La riforma fiscale promessa dal governo punta su un'aliquota unica per l'imposta sui redditi, una forte riduzione delle entrate correnti e un ritorno al concordato biennale per sanare i contenziosi. Interventi che peggiorerebbero una situazione che già oggi vede favoriti i ceti più abbienti a scapito di chi ha di meno. L'analisi di Remo Valsecchi
Il provvedimento votato dalla Camera a inizio agosto comporterà una netta riduzione del gettito -con tagli alla spesa pubblica e conseguente spinta tra le braccia del privato-, meno tasse per i ricchi e un mondo nuovo in tema di prelievo "concordato" tra Stato, autonomi e imprese. Addio progressività, osserva Alessandro Volpi
Cosa prevede il documento della #delegafiscale preparata dal #governo #Meloni per il #fisco ed il rapporto con in #contribuenti.
Dalla #riforma delle #aliquote #irpef, al quoziente familiare, all'abolizione dell'#irap e lotta all'#evasione fiscale.
La #DelegaFiscale in discussione al governo è l'ultimo atto della distruzione della tassazione progressiva.
Di @g_laurenzano (Coordinamento nazionale di Potere al Popolo) https://poterealpopolo.org/delega-fiscale-distruzione-tassazione-progressiva/
A breve approderà in Consiglio dei Ministri il disegno di legge delega per la riforma fiscale.Una volta approvata la delega il governo avrà 24 mesi di tempo per emanare i decreti.L'idea è di arrivare entro la fine della legislatura alla flat tax passando preliminarmente per la riduzione degli scaglioni che dovrebbero passare da 4 a 3.