Solo l’amore può liberare i looksmaxxer  - Jacobin Italia

I looksmaxxer considerano le donne come valuta per acquisire maggiore status rispetto agli altri uomini. Esiste un modo per liberarsi dalla gabbia delle logiche di mercato: innamorarsi

Jacobin Italia

📅 Lunedì 27 aprile a Berlino si terrà un incontro dedicato al ruolo degli uomini nella prevenzione della violenza di genere. Qual è il modo migliore di coinvolgerli?

#femminismo #violenzadigenere #berlino

https://www.ilmitte.com/2026/03/berlino-maschile-violenza-di-genere-evento-comites/

“Cari uomini, ora tocca a Voi!”: a Berlino evento sul contributo maschile nella lotta alla violenza di genere - il Mitte

A Berlino il 27 aprile 2026 evento Comites su maschile e violenza di genere: dibattiti, educazione affettivo-sessuale e prevenzione.

il Mitte

Frankenstein donna, la Sposa più pericolosa del marito

La sposa, Frankenstein donna, che ci mostra Maggie Gillenhaal nel suo film, è un personaggio ribelle che si avvicina al cyborg di Donna Haraway.

https://codice-rosso.net/frankenstein-donna-la-sposa-piu-pericolosa-del-marito/

CineGuernelli

Mercoledì 11 marzo I am the revolution, Regista: Benedetta Argentieri (in collegamento) In mezzo alla guerra e al fondamentalismo, sono cresciute donne leader che comandano eserciti, organizzano la fuoriuscita delle altre donne dalla schiavitù, guidano forze politiche laiche e progressiste, andando villaggio per villaggio a sfidare i talebani. Queste donne praticano la democrazia più avanzata che possiamo immaginare nei contesti meno favorevoli possibili. Queste donne testimoniano la rivoluzione necessaria ovunque. Mercoledì 25 marzo Io sono femminista. Ne parliamo dal vivo con la regista Teresa Rossano Il femminismo, le lotte, la rivoluzione. Bologna, anni Settanta: i luoghi, le pratiche, le manifestazioni del Marzo. I percorsi e le strade attraversate da donne che lo dicevano ieri e lo dicono oggi con orgoglio: IO SONO FEMMINISTA!

Balotta
[2026-03-25] AGRIMANTO @ Laboratorio Giù dall'Arca https://balotta.org/event/agrimanto #cantipopolari #femminismo #coro
AGRIMANTO

AGRIMANTO MERCOLEDÌ 25 MARZO QUARTETTO VOCALE E COLLETTIVO DI RICERCA ATTORNO AL CANTO POPOLARE E SOCIALE Quattro donne, quattro voci, quattro terre: Sardegna, Puglia, Abruzzo ed Emilia. Nel 2017 dal loro incontro a Bologna nasce “Agrimanto”: quartetto vocale unito da un’appassionata ricerca musicale che è insieme testuale, linguistica e storica. La diversa provenienza delle componenti stimola particolarmente lo studio delle differenze e dei punti di incontro all’interno di un orizzonte etnomusicologico e antropologico radicato nei repertori femminili del canto popolare e sociale italiano, con un orecchio teso verso terre vicine, come la Corsica e l’Occitania. Alla base della loro musica c’è la scelta della ‘voce nuda’ come strumento principe per far rivivere armonie e dissonanze antiche ed unirle a tessiture vocali inevitabilmente moderne, conciliando rispetto filologico ed impulso creativo. Le Agrimanto sono Silvia Cavalieri, Chelu Deiana, Alessia Di Eugenio, Antonella Lanotte. Un viaggio cantato nella memoria personale e collettiva delle donne, attraverso brani scelti dal repertorio di canto sociale e popolare italiano che raccontano il sopruso e la rivolta, la violenza e la lotta, le forme di resistenza nell’abitare e reinventare il quotidiano. Un viaggio nel passato per radicarci nel presente e avanzare a voce nuda e ferma. ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30 Inizio live dopo Contributo artistico libero

Balotta
Femminismo marxista e decolonialità - Jacobin Italia

Dalla Conferenza Internazionale Femminista Marxista di Porto, cui hanno partecipato centinaia di iscritte da decine di paesi, un contributo al dibattito su riproduzione, nuovi fascismi, lotta di classe internazionale

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Prima tempesta. Non una donna di meno, non una morta di più di Susana Chávez Castillo

Descrizione: Le cinquantasette poesie di questo piccolo grande libro costituiscono l’intero corpus di una voce poetica destinata a essere ascoltata a lungo. Sono poesie scritte sul corpo; sono poesie sul vivere e sul precipitare, sulla corsa e sulla morte, sulla crescita e sull’amore; e sul disamore.
In questi versi, Ciudad Juárez – il luogo in cui Susana Chávez ha vissuto tutta la sua breve vita – non è solo «la città più pericolosa del mondo», come è conosciuta ovunque: qui si può persino sentire il suono dei juke-box che arriva da qualche festa, la musica della radio per le strade, i suoni dei quartieri e della sua gente. E la voce che la descrive è forte anche quando si mostra debole, è cristallina anche quando sembra soffocata.

