Il China-Pak economic corridor è uno dei progetti di punta in Asia della "Nuova Via della Seta": 62 miliardi di dollari di investimenti che dovrebbero risollevare le sorti della Repubblica islamica a un passo dal default. Il porto di Gwadar, nel Sud-Ovest del Paese, è lo snodo chiave. Ma gli effetti della militarizzazione della regione e della marginalizzazione della popolazione locale sono devastanti. Ecco perché
Tre anni fa l’Ue ha lanciato la sua alternativa alla “Nuova Via della seta” cinese. Avrebbe dovuto promuovere gli interessi dei Paesi a basso reddito, distinguendosi da Pechino e mobilitando fino a 300 miliardi di euro tra 2021 e 2027. Ma un rapporto indipendente di una rete di Ong ne traccia un bilancio amaro, smontando la retorica della Commissione von der Leyen. L'editoriale del direttore, Duccio Facchini
«La Nuova Via della Seta sta cambiando le città che ne sono attraversate, trasformandole in spazi dedicati all’accumulazione di nuova ricchezza, al libero scambio e al consumo di lusso».