Corrado Formigli apre così la puntata di ieri di Piazzapulita.

"Un gesto unico, molto grave e molto importante è quello che ha fatto il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel presenziare una seduta ordinaria del CSM di cui lui, ricordiamo, è Presidente. Ed è anche molto chiara la critica, l'accusa che fa il Presidente della Repubblica al Governo.
..."

#piazzaPulita #Mattarellacsm #Formigli #riformanordio

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Dal giornalista #MarioImbimbo Lo ho visto ieri in diretta. Ed apprezzato parola per parola. Nella sua consueta apertura di Piazzapulita, Corrado Formigli, ha sottolineato il valore simbolico e politico della presenza di Mattarella a presiedere i lavori del Consiglio Superiore della Magistratura. "Un gesto unico, molto grave e molto importante è quello che ha fatto il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel presenziare una seduta ordinaria del CSM di cui lui, ricordiamo, è Presidente. Ed è anche molto chiara la critica, l'accusa che fa il Presidente della Repubblica al Governo. Non gira intorno alle parole. Parla di istituzioni, è arrabbiato con chi ha aggredito l'organo di autogoverno della magistratura che è stato così disegnato e pensato dai nostri padri costituenti. E chi è che aggredisce in particolare il CSM? Innanzitutto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha usato queste espressioni: ha definito il CSM “meccanismo paramafioso”, “verminaio correntizio” e “mercato delle vacche”. Si dirà: ha ripreso frasi dette da altri, le ha riprese e le ha fatte proprie. Insomma, potete immaginare come possa sentirsi Sergio Mattarella, presidente di quell'organo costituzionale di autogoverno, che ha avuto un fratello ammazzato dalla mafia. Forse occorrerebbe ricordare al Ministro della Giustizia Nordio, a proposito di logiche paramafiose, alcuni nomi. Emilio Alessandrini e Guido Galli, giudici ammazzati da Prima Linea. Francesco Cocco, ammazzato dalle BR. Bruno Caccia, ammazzato dalla ‘Ndrangheta. Rocco Chinnici, Rosario Livatino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. E ce ne sono altri ammazzati dalla mafia. Ed erano tutti giudici che erano dentro l'associazionismo o che comunque credevano nell'associazionismo o non rifiutavano l'associazionismo, perché forse dovremmo dirla questa cosa qui: essere in un sindacato della magistratura, riunirsi in un associazionismo, non significa stare nella loggia P2, non significa essere dei criminali o commettere dei reati. Oggi la maggioranza, per mezzo della separazione delle carriere, vuole spaccare in tre quel CSM così come era stato disegnato dai nostri padri costituenti, tra l'altro triplicandone i costi e usare il sorteggio puro per nominare i membri togati del CSM, come non avrebbe neanche in un'assemblea di condominio. Il sorteggio puro vale solo per i membri togati, perché il sorteggio dei membri laici invece è fatto tra un gruppo di persone scelte dalla politica, quindi è un sorteggio sostanzialmente pilotato. Qual è il motivo addotto di questa grande riforma del CSM? Avere sentenze più equilibrate perché prese da giudici non scelti o prescelti sulla base delle appartenenze correntizie. Obiezione numero uno: e chi ci dice che un giudice che è legato a una corrente debba per forza per questo essere orientato quando prende una decisione, quando emette una sentenza? Cito il più grande penalista italiano, avvocato storico di Berlusconi, stimato a destra e a sinistra, certo non un uomo di sinistra, Franco Coppi: “A me interessa capire una cosa: separate le carriere, avrò maggiori garanzie che una persona perbene non vada in galera? Non mi sembra, l'importante resta sempre l'onestà intellettuale del singolo magistrato”. Già: onestà intellettuale, legge morale, deontologia, quel patto che lega un servitore dello Stato al proprio lavoro, quel patto per il quale può essere di destra, di sinistra, di centro, può essere completamente apolitico. Ma quando poi sei davanti a una persona, a una sentenza, applichi la legge e la interpreti come giusto che si faccia, secondo scienza e coscienza. All'opposto di quest'idea di giudice, c'è invece il giudice caricatura, come dipinto da Giorgia Meloni nel suo video sul cittadino algerino. Qualcuno dovrà spiegarci cosa c'entra la separazione delle carriere con le sentenze fatte sul tema dell'immigrazione. Il giudice che ha riconosciuto 700 euro di risarcimento dice che non è un militante: “Non appartengo a nessuna corrente, ma io ho valutato che un padre di famiglia che viene trasferito da una parte all'altra ha diritto di sapere perché e di poter avvertire la sua famiglia, soprattutto quando occorre tutelare i diritti dei bambini. Questa persona ha due figli minori italiani, che hanno una mamma italiana, entra in gioco la tutela di un nucleo familiare dove ci sono dei bambini piccoli”. 700 euro di esercimento. Forse, cara Presidente del Consiglio, quando si citano i casi bisogna anche raccontare esattamente cosa c'è dentro una sentenza e perché questa sentenza è stata pronunciata, altrimenti il giudice diventa automaticamente fazioso, ideologizzato, paramafioso. Appunto, il giudice caricatura e a questo giudice serve dare una lezione, serve che torni a essere non un interprete della legge ma un mero funzionario dello Stato, un burocrate. Fate attenzione, perché nel discorso di Sergio Mattarella la magistratura viene definita dal Presidente della Repubblica come potere dello Stato. Uno dei tre poteri dello Stato, insieme al potere legislativo e al potere esecutivo, c'è appunto il potere giudiziario. Fateci caso, la parola potere giudiziario non viene mai pronunciata invece nella destra, nei discorsi della destra. E questa riforma vuole, a mio parere, ridurre questo potere a una funzione, umiliare questa funzione con il sorteggio, un po' un uno vale uno applicato però all'organo di autogoverno dl potere giudiziario. E allora, se diventa funzione e non più interprete autonomo della legge, il nostro giudice burocrate diventerà anche più obbediente. E naturalmente in qualche maniera eviterà quelle “invasioni di campo” che vengono appunto attaccate dalla Presidente del Consiglio. Insomma, è tutta qui la partita del 22 marzo: trasformare i giudici in funzionari obbedienti, frantumando e sorteggiando il CSM voluto dai padri costituenti. E non è un caso, allora, che ieri Mattarella ha voluto per la prima volta in 11 anni presedere in via ordinaria il CSM. Serviva un segnale più chiaro di questo per capire qual è la vera posta in gioco?”. Perfetto. #piazzaPulita #Mattarellacsm #Formigli #riformanordio @[email protected] @[email protected] @[email protected]

