Quieren silenciar a Bassem Youssef y no vamos a permitirlo
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Quieren silenciar a Bassem Youssef y no vamos a permitirlo

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Si vede che i francesi non digeriscono molto la lingua inglese..condannare Francesca Albanese per qualcosa che non ha detto(e se anche lo avesse fatto non avrebbe detto una cosa grave, ma semplicemente la verità) è un grande errore che alimenta la manipolazione dei contenuti da parte di fenomeni propagandistici deviati

#FrancescaAlbanese #palestina #GenocidioPalestina

emama (@[email protected])

Lorenzo Tosa In queste ore la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati Francesca Albanese è sottoposta a una gogna spaventosa e di una ferocia inaudita orchestrata dalla Francia e cavalcata indegnamente da tutta la destra di casa nostra, per chiederne la “testa” e le dimissioni dall’Onu. E la “ragione”, a sentire gli indignati a targhe alterne, sono le parole definite “gravissime”, “vergognose”, addirittura “antisemite” (la solita, trita e pigra accusa) che Francesca Albanese avrebbe pronunciato nel suo ultimo discorso di sabato scorso al forum di Al-Jazira. Poi vai a sentire il discorso integrale e scopri che per 3 minuti e 30 secondi Albanese non ha detto nulla che non sia assolutamente e insopportabilmente - per alcuni - condivisibile. Ha parlato di genocidio a Gaza. Ha detto che non è ancora finito, anzi, ora è ancora più visibile. Ha smascherato le finte tregue americane e le inesistenti paci. Ha parlato delle molteplici violazioni del diritto internazionale da parte di Israele. Ha denunciato, soprattutto, il silenzio e della complicità di quasi tutti i governi occidentali. Di tutto quel discorso, inattaccabile, inappuntabile e pure necessario, hanno estrapolato solo quattro paroline. Quattro. “Nemico comune dell’Umanità”. Come se Albanese stesse parlando di Israele. Basterebbe avere la pazienza e l’onestà intellettuale di ascoltarlo tutto quel discorso - e in particolare quel passaggio - per capire che non stava affatto parlando di Israele, semmai del sistema che ha reso possibile il genocidio a Gaza. Cioè anche Noi, come società, i nostri “capitali finanziari”, l’economia di guerra, “algoritmi e armi”. Testualmente, ha detto Albanese: “Il fatto che invece di fermare Israele la maggior parte del mondo l'abbia armato, gli abbia dato scusanti politiche, copertura politica, supporto economico e finanziario, questa è una sfida. Il fatto che la maggior parte dei media occidentali abbia amplificato la narrativa pro-apartheid e genocida è una sfida. E allo stesso tempo, è anche un'opportunità. Se il diritto internazionale è stato pugnalato al cuore, è anche vero che mai prima d'ora la comunità globale aveva visto le sfide che tutti noi affrontiamo – noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi. Ora vediamo che noi come umanità abbiamo un nemico comune, e le libertà, il rispetto delle libertà fondamentali, sono l'ultima strada pacifica, l'ultimo strumento pacifico che abbiamo per riguadagnare la nostra libertà". È un discorso di una lucidità disarmante, e proprio per questo hanno preferito ignorarlo, fraintenderlo, equivocarlo. Perché il “nemico comune” di cui parlava Albanese non era affatto Israele in quanto tale, men che meno gli ebrei (sciocchezza assoluta), ma gli stessi che oggi la accusano in malafede di antisemitismo per non dover guardare la verità e la responsabilità politica, economica, MORALE che Francesca Albanese gli ha sbattuto davanti agli occhi. Per questo la attaccano e ne chiedono con la bava alla bocca le dimissioni, spesso senza neanche aver ascoltato mezza parola di quel discorso. Perché gli altri, quelli che lo hanno ascoltato, ne sono stati colpiti drammaticamente nel vivo. E in prima fila l’Italia e il governo e tutta la destra in massa e tutti i negazionisti del genocidio. Perciò solidarietà totale a Francesca Albanese, per quello che ha detto e per quello che ha fatto negli ultimi tre anni, spesso sola a combattere contro un potere quasi assoluto, contro tutto o contro tutti, o quasi. Sappia che siamo in tanti con lei. Anche oggi che non è facile, soprattutto oggi che non è comodo. Ma è semplicemente GIUSTO. #Francescaalbanese #gaza #genocidio #gognamediatica #franciacontroalbanese @[email protected] @[email protected]

Poliversity

Un vaso di Pandora dei peggiori crimini che un essere umano possa attuare, un sistema di controllo impensabile per un normale cittadino occidentale. E che finalmente spiega il perché il genocidio palestinese da parte di Israele prosegua con una guerra di basso profilo che Eu e molti Stati dell'Occidente non possono contrastare.

