[...] LEUCOTEA: Troppe cose ricordi di lui. Non l'hai fatto maiale né lupo, e l'hai fatto ricordo.
CIRCE: L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnati.
LEUCOTEA: Circe, anche tu dici parole.
CIRCE: So il mio destino, Leucò. Non temere.