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Dal giornalista #MarioImbimbo

Lo ho visto ieri in diretta. Ed apprezzato parola per parola. Nella sua consueta apertura di Piazzapulita, Corrado Formigli, ha sottolineato il valore simbolico e politico della presenza di Mattarella a presiedere i lavori del Consiglio Superiore della Magistratura.

"Un gesto unico, molto grave e molto importante è quello che ha fatto il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel presenziare una seduta ordinaria del CSM di cui lui, ricordiamo, è Presidente. Ed è anche molto chiara la critica, l'accusa che fa il Presidente della Repubblica al Governo.

Non gira intorno alle parole. Parla di istituzioni, è arrabbiato con chi ha aggredito l'organo di autogoverno della magistratura che è stato così disegnato e pensato dai nostri padri costituenti. E chi è che aggredisce in particolare il CSM?

Innanzitutto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha usato queste espressioni: ha definito il CSM “meccanismo paramafioso”, “verminaio correntizio” e “mercato delle vacche”. Si dirà: ha ripreso frasi dette da altri, le ha riprese e le ha fatte proprie.

Insomma, potete immaginare come possa sentirsi Sergio Mattarella, presidente di quell'organo costituzionale di autogoverno, che ha avuto un fratello ammazzato dalla mafia.
Forse occorrerebbe ricordare al Ministro della Giustizia Nordio, a proposito di logiche paramafiose, alcuni nomi.

Emilio Alessandrini e Guido Galli, giudici ammazzati da Prima Linea. Francesco Cocco, ammazzato dalle BR. Bruno Caccia, ammazzato dalla ‘Ndrangheta. Rocco Chinnici, Rosario Livatino, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino. E ce ne sono altri ammazzati dalla mafia.

Ed erano tutti giudici che erano dentro l'associazionismo o che comunque credevano nell'associazionismo o non rifiutavano l'associazionismo, perché forse dovremmo dirla questa cosa qui: essere in un sindacato della magistratura, riunirsi in un associazionismo, non significa stare nella loggia P2, non significa essere dei criminali o commettere dei reati.

Oggi la maggioranza, per mezzo della separazione delle carriere, vuole spaccare in tre quel CSM così come era stato disegnato dai nostri padri costituenti, tra l'altro triplicandone i costi e usare il sorteggio puro per nominare i membri togati del CSM, come non avrebbe neanche in un'assemblea di condominio.

