Mercoledì 10 giugno "Esistenza zero" al Cineforum Bakunin

Gruppo Anarchico Bakunin, mercoledì 10 giugno alle ore 20:00 CEST

Mercoledì 10 giugno proietteremo "ESISTENZA ZERO" scritto e diretto da Matteo Scarfò (2025)

In un futuro prossimo, molto simile al nostro presente, in una società dominata dalla tecnologia e dal controllo delle grandi corporazioni, esistono persone che, grazie a un impianto cibernetico nel cervello, sono diventate veri e propri computer umani, legati a una potente multinazionale chiamata Spider. Chi acquista un servizio della Spider può creare un personaggio alternativo da vivere in un mondo digitale parallelo tramite una maschera neurale connessa a uno di questi cyborg umani. Tuttavia, i cyborg sono considerati reietti e schiavi tecnologici costretti a modificarsi per sopravvivere.
Maya, la protagonista del film, è una giovane donna che lavora come cyborg per garantire un futuro alla figlia. Tutto cambia quando scopre che la figlia non è reale, ma solo un bonus immaginario impiantato nel suo cervello. Maya viene braccata sia da clienti che manipolano il mondo digitale, sia da Maximilian Volkrof, fondatore della Spider, un tecno-utopista convinto che la sopravvivenza di Maya minacci l'equilibrio del suo progetto...
Maya nel suo viaggio alla ricerca della figlia, incontrerà una hacker anarchica, un sacerdote digitale e una comunità di ribelli...
Tema centrale del film è il rapporto tra tecnologia e umanità, interrogandosi sul conflitto tra progresso tecnologico e valori umani, dove il confine tra simulazione e vita autentica diviene sempre più labile. Il film è una metafora della società contemporanea, dove le aziende offrono "nuove libertà" per consolidare il controllo. È un invito a usare la tecnologia in modo consapevole, ricordando che la vera evoluzione è interiore. Lo stile è documentaristico e neorealista, con fotografia ispirata alle dark cities del cyberpunk.

Fotografia: Catia Demonte
Montaggio: Lucia Patrizi
Musiche: Lorenzo Sutton
Effetti speciali e Props FX: Giuseppe Cantafio
3D, Visual Effects, Compositing Artist: Roberto Stranges Rotoscope & A.I.
Animation Artist: Francesco Usai
Interpreti: Silvia Fasoli, Alessandra Piscopo, Andrea Lupia, Annalisa Eva Paolucci, Pierre Bresolin, Catia Demonte, Daniele Cavenaghi e altri.

"SARA' PRESENTE IL REGISTA" Matteo Scarfo'.
Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare, suonare...

Appuntamento mercoledì 10 giugno al tramonto (ora solare di Garbatella), in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).

Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.

[email protected]

https://roma.convoca.la/event/mercoledi-10-giugno-esistenza-zero-al-cineforum-bakunin

"[...] il prezzo del rifiuto come misura della libertà, il comando strutturale come diagnosi del potere illegittimo, il Non-Comando come orizzonte costruttivo"

Anarchismo del Limite. Libertà, potere e l'architettura del Non-Comando: https://tommasobiagi.org/enciclopedia/anarchismo-del-limite

#anarchismo #libertà #potere #anarchia #TommasoBiagi

Tommaso Biagi | Moral and political philosophy

Independent researcher in moral and political philosophy. Papers, book project, selected visual companions, CV and contact.

Neurodivergenza e dissenso: quando il problema non è il cervello ma il sistema

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Dal masking alla neuronormatività, fino al rapporto tra ADHD, autismo e critica delle gerarchie sociali: una riflessione sul legame tra neurodivergenza e dissenso politico.

L’idea che il cervello umano debba funzionare secondo un unico standard universale – prevedibile, lineare e sempre allineato alle aspettative sociali – è forse uno dei miti più resistenti della modernità.
Oggi, grazie al paradigma della neurodiversità, stiamo lentamente iniziando a decostruire questo mito. Iniziamo a comprendere che condizioni come l’Autismo o l’ADHD non sono necessariamente “errori di sistema” da correggere a ogni costo, ma varianti naturali del funzionamento cognitivo umano. Stiamo imparando (seppur a fatica) a parlare di inclusione, di spazi adeguati e di rispetto per le differenze invisibili soprattutto quando queste condizioni si presentano in modo complesso e sovrapposto nello stesso individuo.

