Cracked: Why psychiatry is doing more harm than good
di James Davies
Una critica alla psichiatria contemporanea. Spunti interessanti:
- assenza di presupposti scientifici del DSM: disturbi inseriti in modo arbitrario da una minoranza.
- assenza di una base biologica dei disturbi
- tendenza alla medicalizzazione di comportamenti e atteggiamenti ritenuti normali fino a pochi decenni prima
- sovradiagnosi ADHD (anche per aumentare le vendite del Ritalin)
- messa in dubbio dell'efficacia degli antidepressivi (di poco superiore a quella dei placebo). Autosuggestione del paziente dovuta al contesto clinico e all'autorità medica.
- riduzionismo come ideologia dominante a partire dal DSM III (mentre le prime due edizioni erano più influenzate dalle correnti psicanalitiche)
- ricerche sull'efficacia dei farmaci sponsorizzate dall'industria farmaceutica
- anche i membri del comitato che redige il DSM sono legati economicamente alle case farmaceutiche
- carriera accademica ostruita (o proprio negata) a chi contesta l'efficacia dei farmaci
- sofferenza psichica aumentata dalla tendenza alla medicalizzazione. Il paziente si identifica col suo disturbo.
- smascheramento della retorica del modello bio-psico-sociale: inutile ammettere che i disturbi hanno natura sociale se il trattamento è fatto in forma individuale con farmaci e terapie (bio-psico e basta).
- la psichiatria come forma di religione secolarizzata
- colonialismo psichiatrico: DSM e ICD imposti alle culture non-occidentali.
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