Il sorteggio puro vale solo per i membri togati, perché il sorteggio dei membri laici invece è fatto tra un gruppo di persone scelte dalla politica, quindi è un sorteggio sostanzialmente pilotato. Qual è il motivo addotto di questa grande riforma del CSM? Avere sentenze più equilibrate perché prese da giudici non scelti o prescelti sulla base delle appartenenze correntizie.

Obiezione numero uno: e chi ci dice che un giudice che è legato a una corrente debba per forza per questo essere orientato quando prende una decisione, quando emette una sentenza?

Cito il più grande penalista italiano, avvocato storico di Berlusconi, stimato a destra e a sinistra, certo non un uomo di sinistra, Franco Coppi: “A me interessa capire una cosa: separate le carriere, avrò maggiori garanzie che una persona perbene non vada in galera? Non mi sembra, l'importante resta sempre l'onestà intellettuale del singolo magistrato”.

Già: onestà intellettuale, legge morale, deontologia, quel patto che lega un servitore dello Stato al proprio lavoro, quel patto per il quale può essere di destra, di sinistra, di centro, può essere completamente apolitico. Ma quando poi sei davanti a una persona, a una sentenza, applichi la legge e la interpreti come giusto che si faccia, secondo scienza e coscienza.

All'opposto di quest'idea di giudice, c'è invece il giudice caricatura, come dipinto da Giorgia Meloni nel suo video sul cittadino algerino. Qualcuno dovrà spiegarci cosa c'entra la separazione delle carriere con le sentenze fatte sul tema dell'immigrazione.

Il giudice che ha riconosciuto 700 euro di risarcimento dice che non è un militante: “Non appartengo a nessuna corrente, ma io ho valutato che un padre di famiglia che viene trasferito da una parte all'altra ha diritto di sapere perché e di poter avvertire la sua famiglia, soprattutto quando occorre tutelare i diritti dei bambini. Questa persona ha due figli minori italiani, che hanno una mamma italiana, entra in gioco la tutela di un nucleo familiare dove ci sono dei bambini piccoli”.

700 euro di esercimento. Forse, cara Presidente del Consiglio, quando si citano i casi bisogna anche raccontare esattamente cosa c'è dentro una sentenza e perché questa sentenza è stata pronunciata, altrimenti il giudice diventa automaticamente fazioso, ideologizzato, paramafioso.

Appunto, il giudice caricatura e a questo giudice serve dare una lezione, serve che torni a essere non un interprete della legge ma un mero funzionario dello Stato, un burocrate.

Fate attenzione, perché nel discorso di Sergio Mattarella la magistratura viene definita dal Presidente della Repubblica come potere dello Stato. Uno dei tre poteri dello Stato, insieme al potere legislativo e al potere esecutivo, c'è appunto il potere giudiziario.

Fateci caso, la parola potere giudiziario non viene mai pronunciata invece nella destra, nei discorsi della destra. E questa riforma vuole, a mio parere, ridurre questo potere a una funzione, umiliare questa funzione con il sorteggio, un po' un uno vale uno applicato però all'organo di autogoverno dl potere giudiziario.

E allora, se diventa funzione e non più interprete autonomo della legge, il nostro giudice burocrate diventerà anche più obbediente. E naturalmente in qualche maniera eviterà quelle “invasioni di campo” che vengono appunto attaccate dalla Presidente del Consiglio.

Insomma, è tutta qui la partita del 22 marzo: trasformare i giudici in funzionari obbedienti, frantumando e sorteggiando il CSM voluto dai padri costituenti. E non è un caso, allora, che ieri Mattarella ha voluto per la prima volta in 11 anni presedere in via ordinaria il CSM. Serviva un segnale più chiaro di questo per capire qual è la vera posta in gioco?”.
Perfetto.

#piazzaPulita #Mattarellacsm #Formigli #riformanordio
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@fucinafibonacci @attualita

La Danimarca 🇩🇰 come male minore... certo non gli USA. Ma se non avete visto la puntata di ieri 22/01/2026 Di #Piazzapulita su #la7 guardatela #Formigli è andato in Groenlandia a vedere come stanno i nativi e come la pensano... interessantissimo!

