Agi: Cosa sta succedendo con il blocco dello Stretto di Hormuz
AGI - A partire dai primi giorni del nuovo conflitto in Medio Oriente lo Stretto di Hormuz è stato dichiarato ufficialmente "zona di operazioni belliche". Questa situazione ha causato un blocco pressoché totale del traffico marittimo in uno dei passaggi più strategici al mondo, che in tempi di pace è attraversato da oltre 130 navi al giorno.
L'effetto guerra ha fatto crollare il volume di traffico del 90-94%, con transiti giornalieri tra 0 e 5 negli ultimi giorni. L'International Maritime Organizzativo parla di oltre mille imbarcazioni ferme al 10 marzo e di almeno 3.000 navi commerciali bloccate nel Golfo Persico. Il valore complessivo delle navi e delle merci bloccate supera i 25 miliardi di dollari, considerando che circa la metà di queste imbarcazioni trasporta petrolio o gas.
Costi di trasporto marittimo alle stelle
La crisi ha portato alle stelle i costi per il trasporto marittimo di energia nel Medio Oriente. L'intensificarsi del conflitto, con Teheran che ha iniziato a colpire le navi in transito nel canale, ha spinto i noli delle superpetroliere verso massimi mai registrati prima. Il tasso di nolo di riferimento per il mercato delle superpetroliere VLCC (Very Large Crude Carriers) è balzato lunedì al valore record di W419, traducendosi in un costo giornaliero superiore ai 423.000 dollari, una cifra quasi dieci volte superiore alla media operativa di una superpetroliera in condizioni di mercato stabili. Il sistema Worldscale (W) definisce una tariffa base; un valore di 419 indica che il nolo attuale è il 419% della tariffa standard stabilita per quella rotta.
Impatto sui prezzi energetici globali
Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio mondiale e un quinto del GNL. Il blocco mette a rischio la stabilità dei prezzi energetici globali e le forniture verso l'Asia e l'Europa.
Marinai bloccati e rotte alternative
La crisi interessa direttamente circa 20.000 marinai rimasti bloccati a bordo delle imbarcazioni in una zona ad alto rischio di attacchi. Molte compagnie di navigazione, tra cui la MSC, hanno sospeso le prenotazioni o ordinato alle navi di dirigersi verso porti sicuri in attesa di scorte militari o corridoi protetti.
What’s happening with the Hormuz Strait blockage?
From the first days of the new conflict in the Middle East, the Strait of Hormuz has been officially designated a “zone of military operations.” This situation has caused a near-total blockage of maritime traffic in one of the world’s most strategic passages, which in peacetime is traversed by over 130 ships per day.
The war effect has caused traffic volumes to collapse by 90-94%, with daily transits ranging from 0 to 5 in the last few days. The International Maritime Organization reports that over 1,000 vessels were stranded as of March 10th, and at least 3,000 commercial ships are blocked in the Persian Gulf. The total value of the ships and goods blocked exceeds $25 billion, considering that approximately half of these vessels transport oil or gas.
Shipping costs have soared to the stars.
The crisis has driven shipping costs for energy in the Middle East to record levels. The escalation of the conflict, with Tehran beginning to attack ships transiting the canal, has pushed VLCC (Very Large Crude Carriers) charter rates to unprecedented levels. The benchmark charter rate for VLCCs jumped to a record W419 on Monday, translating to a daily cost of over $423,000, almost ten times the operating average of a supertanker in stable market conditions. The Worldscale (W) system defines a base rate; a value of 419 indicates that the current charter rate is 419% of the standard rate established for that route.
Impact on Global Energy Prices
Approximately 20% of global oil and a fifth of LNG pass through the Strait of Hormuz. The blockage puts at risk the stability of global energy prices and supplies to Asia and Europe.
Sailors stranded and alternative routes
The crisis directly concerns approximately 20,000 sailors stranded on board vessels in a high-risk area for attacks. Many shipping companies, including MSC, have suspended bookings or ordered ships to steer towards safe ports awaiting military stockpiles or protected corridors.
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https://www.agi.it/economia/news/2026-03-21/blocco-hormuz-costi-record-36061311/





