Memoria in movimento a Lodi, il 22 febbraio
E se ti dicessimo che sotto i nostri passi, tra targhe, vie e monumenti che attraversiamo ogni giorno – a Lodi come in quasi tutte le città italiane – si nasconde una storia con cui l’Italia non ha mai davvero fatto i conti? Chi legge questo blog e partecipa alle iniziative della Federazione delle Resistenze sa bene cosa significa parlare di trekking urbano decolonizzante: non una semplice passeggiata, ma un attraversamento critico dello spazio pubblico. Un esercizio collettivo di […]https://resistenzeincirenaica.com/2026/02/18/memoria-in-movimento-a-lodi-il-22-febbraio/
Una vittoria finta
🛑Ma la disfatta era vera
👇https://wp.me/pey833-6YW
#secondaguerramondiale #storia #mussolini #rodolfograziani #sidielbarrani
Tra il 20 e il 29 maggio 1937 le truppe italiane massacrarono più di duemila monaci e pellegrini al monastero etiope. Una strage che, come altri crimini di guerra commessi nelle colonie, trova spazio a fatica nel discorso pubblico, nonostante i passi fatti da storiografia e letteratura. Con quel passato il nostro Paese non ha mai fatto i conti, né sul piano giuridico né su quello materiale
La rete Yekatit 12-19 febbraio -composta da associazioni, comunità di afrodiscendenti, collettivi e istituzioni- organizza una serie di eventi in diverse città italiane per riaccendere l'attenzione collettiva sul rimosso passato coloniale dell'Italia, fatto di violenze e crimini. Per riflettere sul passato ma soprattutto sul presente
"Come per ogni testo, per comprendere quella frase bisogna conoscerne l’autore, e il contesto. Da assessore alla Regione Lazio, Francesco #Lollobrigida finanziò e inaugurò un mausoleo monumentale per #RodolfoGraziani, dichiarando che «per noi della Valle Aniene l’affetto per il generale Graziani è stato sempre un punto di riferimento»."
https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2023/05/16/razzismo-il-ministro-lollobrigida-ci-ricasca/
di Tomaso Montanari – Il ministro Lollobrigida ci ricasca anche se tenta, goffamente, di occultare la propria ideologia xenofoba sostituendo il termine “razza” con “etnia”. Quel che il ministro non coglie è che – come la storia insegna – si è italiani non per via di sangue, etnia, fede o lingua, ma solo per via di cultura, ricerca, patrimonio storico e artistico: cioè per via di inclusione, evoluzione continua, contraddizione, pluralità.