Il nome di Susana Chávez Castillo è ormai legato al movimento femminista Ni Una Menos, nato in Argentina nel 2015 e poi ripreso in altri Paesi – compresa l’Italia con Non Una Di Meno -: il nome viene da un verso di una sua poesia (né una donna in meno, né una morta in più). Chávez Castillo stessa era attiva contro la violenza di genere nel suo Paese, il Messico, e nello specifico nella sua città natale, Ciudad Juárez, che nei primi anni Duemila vide una terribile ondata di violenza contro le donne, culminata in centinaia di femminicidi. Chávez Castillo fu essa stessa vittima di questa violenza: nel 2011 venne ritrovata morta e mutilata vicino alla sua abitazione.

Le poesie di Chávez Castillo, che non sono mai state organizzate dall’autrice per la pubblicazione e che quindi appaiono in un ordine che è parso giusto a chi ha curato l’edizione, sono randagie e arruffate: sembrano proprio nate sul momento e scritte un po’ come venivano. In effetti, chi la conosceva racconta che scriveva sempre, dovunque fosse, anche sui tovaglioli e la carta igienica. A volte scambiava le sue poesie per delle sigarette.

Non sono poesie che si sono messe in posa, non sono state limate, ripensate o agghindate: sono nate seguendo il flusso della storia di Chávez Castillo, delle donne che ha incontrato, di quelle che ha amato e di quelle che ha perso; di quelle che abbiamo perso tuttə perché uccise dalla violenza patriarcale. È una poesia che affonda la penna nel sangue e nelle ossa, che parla di amore e grandi passioni ma rimanendo sempre ben ancorata al corpo.

La fisicità e la materialità dell’esistenza, infatti, per Chávez Castillo sono centrali: in un contesto nel quale il corpo delle donne è oggetto di violenza, morte e vilipendio, questo diventa fondamentale per continuare a occupare spazio, per amare, per ribadire il proprio diritto all’esistenza, per resistere.

Che mi amino quelle che vogliono farlo
e quelle che sappiano farlo
gli altri non mi interessano
che lo capiscano o no.
Che curino le mie ferite
con essenze d’amore
perché una lo sente di più
quando viene dal cuore.
Che si uniscano alla mia lotta
se davvero vogliono vivere
in una mano la luna
nell’altra l’avvenire.

Per far sì che anche dopo la morte quello spazio non resti vuoto e sterile, ma ricolmo e fecondo.

#femminismo #letteraturaFemminile #poesia
La diaspora iraniana che si oppone al regime e alla guerra coloniale israelo-statunitense

I media mainstream italiani e non solo hanno dedicato molto spazio a una parte della diaspora iraniana, con i festeggiamenti e l’auspicio del ritorno del cosiddetto “erede al trono”, Reza Pahlavi. La sociologa e ricercatrice Minoo Mirshahvalad, nata e cresciuta in Iran, rifiuta questa narrazione e offre in maniera lucida e rigorosa una prospettiva diversa. "Si è costruita così una rappresentazione in bianco e nero molto dannosa"

Altreconomia

Scendi dal piedistallo

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#donna #donne #femminismo #femminista #paritadigenere

AGRIMANTO

Laboratorio Giù dall'Arca, mercoledì 25 marzo alle ore 19:30 CET

Agrimanto

Mercoledì 25 marzo


Quartetto vocale e collettivo di ricerca attorno al canto popolare e sociale

Quattro donne, quattro voci, quattro terre: Sardegna, Puglia, Abruzzo ed Emilia.
Nel 2017 dal loro incontro a Bologna nasce “Agrimanto”: quartetto vocale unito da
un’appassionata ricerca musicale che è insieme testuale, linguistica e storica.
La diversa provenienza delle componenti stimola particolarmente lo studio delle differenze e dei punti di incontro all’interno di un orizzonte etnomusicologico e antropologico radicato nei repertori femminili del canto popolare e sociale italiano, con un orecchio teso verso terre vicine, come la Corsica e l’Occitania.
Alla base della loro musica c’è la scelta della ‘voce nuda’ come strumento principe per far rivivere armonie e dissonanze antiche ed unirle a tessiture vocali inevitabilmente moderne, conciliando rispetto filologico ed impulso creativo.


Le Agrimanto sono Silvia Cavalieri, Chelu Deiana, Alessia Di Eugenio, Antonella Lanotte.


Un viaggio cantato nella memoria personale e collettiva delle donne, attraverso brani scelti dal repertorio di canto sociale e popolare italiano che raccontano il sopruso e la rivolta, la violenza e la lotta, le forme di resistenza nell’abitare e reinventare il quotidiano. Un viaggio nel passato per radicarci nel presente e avanzare a voce nuda e ferma.

ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30

Inizio live dopo

Contributo artistico libero

https://balotta.org/event/agrimanto