Il Fatto Quotidiano: Scanzi a La Confessione di Gomez (Rai3): “Le polemiche sul mio vaccino Covid? Ho pensato al suicidio, ma la mia compagna mi ha aiutato”

“Le polemiche sul vaccino durante il Covid? Se non ci fosse stata la mia compagna, non so come sarebbe finita: ho pensato al suicidio“. Così Andrea Scanzi a La Confessione di Peter Gomez, in onda sabato 4 aprile alle 20.20 su Rai 3, riferendosi alle polemiche che lo hanno travolto durante la pandemia, quando inizialmente aveva sottovalutato il virus per poi vaccinarsi subito, venendo accusato di essere “un saltafile”.
“Ho cominciato a dire: non mi stimano più le persone che io adoro, non mi chiama più la televisione, non ho più un’entrata, rischio di perdere il pubblico, rischio di buttare via tutta la vita che ho fatto. Che cavolo succede? – ha spiegato l’editorialista de Il Fatto Quotidiano – Lì devo dire che, anzitutto la mia compagna (la collega de L’Espresso, Sara Lucaroni, ndr), mi ha aiutato tanto”.
Poi l’autore di ‘Verranno a chiederti di Fabrizio De André’ ha detto anche: “L’altro paradosso è che io ho tanti amici, spero, ma che ritengono che io sia una sorta di monolite che non soffre mai. E quindi, anche quando hanno visto questa fiumana di insulti e trasmissioni intere su di me, hanno pensato: ‘Ma sì, ha le spalle larghe‘. Le ho di solito, ma quella volta lì no”, ha concluso Scanzi.
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Scanzi on La Confessione di Gomez (Rai3): “The controversies about my Covid vaccine? I thought about suicide, but my partner helped me.”

The controversy surrounding the vaccine during the Covid? If it wasn’t for my partner, I don’t know how it would have ended: I thought about suicide. That’s what Andrea Scanzi said on La Confessione di Peter Gomez, broadcast on Saturday, April 4th at 8:20 PM on Rai 3, referring to the controversy that engulfed him during the pandemic, when he had initially underestimated the virus before immediately getting vaccinated, being accused of being a “quick adopter.”

“I started saying: people I love anymore don’t value me, the television doesn’t call me anymore, I don’t have an income, I risk losing my audience, I risk throwing away the entire life I’ve made. What the hell is happening? – explained the editorialist for Il Fatto Quotidiano – There, I must say that first of all my partner (the colleague from L’Espresso, Sara Lucaroni, ndr) helped me a lot.”

Then the author of ‘Verranno a chiederti di Fabrizio De André’ also said: “The other paradox is that I have many friends, hopefully, but who think I am a sort of monolith that never suffers. And so, even when they saw this flood of insults and entire broadcasts about me, they thought: ‘Oh, he’s just got broad shoulders.’ I usually do, but not that time,” Scanzi concluded.

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Scanzi a La Confessione di Gomez (Rai3): “Le polemiche sul mio vaccino Covid? Ho pensato al suicidio,…

In studio il giornalista racconta la sua vita e la sua carriera nel giornalismo, tra le passioni per i cantautori e retroscena sulla sua vita privata

Il Fatto Quotidiano

RaiNews: David Riondino ospite a Via Dei Matti n°0

Un artista eclettico e complesso, si racconta nel salotto di Valentina Cenni e Stefano Bollani, ricordando anche gli esordi nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi

David Riondino guest at Via Dei Matti n°0

A multifaceted and complex artist, he recounts himself in the living room of Valentina Cenni and Stefano Bollani, also recalling his early days on the tour with Fabrizio De André with Premiata Forneria Marconi.

#DavidRiondino #ViaDeiMattin°0 #ValentinaCenni #StefanoBollani #FabrizioDeAndré

https://www.rainews.it/video/2026/03/david-riondino-ospite-a-via-dei-matti-n0-150a61e3-7448-4508-a24b-350181a26174.html

David Riondino ospite a Via Dei Matti n°0

Un artista eclettico e complesso, si racconta nel salotto di Valentina Cenni e Stefano Bollani, ricordando anche gli esordi nella tournée di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi

RaiNews

Il Fatto Quotidiano: È morto David Riondino, aveva 73 anni. Da “Maracaibo” al teatro, addio a un artista libero