Tuttavia, c’è un territorio in cui questa empatia si ferma bruscamente: la politica.
Cosa succede quando la fatica di adattarsi a un mondo standardizzato non si limita a generare disagio personale, ma si trasforma in una critica radicale al sistema stesso?
Comprendere il legame tra neurodivergenza e dissenso non significa cercare il “gene della ribellione”. Significa porsi una domanda molto più urgente: se la società contemporanea sta imparando a fare spazio a menti che funzionano diversamente, perché continua a patologizzare, isolare o delegittimare chi propone strutture sociali e politiche profondamente diverse?

La neuronormatività e l’attrito con il sistema

Per decenni, la psichiatria e la pedagogia hanno osservato il comportamento umano attraverso una lente molto stretta. Chi non riusciva a integrarsi nei ritmi della fabbrica, dell’ufficio o della scuola veniva spesso considerato difettoso.

L’attrito tra neurologia e società

Il problema di questo approccio è che non metteva mai in discussione l’ambiente. Questa è l’essenza della neuronormatività: l’idea che gli ambienti scolastici e lavorativi (con le loro otto ore filate, le luci al neon, le gerarchie implicite e le mansioni ripetitive) siano neutri e oggettivi, e che spetti al singolo individuo lo sforzo di conformarvisi. Questa spinta all’uniformazione, che spesso colpisce i bambini fin dall’età evolutiva nel contesto scolastico e sociale, ignora la ricchezza dei diversi stili di apprendimento.
Chi rientra in questa “media” statistica (il profilo neurotipico) riesce ad adattarsi a queste strutture con minore fatica. Chi ne esce, per forza di cose, sperimenta un attrito continuo e bruciante.

Il dissenso, in molti casi, nasce esattamente da questo attrito. Quando una mente atipica entra in collisione con un ambiente progettato per un funzionamento standard, si genera una frattura. In quel vuoto, tra la persona e le richieste della società, prende forma una critica involontaria e potente al modo in cui abbiamo organizzato il mondo.

Il mito della produttività come valore morale

Il cuore di questo attrito non è soltanto neurologico, ma profondamente politico ed economico.
La nostra società valuta il valore di un essere umano quasi esclusivamente in base alla sua capacità di essere produttivo secondo ritmi standardizzati. L’abilismo si intreccia così al capitalismo: se non riesci a essere efficiente, costante e obbediente agli orari imposti, sei considerato un peso.

ADHD, lavoro alienante e burnout

Per una mente con ADHD, ad esempio, le difficoltà nelle funzioni esecutive possono rendere una tortura lo svolgimento di compiti burocratici o ripetitivi. Etichettare queste fatiche come “pigrizia” o “inadeguatezza” significa scaricare la colpa sull’individuo, ignorando il fatto che l’idea stessa di dover impiegare la maggior parte della propria esistenza in attività alienanti e prive di stimoli è, di per sé, una forzatura innaturale.
Il problema, allora, non è (solo) il cervello che non si adatta; il problema è un sistema economico che non concepisce altri modi di esistere oltre alla performance misurabile.

Oltre il conformismo: il vissuto dell’autonomia e le regole arbitrarie

Dobbiamo però fare una distinzione fondamentale, per evitare di cadere in un facile determinismo: la neurodivergenza non produce automaticamente una coscienza politica libertaria o progressista. Nella realtà, esistono persone autistiche che trovano rifugio in rigide strutture di estrema destra proprio a causa del loro bisogno di ordine e prevedibilità, così come esistono persone con ADHD che si inseriscono perfettamente nei meccanismi iper-capitalistici della finanza, attratte dalla ricerca costante di stimoli e dopamina.

La tesi che stiamo esplorando è molto più sottile e complessa: una neurologia atipica non determina le tue idee politiche, ma rende immensamente più difficile l’adattamento passivo e silenzioso alle norme sociali predefinite. L’attrito con il sistema è il dato biologico di partenza; ma il significato politico, la direzione e la consapevolezza che diamo a quell’attrito dipendono interamente dalla nostra cultura, dalle nostre letture, dall’ambiente in cui viviamo e dalla nostra biografia personale.

Neurodivergenza e politica: evitare il determinismo biologico

Se così fosse, commetteremmo lo stesso errore speculare della psichiatria clinica, riducendo l’ideologia a una mera questione di cablaggio cerebrale.

Evitiamo l’errore del determinismo biologico. I neurodivergenti non sono “biologicamente anarchici”, così come i neurotipici non sono “automi del sistema”. Tuttavia, alcuni funzionamenti cognitivi rendono particolarmente difficile accettare e metabolizzare le regole non scritte della società.