#Formigli - Se tutto è iniziato prima di Meloni, significa che i problemi sono più radicati di quanto si pensi. Anche Formigli mette in discussione la versione della sinistra su Ranucci.

https://ift.tt/Gj5eDCb

È iniziato tutto prima di Meloni Anche Formigli sconfessa la sinistra su Ranucci

Gli investigatori sembrano essere indirizzati verso un'ipotesi investigativa abbastanza precisa per quanto riguarda Sigfrido Ranucci e l'attentato subito all'esterno della propria abitazione.

Zazoom Social News
Una piazza per l'Europa

Dal commento di Michele Serra migliaia di messaggi

la Repubblica

Ve lo ricordate il servizio #100Minuti di #Formigli e #Nerazzini sull'infiltrazione #mafiosa e #criminalità fino ai più alti livelli, della città di #Velletri?

Ecco qua... 😭

https://www.romatoday.it/cronaca/spari-velletri-fratelli-luciani.html

Spari a Velletri, gambizzato fuori dalla palestra. La pista della faida per la droga

La vittima, Federico Luciani, era insieme al fratello gemello. I due già in passato erano stati al centro delle indagini

RomaToday

corriere.it by Fabrizio Caccia
Corsini e l’insulto a Formigli: «Pronto a fare un passo di lato, ma a lui non chiedo scusa»

Il direttore degli Approfondimenti Rai contro Piazzapulita: mi attaccano da un anno

Translated:
Corsini and the insult to Formigli: "Ready to step aside, but I don't ask him for forgiveness."

The head of Rai's Investigations against Piazzapulita: they have been attacking me for a year.

#Rai #Formigli #PiazzaPulita #Corsini
https://roma.corriere.it/notizie/politica/24_ottobre_26/corsini-e-l-insulto-a-formigli-pronto-a-fare-un-passo-di-lato-ma-a-lui-non-chiedo-scusa-ef2bedf5-71d7-46bf-88b8-0ba1303b2xlk.shtml

Corsini e l’insulto a Formigli: «Pronto a fare un passo di lato, ma a lui non chiedo scusa»

Il direttore degli Approfondimenti Rai contro Piazzapulita: mi attaccano da un anno

Corriere della Sera

Cosa c'è di più squallido, penoso e pusillanime di uno che neanche riesce ad ammettere quello che dice e che è?

Uno che non ha il coraggio delle proprie azioni, che dice le cose di nascosto e mezza bocca per paura, e soprattutto ritrattando in maniere ridicola e quasi comica pure di fronte all'evidenza

Come si chiama questa cosa?

#rai #formigli #piazzapulita #pusillanime

https://www.repubblica.it/politica/2024/10/24/news/formigli_infame_piazzapulita_rai_corsini-423576150/

Formigli, direttore Rai Corsini dà dell’infame al conduttore di Piazzapulita: “Nervoso per i flop, azienda gi…

L’insulto mandato in onda su La7. Salerno: “Dispiace vedere la Rai così”

la Repubblica

corriere.it by Corriere
Formigli manda in onda a Piazza Pulita il video con le offese ricevute da Paolo Corsini (Rai)

Il conduttore di Piazza Pulita (La7) ha mostrato il video con Corsini che gli dà dell'«infame»

Translated:
Formigli airs on Piazza Pulita the video with the insults received by Paolo Corsini (Rai).

The host of Piazza Pulita (La7) showed the video with Corsini calling him "infamous".

#PiazzaPulita #Corsini #Formigli #PaoloCorsini #Rai #host
https://video.corriere.it/roma/formigli-manda-in-onda-a-piazza-pulita-il-video-con-le-offese-ricevute-da-paolo-corsini-rai-/db0b63c6-3d54-418b-abe4-ff77e0408xlk

Formigli manda in onda a Piazza Pulita il video con le offese ricevute da Paolo Corsini (Rai)

Ecco come Corrado Formigli, conduttore di Piazza Pulita, ha mandato in onda il filmato in cui Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, gli dà dell'«infame», anche se poi ha provato a giustificarsi dicendo che non si riferiva al giornalista de La7.

Corriere della Sera

Il termine “infame” sfuggito a Paolo Corsini, Direttore Approfondimento RAI, all’indirizzo di Corrado Formigli (La7), con cui peraltro non risulta un pregresso di polemiche o battibecchi faccia a faccia, è forse il riflesso genuino del sentiment di rancore, rivalsa e intolleranza covato a Destra verso il giornalismo considerato “ostile”, nei cui confronti ritiene di avere un conto in sospeso da regolare.

#infame #Corsini #Formigli