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#LaZonadInteresse
#TheZoneOfInterest

Dico subito che è un ottimo film.
Però, se l'avessi visto anche solo 3 anni fa, credo che mi avrebbe colpito ancora di più.
Purtroppo la "banalità del male" l'abbiamo conosciuta fin troppo bene.

📝Voto: 7+ /¹⁰
"The zone of interest" di Jonathan Glazer, 105 minuti, 2023.
-Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Martin Amis, "La Zona d’interesse" è la storia di una famiglia tedesca apparentemente normale che vive - in una bucolica casetta con piscina - una quotidianità fatta di gite in barca, il lavoro d’ufficio del padre, i tè della moglie con le amiche, le domeniche passate a pescare al fiume. Peccato che l’uomo in questione sia Rudolf Höss, comandante di Auschwitz…- da themoviedb.org

#cinema #film #movies #30gennaio #cineMastodon #cineItalia

Memoria: l’Europa, gli Stati Uniti e la “zona d’interesse”

Il film "La zona d'interesse" può far scaturire alcune riflessioni sulla contemporaneità.

https://codice-rosso.net/memoria-leuropa-gli-stati-uniti-e-la-zona-dinteresse/

🇮🇹 Wikipédia italien:
1. Ferruccio Lamborghini #FerruccioLamborghini
2. Valentino (stilista) #Valentino(Stilista)
3. La zona d'interesse #LaZonaDInteresse
Il film racconta la storia di una famiglia che vive in prossimità del campo di concentramento di Auschwitz, immersi in una quotidianità che nega consapevolmente l’orrore a pochi passi da loro. #lazonadinteresse #skycinema #giornatadellamemoria #jonathanglazer
https://www.teleblog.it/434872/sky-canali-tv-2/la-zona-dinteresse-su-sky-cinema-il-film-premiato-agli-oscar-2024-si-jonathan-glazer-per-la-giornata-della-memoria.html
"La zona d'interesse", su Sky Cinema il film premiato agli Oscar 2024 si Jonathan Glazer per la Giornata della Memoria | Teleblog

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“La zona d’interesse” e l’orrore quotidiano
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Recensione del film “La zona d’interesse” (2023) di Jonathan Glazer

https://codice-rosso.net/la-zona-dinteresse-e-lorrore-quotidiano/

"La zona d'interesse" e l'orrore quotidiano - Codice Rosso

Recensione del film "La zona d'interesse" (2023) di Jonathan Glazer

Codice Rosso

Successo per #Oppenheimer agli #Oscar con 7 statuette vinte su 13 candidature e premi al miglior film e alla miglior regia per #ChristopherNolan.
Quattro statuette per #Poverecreature con #EmmaStone che vince il secondo oscar come miglior attrice. Premio come miglior film straniero a #laZonaDInteresse che ha avuto la meglio anche su #IoCapitano di Garrone.
Solo una statuetta per #Barbie nella categoria miglior canzone per #BillieEilish. Primo Oscar per #WesAnderson

#ilbortoneficio
#11marzo

LA ZONA D'INTERESSE (2023)
«Il motivo per cui ho realizzato questo film è cercare di riaffermare la nostra vicinanza a questo terribile evento che consideriamo passato. Per me, non è mai successo nel passato, e in questo momento penso che qualcosa in me sia consapevole – e timoroso – che queste cose siano di nuovo in aumento con la crescita del populismo di destra ovunque.»
https://www.vaevedi.it/2024/03/la-zona-dinteresse-2023.html

#JonathanGlazer #UnoCinema #Lazonadinteresse

La zona d'interesse (2023)

Pensieri, tracce e visioni sul cinema d'autore contemporaneo e passato.

🇮🇹 Wikipédia italien:
1. Jasmine Paolini #JasminePaolini
2. La zona d'interesse #LaZonaDInteresse
3. Hammamet (film) #Hammamet(Film)

Recensione “La Zona d’Interesse”: Il Male Quotidiano

Anche il male ha una sua quotidianità, una sua routine, una vita apparentemente normale. Jonathan Glazer ci dimostra che un’atrocità può avere molte forme e può essere perfettamente mostrata pur trasferendo tutta la sua agghiacciante potenza dall’occhio alle orecchie dello spettatore. Spesso, se non sempre, il cinema ha raccontato la Shoah sottolineando la violenza, la brutalità, la sofferenza. Un orrore che il cinema non poteva e non doveva ignorare. La Zona d’Interesse parte dal presupposto contrario: ignorare visivamente l’atrocità per rendere ancor più dirompente il suo messaggio. Glazer infatti non ha alcun bisogno di portare la macchina da presa al di là di quell’enorme muro di cemento, ci bastano i suoni: grida, cani che abbaiano, spari, mentre sullo schermo intanto vediamo annaffiare i fiori o bambini che giocano.

La Zona d’Interesse non fa altro che raccontare la quotidianità della famiglia di Rudolf Hoess e la routine, apparentemente tranquilla, in un ridente villino attiguo al campo di concentramento di cui lo stesso Hoess è il comandante: Auschwitz. Le giornate scorrono normalmente, tra faccende domestiche e momenti di intimità, mentre al di là delle mura di casa c’è, come detto, ben altro muro, quello del campo, dal quale provengono continuamente suoni agghiaccianti, che restituiscono tutta la sofferenza a cui ci ha preparato la Storia, oltre che lo stesso immaginario cinematografico (da Schindler’s List a La Vita è Bella, solo per citarne un paio). Così vediamo tuffi in piscina e bambini che giocano, mentre intorno percepiamo, letteralmente, l’inferno. Le uniche concessioni visive di Glazer al dolore sono il fumo di una ciminiera e del filo spinato posto in cima al muro, oltre ad una sequenza finale che non è il caso di accennare qui.

Non ci sono svolte narrative di particolare rilievo, non ci sono personaggi che si rendono conto dell’orrore (o meglio, uno forse sì, ma non incide sulla narrazione in senso stretto), c’è semplicemente la banalità del male, prendendo a prestito la definizione coniata da Hanna Arendt. Il regista, tra l’altro, ha piazzato diverse macchine da presa dentro l’abitazione della famiglia Hoess per poi manovrarle da remoto, in modo tale che gli attori si potessero muovere liberamente all’interno della scena, illuminata soltanto da luce naturale. Un film stupendo, in senso prettamente artistico, ma soprattutto agghiacciante: nel bene (il Cinema) e nel male (la Storia).

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