È morto a 73 anni David Riondino. Cantautore, attore e autore tra i più eclettici della scena italiana, si è spento domenica 29 marzo nella sua casa romana dopo una malattia. I funerali si terranno martedì 31 alle 11 nella Chiesa degli Artisti a Roma.
Nato a Firenze nel 1952, Riondino è stato una figura trasversale, in perenne movimento tra musica, teatro, televisione e satira con uno stile personale e riconoscibile. Tra i suoi lavori più noti c’è “Maracaibo“, scritta insieme a Lu Colombo e diventata un cult dell’estate italiana dei primi anni Ottanta. Ma la sua carriera non si è mai fermata a un solo linguaggio: dagli esordi come bibliotecario alla Nazionale di Firenze, fino ai palchi teatrali e agli studi televisivi, ha costruito un percorso libero e difficilmente incasellabile.
Negli anni Settanta muove i primi passi nella musica e nel teatro, arrivando ad aprire i concerti di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi. Parallelamente si afferma come voce della satira, collaborando con riviste come Il Male e Cuore, e portando avanti un’idea di intellettuale lontana da ogni rigidità: “Una persona che comunica e trasforma l’esperienza in qualcosa di utile per gli altri”.
Tra teatro e televisione
Il teatro diventa negli anni Novanta il suo centro creativo, spesso in sodalizio con Sabina Guzzanti e Dario Vergassola, mentre al cinema lavora con registi come Gabriele Salvatores e Marco Tullio Giordana. In televisione è presenza riconoscibile in programmi come Quelli che il calcio e il Maurizio Costanzo Show. Artista curioso e mai allineato, ha attraversato generi e linguaggi inseguendo quella che definiva una “commistione perfetta tra musica, scrittura e disegno”, senza smettere di reinventarsi.
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David Riondino has died, he was 73 years old. From “Maracaibo” to the theater, goodbye to a free artist.

David Riondino has died at the age of 73. A singer-songwriter, actor, and author among Italy’s most eclectic figures, he passed away on Sunday, March 29th, at his home in Rome after an illness. The funeral will be held on Tuesday, March 31st, at 11 am at the Church of the Artists in Rome.

Born in Florence in 1952, Riondino was a multifaceted figure, constantly moving between music, theater, television, and satire with a personal and recognizable style. Among his most well-known works is “Maracaibo,” written with Lu Colombo and which became a cult hit of the early 1980s Italian summer. But his career never stopped at a single language: from his beginnings as a librarian with the Nazionale di Firenze, to the theater stages and television studios, he built a free and difficult-to-categorize path.

In the 1970s, he took his first steps in music and theater, opening concerts for Fabrizio De André with Premiata Forneria Marconi. Simultaneously, he established himself as a voice of satire, collaborating with magazines such as Il Male and Cuore, and pursuing an idea of an intellectual far from any rigidity: “A person who communicates and transforms experience into something useful for others.”

Between Theater and Television

Theater became his creative center in the 1990s, often in collaboration with Sabina Guzzanti and Dario Vergassola, while in cinema he worked with directors such as Gabriele Salvatores and Marco Tullio Giordana. In television, he was a recognizable presence in programs such as “Quelli che il calcio” and “The Maurizio Costanzo Show.” A curious and never-aligned artist, he crossed genres and languages pursuing what he defined as “a perfect commingling between music, writing, and drawing,” without ever stopping reinventing himself.

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/29/david-riondino-morto-maracaibo-notizie/8339150/

È morto David Riondino, aveva 73 anni. Da “Maracaibo” al teatro, addio a un artista libero

Giullare colto e irregolare, ha attraversato decenni di spettacolo italiano mescolando linguaggi e rompendo schemi

Il Fatto Quotidiano
Via della croce

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Il Tempo: Addio a Gino Paoli: il grande cantautore scomparso a 91 anni

Un grande lutto nella musica e nella canzone italiana che perdono uno dei suoi più grandi protagonisti. Gino Paoli è morto nella notte all'età di 91 anni. Lo riporta il Corriere della sera.  Insieme a Fabrizio De André e Luigi Tenco è stato un alfiere della scuola genovese dei cantautori. Da Il cielo in una stanza a Sapore di sale i brani che hanno segnato la storia della canzone italia sono tantissimi. 
In aggiornamento...

Farewell to Gino Paoli: the great songwriter passed away at 91 years old.

A great loss in music and Italian song, which lose one of its greatest protagonists. Gino Paoli has died in the night at the age of 91. The Corriere della sera reports this. Together with Fabrizio De André and Luigi Tenco, he was a leading figure in the Genoese school of songwriters. From “Il cielo in una stanza” to “Sapore di sale,” the songs that marked the history of Italian song are numerous.
(Update ongoing…)

#GinoPaoli #Italian #Corriere #FabrizioDeAndré #LuigiTenco #Genoese

https://www.iltempo.it/attualita/2026/03/24/news/gino-paoli-morto-cantautore-quanti-anni-aveva-sapore-di-sale-il-cielo-in-una-stanza-46963260/

Morto Gino Paoli, il cantautore aveva 91 anni: nella storia della canzone italiana

Un grande lutto nella musica e nella canzone italiana che perdono uno dei suoi più grandi protagonisti. Gino Paoli è ...

