Coca-Cola e quella sanzione fiscale da 18 miliardi di dollari che non vuole pagare

Nel 2020 la Corte tributaria degli Stati Uniti ha condannato la multinazionale al pagamento di una multa miliardaria per aver trasferito strumentalmente parte dei profitti della casa madre nelle filiali domiciliate in paradisi fiscali esteri. Cinque anni dopo i suoi dirigenti sono così sicuri dell'appoggio dell'amministrazione Trump da non citare l'eventuale versamento nella reportistica rivolta agli investitori. Matthew Gardner dell’Institute on taxation and economic policy spiega bene perché è uno scandalo

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Una mini biografia finanziaria di Andrea Pignataro, il secondo uomo più ricco d’Italia

Passaporto britannico e residenza a Sankt Moritz, il creatore di Ion e proprietario di Prelios, con un patrimonio personale stimato in oltre 30 miliardi di dollari, ha da poco chiuso un contenzioso con il fisco tramite un accordo pari a 280 milioni di euro. I giornali lo seguono poco eppure il finanziere, con le casseforti domiciliate in Lussemburgo e in Irlanda, ha partecipazioni chiave in diverse società di rilievo. L'analisi di Alessandro Volpi

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Chi ha in mano il mercato finanziarizzato della salute degli Stati Uniti

Le principali assicurazioni sanitarie negli Usa -da UnitedHealthcare a Elevance health- hanno tutte come principali azionisti Vanguard, BlackRock, State Street. I tre grandi fondi hanno quote rilevanti anche negli istituti di credito e nelle compagnie legali che dovrebbero tutelare i pazienti. E nella transizione tra Biden e Trump c'è stata un'altra acquisizione importante. L'analisi di Alessandro Volpi

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Patrimoniale, una via impervia se non si interviene sulle scappatoie fiscali dei ricchi

La concentrazione diseguale della ricchezza in Italia rende auspicabile un’imposta patrimoniale che renda il nostro sistema fiscale più equo e progressivo. Tuttavia si tratta di un'operazione complessa perché numerosi miliardari pagano gran parte delle imposte -molto poche, in verità- fuori dal nostro Paese. L'analisi di Alessandro Volpi

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Maxisconto agli autonomi... A me, quando l'azienda mi dà un premio, questo viene tassato quasi al 50 #elusionefiscale #videvonomangiareicani
Perché il 2024 fa paura al "club" dei Paesi ricchi, i veri paradisi fiscali

Quest’anno si potrebbero trasformare radicalmente le regole fiscali a livello di Nazioni Unite, contrastando l’evasione dei Paesi più ricchi responsabili del 75% della perdita di risorse. Nel momento chiave il governo italiano si è schierato con chi difende lo status quo. Altro che "Piano Mattei". L'editoriale del direttore, Duccio Facchini

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Come contrastare l’evasione fiscale: un convegno a Roma - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Il prossimo 13 novembre, a Roma, un convegno organizzato da Osservatorio Fiscale Europeo, Oxfam Italia e Dipartimento di Economia dell’Università di Milano-Bicocca per analizzare dimensioni, ricadute e misure di contrasto a un fenomeno tremendamente impattante per la nostra economia: l’evasione fiscale.

Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro
Come contrastare l’evasione fiscale: un convegno a Roma - Sbilanciamoci - L’economia com’è e come può essere. Per un’Italia capace di futuro

Il prossimo 13 novembre, a Roma, un convegno organizzato da Osservatorio Fiscale Europeo, Oxfam Italia e Dipartimento di Economia dell’Università di Milano-Bicocca per analizzare dimensioni, ricadute e misure di contrasto a un fenomeno tremendamente impattante per la nostra economia: l’evasione fiscale.

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Un fisco a misura di ricchi che concentra la povertà nella maggioranza

La riforma fiscale promessa dal governo punta su un'aliquota unica per l'imposta sui redditi, una forte riduzione delle entrate correnti e un ritorno al concordato biennale per sanare i contenziosi. Interventi che peggiorerebbero una situazione che già oggi vede favoriti i ceti più abbienti a scapito di chi ha di meno. L'analisi di Remo Valsecchi

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"Così le multinazionali occidentali non pagano le tasse in Mozambico"

Le grandi società estrattive approfitterebbero dei trattati firmati da Maputo con paradisi fiscali come Mauritius o Emirati Arabi Uniti. Il centro di ricerca indipendente SOMO stima che cinque compagnie -inclusa Eni- eviteranno di pagare imposte per un valore compreso tra 1,4 e due miliardi di dollari. A proposito di "Piano Mattei"

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