Roma, tra l’Appia e l’Ardeatina riemerge una grande basilica costantiniana del IV secolo

Elena Percivaldi

Ancora una straordinaria scoperta a Roma. Tra le vie Appia e Ardeatina, all’interno dell’area delle catacombe di San Callisto, sono riemerse le tracce di una chiesa funeraria circiforme del periodo costantiniano. Si tratterebbe della settima di questo tipo documentata nel suburbio romano, una grande basilica lunga 68 metri e larga 29, affiancata da mausolei e altri ambienti annessi.

I docenti Vincenzo Fiocchi Nicolai e Lucrezia Spera (Università di Roma Tor Vergata) hanno condotto la ricerca con finanziamento PRIN 2022 PNRR, avvalendosi di metodi non invasivi (georadar, magnetometria, tomografia elettrica). I saggi archeologici sono stati autorizzati dal Ministero della Cultura.

Architettura circiforme e identità liturgica

La pianta circiforme – con le navate laterali che si curvano dietro l’abside, in un layout che ricorda il disegno di un circo – richiama tipologie liturgiche rare ma documentate nel IV secolo.

La basilica scavata tra il 1993 e il 2013. Photo credit: professoressa Lucrezia Spera

I primi dati suggeriscono una datazione tra gli anni trenta e quaranta del IV secolo, e la casa liturgica potrebbe identificarsi con quella menzionata dalle fonti come la chiesa sorta sulle tombe di Marco e Marcelliano, meta di pellegrinaggio almeno fino al VII secolo.

Metodi integrati e ricerca multidisciplinare

L’indagine si è basata su un approccio multidisciplinare: i rilevamenti geofisici hanno guidato lo scavo, evitando di distruggere contesti non compromessi. I saggi archeologici hanno poi confermato le anomalie rilevate.

Le due basiliche ‘circiformi’ (quella scavata fino al 2013 -1- e quella ora individuata -2-) tra le vie Appia e Ardeatina. Photo credit: prof. Lucrezia Spera

A completare le indagini è intervenuto il laboratorio di antropologia di Tor Vergata, diretto dalle professoresse Olga Rickards e Cristina Martinez-Labarga, per lo studio degli inumati rinvenuti. Il coinvolgimento dei dottorandi e studenti in queste operazioni sperimentali rinsalda il legame tra formazione didattica e ricerca sul campo.

Due studenti dell’Università di Tor Vergata impegnati nello scavo di una tomba. Photo credit: professoressa Lucrezia Spera

Continuità e prospettive per lo scavo

La zona fa parte di un più ampio complesso di indagini avviate fra il 2000 e il 2013, quando Vincenzo Fiocchi Nicolai aveva individuato un’altra chiesa circiforme probabilmente fondata da Papa Marco (336 d.C.), luogo in cui egli stesso fu sepolto.

Studenti dell’Università Tor Vergata durante la campagna di scavo 2010 della basilica di papa Marco. Photo credit: professoressa Lucrezia Spera

Ora, con la nuova scoperta, è possibile programmare un cantiere più ampio, offrendo agli studenti la possibilità di operare su scala maggiore: rilievi, restituzioni stratigrafiche, catalogazione dei materiali. Questo rinnova l’impegno di Tor Vergata e delle istituzioni per restituire alla comunità conoscenza archeologica e memoria storica.

Studenti dell’Università Tor Vergata durante la campagna di scavo 2013 della basilica di papa Marco. Photo credit: professoressa Lucrezia Spera

Immagine in apertura: Planimetria della nuova chiesa con i saggi effettuati. Photo credit: professoressa Lucrezia Spera

Per saperne di più:

La basilica «circiforme» della via Ardeatina (Basilica Marci) a Roma. Campagne di scavo 1993-1996

Il volume costituisce l’edizione integrale delle campagne di scavo condotte, dal 1993 al 1996, nella basilica a deambulatorio’ della via Ardeatina a Roma, scoperta casualmente nel 1992, grazie alle tracce rivelate da una coltivazione di “erba medica”, e identificata con la chiesa fatta realizzare da papa Marco, nel 336, al secondo miglio della strada, dove il pontefice venne sepolto. Si presenta in modo completo la complessa sequenza stratigrafica, che si sviluppa dalle preesistenze della primissima età imperiale all’età moderna, sequenza che permette di ricostruire dettagliatamente le fasi di impianto e utilizzo della basilica funeraria fino al VII secolo, la continuità di frequentazione e i tempi della spoliazione e dell’abbandono dell’edificio. Un’introduzione ripercorre le tappe della scoperta e focalizza la questione dell’identificazione. L’edizione è completa di tutti i materiali (monete, iscrizioni, manufatti in marmo, laterizi, oggetti di uso personale, ceramica, vetri), divisi per tipologie, a firma di vari autori; il gruppo di contributi sui reperti ceramici e sui vetri costituisce una sezione omogenea, corredata di tabelle e di tavole.

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Romania / Scoperta a Costanza una tomba ipogea a forma di croce: “Straordinaria testimonianza della necropoli romana tardo-antica” | IL VIDEO

Elena Percivaldi

Eccezionale scoperta in Romania. Nel contesto delle Giornate Europee del Patrimonio 2025, il Museo di Storia Nazionale e Archeologia di Costanza (MINAC) ha annunciato la scoperta di uno straordinario monumento funerario: una tomba ipogea, unica nel suo genere per la Dobrugia. La struttura è emersa durante uno scavo preventivo all’interno della necropoli romana tardo-antica, risalente ai secoli IV-V, a nord-ovest delle mura dell’antica Tomis, nome con cui era conosciuta, in epoca romana, l’attuale città di Costanza, sul Mar Nero.

Un mausoleo a forma di croce

Il monumento presenta una planimetria a croce ed è composto da tre camere voltate, ciascuna delle quali alta più di due metri: una configurazione, secondo gli archeologi, unica rispetto agli altri ritrovamenti effettuati finora nella regione.

La tomba è dotata di arcosoli, piccole nicchie nelle pareti destinate al deposito dei defunti. Le pareti interne conservano ancora uno strato di intonaco in malta decorato, la cui interpretazione iconografica è attualmente in corso.

Gioiello del IV secolo d.C.

Secondo gli archeologi del MINAC, il monumento risale sicuramente alla seconda metà del IV secolo d.C., datazione che si basa sulle monete rinvenute durante lo scavo, coniate sotto gli imperatori Costanzo II (337 –361) e Valente (364-378), in un momento cruciale della storia tardo-imperiale.

Lo scavo, i cui risultati sono stati presentati in una conferenza stampa il 12 settembre, è ora in fase di conclusione, dopodiché si avvieranno immediatamente interventi urgenti per garantire la messa in sicurezza delle strutture voltate e l’installazione di una copertura provvisoria. A seguire verrà elaborato un progetto di conservazione e valorizzazione, che dovrà essere approvato dal Ministero della Cultura.

Studi in corso

La scoperta rappresenta un importante tassello per la conoscenza dei costumi funerari della Dobrugia. La planimetria a croce e la presenza di nicchie, simili a quelle delle catacombe, sembrano suggerire una possibile influenza cristiana; d’altra parte le decorazioni sembrano alludere a forme di sincretismo in atto tra le credenze pagane e il culto cristiano, che si andava diffondendo proprio in quel periodo. Lo studio del complesso è appena iniziato: sicuramente nei prossimi mesi ne sapremo di più.

Il video

Foto: ©Muzeul de Istorie Națională și Arheologie, Constanța

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