diretta video della presentazione di “filosofia e memoria. la vita come scrittura”, di carlo sini

https://www.youtube.com/live/MefqHEg8pLI

Carlo Sini, Filosofia e memoria. La vita come scrittura (il Saggiatore, 2025): https://www.ilsaggiatore.com/libro/filosofia-e-memoria

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Carlo Sini - Filosofia e memoria. La vita come scrittura | CentroScritture

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bologna, 4 dicembre e roma, 6 dicembre: “una ragione di più per andare all’inferno. vedere, pasolini”, di andrea cortellessa

UNA RAGIONE DI PIU’ PER ANDARE ALL’INFERNO. VEDERE, PASOLINI
di Andrea Cortellessa (Treccani libri 2025)

Bologna, Sala conferenze del MAMbo, giovedì 4 dicembre – h 18:00
MARCO A. BAZZOCCHI e BEATRICE SELIGARDI ne parlano con l’autore

Roma, Sala Elettra della Nuvola all’EUR, sabato 6 dicembre – h 13:00
(nell’ambito di PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI)
ELISABETTA BENASSI e STEFANO CHIODI ne parlano con l’autore, insieme a
SILVIA DE LAUDE autrice di L’invenzione del diverso. Pier Paolo
Pasolini e Mario Mieli (il Saggiatore 2025)

locandine:

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bell hooks: La volontà di cambiare. Uomini, amore e la via d’uscita dal patriarcato.

La volontà di cambiare. Mascolinità e amore bell hooks saggio Il Saggiatore 2022 200 https://www.ilsaggiatore.com/libro/la-volonta-di-cambiare

Un testo cruciale che affronta il paradosso della lotta femminista: come coinvolgere gli uomini nel loro processo di liberazione emotiva dal patriarcato. bell hooks svela il prezzo del potere maschile – la disconnessione dall’amore e da sé – e offre un potente antidoto basato sull’autostima sana e sulla vulnerabilità come vera forza.

bell hooks non si smentisce mai. La caratteristica di bell hooks è la capacità di integrare l’indignazione, la rabbia, gli stati di ingustizia, alchemizzarli, e sintetizzarli in una pratica di liberazione fondata sull’amore nel senso più concreto del termine.

La volontà di cambiare affronta uno dei punti ciechi di gran parte del pensiero e della letteratura femminista, ossia: la realtà del cambiamento emotivo maschile nel superamento di un sistema di relazioni patriarcale. Il femminismo, bell hooks ci dice, ha creato forze essenziali di denuncia, rivendicazione e cambiamento, e spazi di supporto per la liberazione femminile. Quello che ha faticato, e fatica tuttora a creare, è lo spazio per il processo di cambiamento dell’identità maschile, che paradossalmente è il suo obiettivo principale. Trovo che 20 anni dopo, pur con cambiamenti, questo paradosso resti ancora attuale.

La liberazione dal patriarcato, bell hooks ci dice, deve necessariamente essere un processo di liberazione anche per gli uomini. Il prezzo di appartenenza al patriarcato, il prezzo dei suoi (molto reali) vantaggi di potere, è per gli uomini una rottura nel rapporto con se stessi, la possibilità di amare e ricevere amore, e di vivere in relazione. È questa negazione, bell hooks ci dice, che sta alla radice di gran parte della rabbia e violenza maschile che è così endemica nella nostra società. Il patriarcato grantisce immunità in questa espressione perversa del bisogno di connessione e autostima, mentre con l’altra mano punisce le sue espressioni più autentiche.

L’antidoto alla logica della dominazione, bell hooks ci dice, oltre e al di là della lotta rivendicativa, è quindi che ci sia la possibilità culturale e relazionale di sviluppare un’autostima sana, per gli uomini che cercano, più o meno consciamente, di liberarsi dal terrore patriarcale della vulnerabilità (e dalla conseguente falsa equazione di forza con invulnerabilità). Questa liberazione a sua volta diventa una liberazione dai meccanismi comportamentali patriarcali di soddisfazione surrogata del bisogno umano di connessione, come il sesso oggettificato, il lavoro come unica fonte di autostima, la disconnessione relazionale attraverso la divisione del lavoro domestico, la prevaricazione, l’uso del femminile per la propria sublimazione emotiva, le dipendenze, la disconnessione dalla propria capacità di creare, sentire, curarsi di se stessi. Bell hooks non lo menziona, ma generalmente parlando, tra le persone cisgenere neurotipiche si stima che a livello globale gli uomini si tolgano la vita circa 1.8 volte più spesso delle donne. Questo fatto, di suo, è un sintomo del patriarcato, ma anche del vuoto di supporto per gli uomini che ne hanno bisogno.