Perché alcune menti tollerano meno le gerarchie implicite

Pensiamo ad alcune caratteristiche frequenti nello spettro autistico: un forte senso della logica e un’estrema difficoltà a gestire le ipocrisie o le cosiddette “bugie sociali”. Per molte persone neurodivergenti, una regola o una gerarchia ha senso solo se è basata su ragioni evidenti, giuste e condivisibili.
Quando ci si trova di fronte all’autorità basata sul semplice principio del “si fa così perché lo dico io” (o perché lo impone lo status quo), il cortocircuito è inevitabile.

Il profilo PDA: la sensibilità alle dinamiche di controllo

Questa dinamica diventa ancora più evidente in quello che clinicamente viene definito profilo PDA (Pathological Demand Avoidance, spesso riletto dalle comunità come Pervasive Drive for Autonomy).
Le persone con questo profilo sperimentano una forte difficoltà – a volte una vera e propria reazione del sistema nervoso – di fronte a richieste percepite come coercitive o limitanti la propria libertà personale.

PDA e sensibilità alle dinamiche di controllo

Più che una “intolleranza biologica all’autorità”, parliamo di una sensibilità elevatissima alle dinamiche di controllo. Quando un individuo con questa neurologia si scontra con le micro-violenze quotidiane del mondo del lavoro, della scuola o dello Stato, l’impossibilità di piegarsi al compromesso smaschera l’arbitrarietà di quelle regole. Non è una scelta ideologica a priori, ma un modo di funzionare che rivela quanto la nostra società sia costruita sulla coercizione implicita.

Ecologia mentale: masking, sofferenza e compatibilità ambientale

Attenzione, però, a non cadere nella romanticizzazione.
Affermare che la neurodivergenza generi dissenso non significa trasformare ogni fatica in un superpotere o in una “ribellione sana”. L’incompatibilità con il sistema genera sofferenze reali, isolamento e disabilità concrete, e molte persone hanno un profondo e legittimo bisogno di supporto clinico e psicologico.

La sofferenza, tuttavia, si moltiplica a dismisura a causa del masking. Il masking è lo sforzo estenuante di nascondere i propri tratti atipici per “passare per normali” e sopravvivere socialmente. È un’autocensura continua che porta spesso all’esaurimento (burnout). Per comprendere queste sfide oltre gli stereotipi clinici, è utile leggere guide, romanzi e saggi fondamentali dedicati a una comprensione profonda della neurodiversità.
La soluzione a questa sofferenza non può essere la medicalizzazione forzata del comportamento, ma un approccio basato sull’ecologia mentale.

Compatibilità ambientale invece di normalizzazione

L’ecologia mentale ci insegna che non esiste una mente sbagliata, ma esistono menti che non sono compatibili con determinati ambienti. Insegnare l’autoregolazione a una persona neurodivergente non deve servire a farla conformare meglio al sistema, ma a fornirle gli strumenti per gestire il proprio sovraccarico, per non farsi distruggere dal rumore del mondo e per trovare ambienti (o crearli) in cui il suo funzionamento sia sostenibile e valorizzato.

La provocazione del Neuro-Anarchismo: accettare il dissenso politico

Più che una teoria scientifica consolidata, il concetto emergente di “neuro-anarchismo” deve essere letto come una potente provocazione culturale.

Negli ultimi anni abbiamo fatto passi da gigante. Abbiamo capito che non possiamo costringere un bambino autistico a guardare negli occhi se questo gli causa dolore. Abbiamo capito che dobbiamo offrire orari flessibili a chi ha ritmi di attenzione diversi. Stiamo portando apertura e rispetto verso la divergenza neurologica.

Ma è qui che la società si scontra con le proprie contraddizioni. Se siamo finalmente disposti a modificare l’ambiente per accogliere cervelli che funzionano in modo diverso, perché continuiamo a patologizzare chi propone una società che funzioni in modo diverso?

Il dissenso come forma di biodiversità sociale

Le persone che rifiutano il capitalismo, che scelgono di praticare l’anarchismo e l’autogestione, che sperimentano il mutualismo o che scelgono stili di vita non basati sull’accumulo di capitale, vengono spesso trattate dalla narrazione pubblica come utopisti ingenui, devianti o elementi pericolosi per l’ordine sociale.
Eppure, se la diversità biologica e cognitiva è la più grande ricchezza della nostra specie, la diversità politica radicale dovrebbe godere dello stesso rispetto.

Chi fatica ad adattarsi alle gerarchie o chi denuncia l’insensatezza del lavoro alienante non è un errore del sistema: è la prova che il sistema stesso può e deve essere cambiato.
Imparare a rispettare la neurodivergenza significa, in ultima analisi, imparare ad accogliere l’idea che la società in cui viviamo non è l’unica possibile.