Epstein, l’orrore dell’Occidente - https://altrenotizie.org/epstein-lorrore-delloccidente/

#epstein_files #pedopornografia #commercioesseriumani #cannibalismo #genocidiopalestina
#fabriziocasari

Epstein, l’orrore dell’Occidente -

Facendosi largo tra il marcio dei files Epstein, quello che appare evidente a tutti, anche ad una lettura non dettagliata di ogni mail, sono due cose. La

altrenotizie.org

ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE
Mentre scorrevo le righe stentavo a credere a quanto apprendevo.
Un vaso di Pandora dei peggiori crimini che un essere umano possa attuare, un sistema di controllo impensabile per un normale cittadino occidentale. E che finalmente spiega il perché il genocidio palestinese da parte di Israele prosegua con una guerra di basso profilo che Eu e molti Stati dell'Occidente non possono contrastare.

....

"Gli Epstein files hanno un volume documentale mostruoso; tre milioni e mezzo di pagine finora rilasciate su un totale di sei milioni (ammesso che possa esservi un “totale”), 2.000 video e 180.000 foto: sono dimensioni che vanno molto al di là delle capacità di un singolo individuo, per quanto ricco. Ci sono prove evidenti di sacrifici umani, cannibalismo, torture, pedofilia, ricatti. I procuratori della Florida ne erano al corrente dal 2006 ma si sono girati dall’altra parte per non urtare una casta potentissima e in grado di rimuoverli o eliminarli.

La seconda evidenza è che quella coinvolta nella pedopornografia assassina e cannibale è la classe dirigente del capitalismo mondiale"

segue nel link

Epstein, l’orrore dell’Occidente - https://altrenotizie.org/epstein-lorrore-delloccidente/

#epstein_files #pedopornografia #commercioesseriumani #cannibalismo #genocidiopalestina
#ricattatipotentioccidente
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Epstein, l’orrore dell’Occidente -

Facendosi largo tra il marcio dei files Epstein, quello che appare evidente a tutti, anche ad una lettura non dettagliata di ogni mail, sono due cose. La

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La diffusione della propaganda di guerra e il ruolo delle pubblicità online (Ice inclusa)

La promozione di odio e aggressività ha trovato un terreno fertile sui social media, in particolare attraverso inserzioni e pubblicità, sfruttando i meccanismi e gli algoritmi di queste piattaforme per una diffusione ancora più capillare. La mera regolamentazione può non essere sufficiente: occorre una chiara definizione di propaganda e identificarla come uno sforzo coordinato, spiega Aymen Zaghdoudi di Access Now

Altreconomia
Giornata mondiale della Memoria e il Morbo K - DINAMOpress

Mai come quest’anno la giornata mondiale della Memoria interroga, o dovrebbe interrogare, ogni persona sul genocidio dei nazisti di allora e su quello che Israele sta attuando nei confronti delle e dei palestinesi. È scaduto il tempo dei “Giusti”?

DINAMOpress
“All Eyes on Palestine” – Centro Pecci di Prato
Il Centro Creativo Culturale di Jenin (J3C), in collaborazione con il Centro Pecci, lancia la Call “Young Artists stand for Peace”. Attraverso questa iniziativa, si invitano gli/le studenti a esprimersi attraver
https://www.perunaltracitta.org/homepage/2025/11/12/all-eyes-on-palestine-centro-pecci-di-prato/
#FirenzeEDintorni #InEvidenza #VociDalleLotte #AccoglienzaDiritti #arte #CentroPecci #CiboPalestinese #GenocidioPalestina #scuole
“All Eyes on Palestine” - Centro Pecci di Prato - La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze

Il Centro Creativo Culturale di Jenin (J3C), in collaborazione con il Centro Pecci, lancia la Call “Young Artists stand for Peace”. Attraverso questa iniziativa, si invitano gli/le studenti a esprimersi attraverso disegni, fotografie, testi poetici, brevi video, ispirati ai valori della pace, del dialogo e della speranza nei luoghi di conflitto. Le opere saranno presentate … “All Eyes on Palestine” – Centro Pecci di Prato Leggi altro »

La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze