Meloni cerca alleanze nel Golfo per Hormuz e lo stop ai migranti | il manifesto
IL GIUDIZIO delle organizzazioni che si occupano di migrazioni è unanime: non si tratta di fatalità ma di precise volontà dei governi. «Le politiche europee hanno trasformato il Mediterraneo in un luogo di morte», ha scritto l’ong Sos Méditerranée. «La colpa è di chi non mette al primo posto la protezione delle persone e la loro possibilità di arrivare in Europa attraverso canali sicuri e legali, basta con l’assurda guerra alla solidarietà», il commento di Mediterranea saving humans. «Mentre gli sforzi del governo italiano sono concentrati a sostenere le milizie libiche e tunisine piangiamo un’altra giovanissima vita», aggiunge Save The Children, mentre Sea-Watch si chiede «chi pagherà per quest’ingiustizia?». E lo stesso dicono i partiti dell’opposizione nell’attaccare il governo. «Una neonata morta non è un problema per Giorgia, donna, madre, cristiana», ha commentato il Pd. E PiùEuropa: «Mentre Meloni si vanta dell’Albania continuano a morire le persone, l’Ue dovrebbe pensare a una missione europea di ricerca e salvataggio, altro che esternalizzazione dei migranti». «Sciacallaggio», la risposta della maggioranza.
LA PREMIER intanto è lontana, in giro per il Mediterraneo non conta i morti ma cerca consensi. Dallo Europe Gulf Forum di Navarino, dove si è riunita con gli omologhi di Grecia, Malta e Cipro, arriva in serata una nota congiunta con la quale ci si impegna «a garantire la tempestiva attuazione del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, anche con riferimento alle situazioni di crisi, compresa la strumentalizzazione della migrazione, la forza maggiore e le minacce ibride» allo scopo di «garantire la sicurezza e il controllo delle frontiere esterne dell’Ue anche attraverso iniziative uniformi e coordinate». I ministri degli Interni dei quattro paesi si riuniranno a Roma il prossimo 17 giugno per rendere operativo il piano. Presenti all’incontro anche Christine Lagarde, presidente della Bce, Kristalina Georgieva, Fmi, l’affarista Tony Blair e i capi dei Paesi del Golfo. Questo è «il tempo della policrisi – ha detto loro la presidente del Consiglio durante il panel tenuto assieme al presidente di Antenna Group Theodore Kyriakou (editore di Repubblica e co-presidente del Forum) – serve una cooperazione strategica». Meloni ha anche incontrato Mohammed bin Jassim Al Thani, primo ministro del Qatar e quello del Kuwait, Sheikh Ahmad Al-Abdullah Al-Sabah. «L’Italia è pronta a contribuire non appena ve ne saranno le condizioni, alle missioni nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano», ha assicurato.
QUELLO CHE NON DICE il documento, e che riportano le ong, è che dal 2014 sono più di 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di salvarsi la vita e arrivare in Europa per costruirsi un futuro. Solo quest’anno le vittime sono già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo centrale. Tra loro più di 100 bambini all’anno negli ultimi tre anni.
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Meloni cerca alleanze nel Golfo per Hormuz e lo stop ai migranti | il manifesto
Immigrazione (Politica) Per uno scherzo del destino ieri il governo italiano esultava per le sue politiche migratorie mentre chi le subiva piangeva un’altra morte. Giorgia Meloni, seguita dagli esponenti del resto della maggioranza, ha dichiarato a inizio mattinata la sua soddisfazione per la Dichiarazione di Chisinau (adottata dal Consiglio d’Europa) che avrebbe riconosciuto la legittimità «di soluzioni