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VIVERE LIBERI, VIVERE A LUNGO: PERCHÉ L’ANARCHIA È IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ – Libro ti LOVVO
https://librotilovvo.com/2026/05/26/vivere-liberi-vivere-a-lungo-perche-lanarchia-e-il-segreto-della-longevita/

https://liberliber.it/autori/autori-k/petr-alekseevic-kropotkin/

2 link importanti per imparare a vivere e invecchiare bene
(che peccato non aver capito questi argomenti quando ero ragazzo..)

Edit: ringrazio anche chi mi ha suggerito il blog del primo link, è qui in Mastodon ma non trovo più il messaggio 🙏

#kropotkin #anarchia #anarchism #anarchy #anarchismo

VIVERE LIBERI, VIVERE A LUNGO: PERCHÉ L’ANARCHIA È IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ

Esiste un filo invisibile che lega l’autogestione, la solidarietà spontanea e una vita eccezionalmente lunga. Spesso siamo portati a pensare che il benessere dipenda da rigide strutture stata…

Libro ti LOVVO

Mercoledì 27 maggio "Il sospetto" di Citto Maselli al Cineforum Bakunin

Gruppo Anarchico Bakunin, mercoledì 27 maggio alle ore 19:30 CEST

Il sospetto di Francesco Maselli (il titolo dovrebbe semplicemente Il sospetto, ma gli americani della RKO non gradivano che si confondesse con l'omonimo film di Hitchcock...) è considerato il capolavoro di Francesco Maselli. Il merito oltre alla sceneggiatura di Franco Solinas e del regista, va anche all'interpretazione superlativa di un Gian Maria Volonté tutta giocata in sottrazione, e alla colonna sonora militante di Giovanna Marini. Volonté interpreta un operaio comunista rifugiato in Francia, in rotta col suo stesso partito in quanto trotzkista (siamo nel 1934 e il PC è ormai allineato completamente alle direttive Staliniste). Il partito gli offre l'occasione di tornare in Italia, per prendere contatto con i compagni in clandestinità e cercare di scoprire chi fa la spia. Ma la polizia segreta fascista manovra nell'ombra... Nel film è evidente il parallelismo tra la situazione della sinistra in Italia negli anni settanta e quella del fascismo: ambiguità, complottismi, inconfessabili collusioni e veri e propri tradimenti sono resi con una narrazione incalzante e un ritmo implacabile. Nel cast ritroviamo Annie Girardot, che in quel periodo lavorava spesso in produzioni italiane "impegnate", e altri grandi come Renato Salvatori e un giovane Gabriele Lavia già attore di prim'ordine.

 

Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare, suonare...

 

Appuntamento mercoledì 27 Maggio al tramonto(ora solare di Garbatella) in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).

 

Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.

 

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https://roma.convoca.la/event/mercoledi-27-maggio-il-sospetto-di-citto-maselli-al-cineforum-bakunin

[2026-05-23] Laboratorio di Storiografia Popolare - Spagna '36 Utopia Storia Rivoluzione @ Circolo Anarchico Berneri https://balotta.org/event/laboratorio-di-storiografia-popolare-spagna-36-utopia-storia-rivoluzione #editoriaanarchicaelibertaria #CircoloanarchicoBerneri #laboratorio #anarchismo #rassegna
Laboratorio di Storiografia Popolare - Spagna '36 Utopia Storia Rivoluzione