Parte di questo processo, per il lato femminile, è a sua volta liberarsi dal dogma patriarcale dell’invulnerabilità maschile, e sviluppare la capacità di accogliere l’espressione emotiva maschile, pur senza ricadere in asimmetrie relazionali patriarcali. Ancora una volta, bell hooks fa luce sulle contraddizioni tra il livello politico e il livello emotivo che ancora spesso persistono nel femminismo: spesso il messaggio per gli uomini diventa, “cambia, ma arrangiati”, o “cambia, ma resta l’uomo forte, invulnerabile e indipendente”, o “cambia, ma senza spazi di supporto collettivo”. Per le donne, accettare la possibilità questo cambiamento, ci dice bell hooks, è anche potenzialmente dover ammettere la ferita lasciata da un bisogno di amare ed essere amate dagli uomini, che il patriarcato ha deluso.

Questo libro apre molte possibilità di riflessione, tra cui, per esempio, come coniugare la necessità di supporto emotivo maschile con la necessità di parità emotiva nelle relazioni, l’esplorazione del ruolo dell’omofobia nel mantenimento dell’identità maschile patriarcale, ed esempi attuali di mascolinità non patriarcali, ad esempio nella comunità transgenere, o in altri contesti. Resta un libro eccellente che articola realtà e possibilità emotive che permettono di vedere oltre la critica politica per sviluppare una visione concreta di un mondo alternativo.

bell hooks

bell hooks (Gloria Jean Watkins, 1952-2021) è stata una delle voci più influenti della critica culturale e del femminismo radicale. Scrittrice prolifica, attivista e accademica, il suo lavoro ha analizzato in profondità le intersezioni tra razza, classe e genere. La sua teoria si fonda sull’etica dell’amore e della comunità come pratica di liberazione e resistenza al sistema di dominazione, rendendola una figura fondamentale non solo per il pensiero femminista, ma per l’attivismo sociale globale.

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pod al popolo, #073: audio completo della presentazione del “faldone”, di vincenzo ostuni @ associazione calpurnia, 5 lug. 2025 (festival ‘inverso’)

Chiara Portesine e Luigi Severi introducono, presente e leggente l’autore, il Faldone, di Vincenzo Ostuni (il Saggiatore, 2025), in occasione del festival InVerso, 5 luglio 2025, Roma, Ex mercato di Torre Spaccata, Associazione Calpurnia. L’audio, non editato ma completo, è ora su Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. 

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pod al popolo, # 067: vincenzo ostuni, “faldone” (il saggiatore), presentazione a milano, 11 giu. 2025

Audio completo della presentazione del Faldone, di Vincenzo Ostuni (il Saggiatore, 2025), al ferrobedó, Milano, 11 giugno 2025, con interventi critici di Tommaso Di Dio, Daniele Giglioli e Arturo Mazzarella. Ora su Pod al popolo. Podcast irregolare ed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto. 

pagina del libro: https://www.ilsaggiatore.com/libro/faldone

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il “faldone” di vincenzo ostuni oggi a napoli

Oggi alle 18, a Downstream, presso la Libreria Ubik Napoli con Fabrizio Bondi, Gabriele Frasca e Vincenzo Ostuni.

Con Valeria Rocco e Giorgia Esposito.

Vincenzo Ostuni, Faldone, il Saggiatore, 2025

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oggi, 11 giugno, a milano: il “faldone” di vincenzo ostuni al ferrobedò

cliccare per ingrandire

interventi critici di Tommaso Di Dio, Daniele Giglioli, Arturo Mazzarella

sarà presente l’autore

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milano, 11 giugno: il “faldone” di vincenzo ostuni al ferrobedò

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interventi critici di Tommaso Di Dio, Daniele Giglioli, Arturo Mazzarella

sarà presente l’autore

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Roberto Longhi creatore del proprio mito | Simonetta Nicolini

Roberto Longhi era nato nel 1890 ad Alba da una famiglia della borghesia; cinque anni dopo i Lumière brevettarono il cinematografo. La sua prima patria di adozione culturale fu Torino, dove, nei primi decenni del Novecento, l’industria cinematografica ebbe una ricca e disordinata fioritura. All’università di Torino, nel dicembre del 1911, Longhi discusse con Pietro Toesca la tesi su Michelangelo Merisi da Caravaggio.