Riteniamo l’esclusione di RECA dall'aggiornamento del Patto per il lavoro e il clima un vero e proprio “vulnus” democratico, indice di una chiusura e di un atteggiamento sprezzante nei confronti di chi non condivide le scelte prodotte dalla Regione sulle politiche ambientali.
Nella fase iniziale della nuova legislatura, il Presidente De Pascale ci rassicurò sul fatto che RECA sarebbe stata coinvolta in tutti i passaggi significativi di confronto sui temi ambientali, arrivando a criticare il suo predecessore per non averlo fatto. Questa palese dimostrazione di incoerenza e di discrepanza tra gli impegni presi e la pratica messa in atto rischia di essere proprio la cifra del modo di essere del governo regionale in carica.
Ci troviamo di fronte ad un solco profondo tra gli intenti proclamati e le politiche concrete attuate. Le politiche concrete vanno nella direzione della privatizzazione dell’acqua, ad incrementare la produzione dei rifiuti, ad andare avanti con le grandi opere, che comportano forte consumo di suolo e incentivano il traffico veicolare privato su strada.
Si fa poi un’esaltazione del ruolo fondamentale della partecipazione da parte dei cittadini, senza riuscire a citare lo strumento delle leggi di iniziativa popolare, e in specifico delle quattro proposte di legge sui temi ambientali promosse ancora dal 2022 da RECA e Legambiente regionale, che giacciono nei cassetti della Regione senza che ci siano segni che esse vengano realmente discusse! Siamo di fronte ad un’operazione di pura propaganda, che contraddice platealmente la realtà che viviamo tutti i giorni e che, invece, reclama una svolta profonda nelle politiche ambientali e sociali della Regione.
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