Il Fatto Quotidiano: “Mio nonno Fabrizio De André diceva le parolacce a quattro anni, Paolo Villaggio era adolescente e lo sgridava. Poi sono diventati amici”: parla Alice

Un nonno famosissimo mai conosciuto, canzoni che hanno segnato la vita della famiglia ma anche di tante persone. Il cognome quello di De André portato senza enfasi, perché Alice (figlia di Cristiano) vuol far sentire la sua voce con lo spettacolo “Alice non canta De André“, in scena il 18 aprile a Tempio Pausania (Teatro del Carmine), 15 maggio a Roma (Teatro Off Off) e 27 maggio a Torino (Teatro Gioiello). Il titolo dello spettacolo non nasce proprio a caso: “Quando mi presento e dico che faccio spettacoli, la prima reazione è: ‘Ma quindi canti anche tu?’.- ha raccontato a Il Corriere della Sera – Allora devo ripetere sempre lo stesso ritornello: ‘Mi chiamo De André ma non canto, recito’. Ad un certo punto però ho capito che quella domanda era già uno spettacolo”.
E ancora: “Parlo del grande Faber, e lo faccio a modo mio con ironia. Quando si diventa una leggenda poi è un po’ una fregatura perché non si può più ridere e scherzare, e invece mio nonno era un uomo che non amava prendersi troppo sul serio. Non credo che oggi avrebbe apprezzato di essere messo su un piedistallo”.
“L’ironia era una sua grande qualità. – ha detto – (…) Per esempio raccontando le parolacce che diceva a quattro anni quando fece amicizia con Paolo Villaggio…E Villaggio che era adolescente lo sgridava. Lui era amico di mio zio Mauro. Si divertivano insieme. Ho scoperto molto di loro quando ho recitato in un film sulla vita di Paolo Villaggio”.
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My grandfather Fabrizio De André swore at four years old, Paolo Villaggio was a teenager and he scolded him. Then they became friends: Alice says so.

A very famous, never-before-known grandfather, songs that marked the lives of the family but also of many people. The surname De André carried without emphasis, because Alice (daughter of Cristiano) wants to let her voice be heard with the show “Alice doesn’t sing De André,” on April 18th in Tempio Pausania (Teatro del Carmine), May 15th in Rome (Teatro Off Off) and May 27th in Turin (Teatro Gioiello). The title of the show wasn’t born by chance: “When I present myself and say what I do, the first reaction is: ‘So you sing too?’ – she told Il Corriere della Sera – Then I have to repeat the same refrain: ‘My name is De André but I don’t sing, I act.’ At some point I realized that that question was already a show.”

And still: “I talk about the great Faber, and I do it my way with irony. When you become a legend then it’s a bit of a trick because you can’t laugh and joke anymore, and yet my grandfather was a man who didn’t like to take himself too seriously. I don’t think he would have appreciated being put on a pedestal today.”

“Irony was one of his great qualities. – she said – (…) For example, telling about the swear words he used when he was four years old when he made friends with Paolo Villaggio…And Villaggio, who was a teenager, scolded him. He was a friend of my uncle Mauro. They had fun together. I discovered a lot about them when I acted in a film about the life of Paolo Villaggio.”

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/22/mio-nonno-fabrizio-de-andre-diceva-le-parolacce-a-quattro-anni-paolo-villaggio-era-adolescente-e-lo-sgridava-poi-sono-diventati-amici-parla-alice/8332630/

“Mio nonno Fabrizio De André diceva le parolacce a quattro anni, Paolo Villaggio era adolescente e lo…

La nipote di Fabrizio De André parla del nonno e del suo spettacolo "Alice non canta De André": "Era un uomo che non amava prendersi sul serio"

Il Fatto Quotidiano

A proposito di #ClaudioLolli, sto scoprendo adesso chi era il cantante di quella audiocassetta registrata in cui qualcuno si era dimenticato di segnare COSA CI FOSSE SOPRA e che io identificavo come un incrocio tra #FabrizioDeAndré e #PaoloConte

(Per i curiosi: l'album in questione era #UnUomoInCrisi)

1) Che delusione #MaraSattei: a 28 anni è prematuro fare i vecchi
2) C'è una nuova scuola genovese che va da Tedua a Olly, Alfa, Bresh e ora #Sayf veramente interessante. Qui si racconta di alcuni di loro https://streamingcommunityz.gives/it/watch/7489
3) Col suo pezzo originale mi aveva incuriosito. Il duetto con #JoanThiele su una canzone di #FabrizioDeAndrè ha ottenuto la mia attenzione. D'ora in poi seguirò ciò che fa #Nayt
4) Poteva andare peggio: potevano vincere Fedez-Masini

@spettacoli

#Sanremo2026 #Sanremo

Auguri Faber  

"E se credete ora
Che tutto sia come prima
Perché avete votato ancora
La sicurezza, la disciplina
Convinti di allontanare
La paura di cambiare
Verremo ancora alle vostre porte
E grideremo ancora più forte
Per quanto voi vi crediate assolti
Siete per sempre coinvolti
Per quanto voi vi crediate assolti
Siete per sempre coinvolti."

–Fabrizio De André (Genova, 18 febbraio 1940
Milano - 11 gennaio 1999)

#DeAndré #FabrizioDeAndré #Faber