Nella quarta giornata della rassegna "Spagna '36 - Utopia Storia Rivoluzione" andiamo alla scoperta di materiali d'archivio sulla storia della rivoluzione e guerra civile spagnola. Vi proponiamo due attività laboratoriali (14:30-18:30): 1) Costruzione di una mappa digitale sull* volontari* anarchich* internazionali durante la guerra di Spagna 2) Analisi visuale di manifesti della CNT A seguire, un intervento sulla presenza bolognese durante la guerra di Spagna a cura della biblioteca Xerri, presentazione dei progetti, cena e convivialità. Se hai un computer portatile, portalo con te (ma vieni anche senza!) --------------------------------------------------------------------------------------------------------- Spagna 1936: il popolo in armi scende in strada contro il tentativo di golpe dei generali e dà vita alla rivoluzione libertaria, agendo in prima persona. La Catalogna è rossa e nera, così come altre regioni del paese. Nelle zone che rimangono in mano antifascista la rivoluzione sociale è realtà: autogestione dei servizi e delle industrie, collettivizzazione delle terre. L’utopia si fa realtà, ma ha contro molti nemici: le potenze occidentali cosiddette democratiche, l’intervento militare nazifascista, il ruolo in apparenza ambiguo ma di fatto controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. La breve estate dell’anarchia si spegne nel 1937, stretta nella morsa infernale delle potenze europee, assediata dal nazifascismo e pugnalata alle spalle dallo stalinismo che ordisce nel maggio 1937 a Barcellona l’assassinio di Camillo Berneri, militante di riferimento per il movimento anarchico internazionale. Con questa rassegna vogliamo esplorare le forme in cui la storia e memoria della rivoluzione sociale e guerra civile di Spagna vengono tramandate (archivi, ricerche, giochi, film etc.), e confrontarci sul significato che queste esperienze hanno per i movimenti libertari contemporanei. Questa storia parla all’oggi: indica la nostra volontà di rivolta contro un ordine ingiusto, e la necessità che movimenti popolari si oppongano con l’azione diretta al panorama attuale di fascismi, guerra, sfruttamento e devastazione ambientale. Spagna 1936-2026: Utopia, Storia, Rivoluzione.

Balotta

Mercoledì 20 maggio "Allegro ma non troppo" al Cineforum Bakunin

Gruppo Anarchico Bakunin, mercoledì 20 maggio alle ore 20:00 CEST

Mercoledì 20 maggio proietteremo "Allegro ma non troppo" (Bozzetto, 1976)

Allegro non troppo è non solo il film più significativo di Bruno Bozzetto, ma rappresenta uno dei massimi vertici del cinema di animazione in Italia. Uscito nel 1976, in un clima di effervescenza della controcultura e degli sperimentalismi più dirompenti in teatro, nella musica, nel fumetto, ha ancora oggi una freschezza di libertà creativa e di inventiva irriverente che fa apparire misere bambocciate le attuali produzioni miliardarie Pixar o Disney. L'ispirazione, per altro, viene proprio da quel Fantasia disneyano che abbinava musica classica e disegni animati. Ma il paragone finisce qui: nel film di Bozzetto i celebri brani (da Debussy, Dvorak, Ravel, Sibelius, Vivaldi, Stravinsky) sono da spunto per narrare storie, ora divertenti, ora maliziose, ironiche, poetiche, dissacranti nei confronti del potere e della natura "bestiale" dell'essere umano. Celebre è l'episodio, con la musica del Bolero di Ravel, che mostra l'evoluzione dalla prima cellula all'uomo; ma la prima cellula fuoriesce da una bottiglietta di Coca Cola buttata su un pianeta incontaminato da astronauti incivili, e questo germe maligno trova il suo vertice nella scala evolutiva in una scimmia molto antropomorfa ma ben poco rassicurante. Ma l'invenzione forse più geniale del film è averlo inserito in una cornice narrativa girata con attori veri: l'orchestra che dovrebbe eseguire i pezzi è formata da vecchiette di un ospizio, il presentatore è un guitto da avanspettacolo (un grande Maurizio Micheli) il direttore d'orchestra è una vera carogna e il disegnatore dei cartoni animati è un buffo ometto che cerca di sabotare con la fantasia le pretese del direttore (il disegnatore è interpretato da Maurizio Nichetti, che qui anticipa il personaggio che porterà sullo schermo con Ratataplan). Nichetti è anche sceneggiatore, con Guido Manuli (altro geniale cartoonist che lavorerà spesso con Nichetti) e lo stesso Bozzetto.

Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangiare, cantare, suonare...

Appuntamento mercoledì 20 Maggio al tramonto(ora solare di Garbatella) in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal portone e scendere le scale).

Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Roma e Lazio.

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https://roma.convoca.la/event/mercoledi-20-maggio-allegro-ma-non-troppo-al-cineforum-bakunin

L’Anarchia non uccide: ventenni contro Franco

di Walter Catalano Leopoldo Santovincenzo, Invito a pranzo con pistola. Storia dimenticata del primo sequestro politico [...]

Carmilla on line
[1/2] Cos'è dunque #SubTerraLabel? Non è semplicemente un'etichetta italiana di #musica rock indipendente in senso molto ampio, ma è un progetto di resistenza culturale che dai tempi delle prime netlabel #copyleft approda ora nel #fediverso, in continuità con l'utopia di un mondo diverso in cui #decentralizzazione, possesso diffuso e orizzontale dei mezzi di produzione, #condivisione, #solidarietà, #anarchismo comunitario e #libertarismo possano essere il fulcro di un mondo più giusto.