero.
In sintesi: qualche segnale positivo c’è, ma servono conferme. Le imprese sperano in una ripresa, ma per ora i numeri veri la rimandano. Serve calma, capacità di leggere il quadro d’insieme e resistere tanto al panico quanto all’euforia.

#economia #esportazioni #importazioni #previsioni #svizzera

Gaza e la clementina Orri - di Gianni Giovannelli - Effimera

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La Commissione europea sta preparando una stretta sulle #importazioni a basso costo dalla #Cina, imponendo più controlli doganali su prodotti difettosi o contraffatti e nuovi prelievi alla frontiera. Le misure colpirebbero piattaforme come AliExpress, Shein e Temu, che approfittano di una soglia di esenzione da #dazi per pacchi dal valore inferiore ai 150 euro, che Bruxelles vuole adesso abolire.
https://www.politico.eu/article/chinas-online-shopping-boom-gets-eu-crackdown/
China’s online shopping boom faces EU crackdown

The European Commission plans more customs checks and fees to stem flood of low-value parcels from China.

POLITICO