GOVERNO ISRAELIANO CONTRO TESTATA PRO-ISRAELE SU STUPRI DEI PALESTINESI

SADICHE E SCIENTIFICHE TECNICHE DI STUPRO DOCUMENTATE DA ANNI, MA SERVIVA LA FLOTTIGLIA PER TORNARE A PARLARE (POCHISSIMO) DEGLI OSTAGGI PALESTINESI

⚠️ EDITORIALE/FACT-CHECKING NON ADATTO A UN PUBBLICO SENSIBILE ⚠️

L’11/05 Nick Kristoff ha pubblicato un editoriale sul New York Times, testata che si è distinta per una forte faziosità verso il regime israeliano, come evidenziano studi accademici e denunciano attivisti. Nel pezzo si parla delle testimonianze degli ostaggi e dei rapporti dell’ONU che confermano l’uso sistematico dello stupro nelle prigioni-campi di concentramento per ‘umiliare e intimidire fino alla sottomissione’. Le atrocità denunciate vanno dai sadici video delle violenze, ripresi dai soldati per ricattare le vittime, fino all’uso di cani da guardia addestrati allo stupro, pratica documentata nel Cile di Pinochet e, secondo alcune fonti, anche dai nazisti. Israele ha annunciato di portare il NYT in tribunale. Altri giornalisti negazionisti del genocidio si sono accodati: le denunce sull’uso dei cani riportate da Kristoff, in circolazione almeno dal 2024 e corroborate pochi giorni fa dalle testimonianze di due guardie carcerarie israeliane a Shaiel Ben-Ephraim, ex-analista delle IDF, si baserebbero su calunnie propagandate da Hamas. Quindi, lo stupro perpetrato da cani sarebbe fisicamente impossibile, dicono alcuni: invece, è fisicamente possibile, come dimostrano studi medici su casi di zoofilia. Altra accusa fatta con la logica del “benaltrismo”: bisognerebbe parlare delle violenze sessuali commesse il 7/10. Eppure, i contrastanti rapporti dell’ONU che ne confermano la plausibilità o la certezza evidenziano, rispettivamente, gli ostacoli posti dal governo israeliano nel condurre le indagini, oppure le difficoltà contingenti nel portarle avanti.

Non ci sarebbe bisogno di dover dichiarare di essere contrario a tutte le forme di violenza, incluse quelle commesse da gruppi armati di un popolo oppresso in risposta alla violenza incredibilmente più vasta e duratura nel tempo dell’oppressore, prima di dover dire che anche la resistenza armata ha dei limiti per il diritto internazionale, pur essendo formalmente riconosciuta, e che può assumere forme tutt’altro che legittime o politicamente condivisibili. Ma bisogna farlo, perché i fasci-nazionisti ti accusano di essere antisemita se non lo dici. Di converso, chi scrive poesie su quanto è stato bello vedere gente scannarsi il 7/10 (incluso lo stesso Israele, fortemente sospettato di aver scannato la sua stessa gente pur di non dover trattare per gli ostaggi) perché maggiore è il bagno di sangue, maggiori le possibilità di realizzare una rivoluzione, ti dice che sostieni il nazi-sionismo se non ti piace il 7/10.

Fatto il chiarimento che non dovrebbe essere necessario, in questi giorni si è parlato molto -giustamente- del video di Ben-Gvir mentre torturava i prigionieri della flottiglia (anche solo esporre persone in manette è contro la legge, italiana e internazionale). Ovviamente, quelle erano le torture più “mostrabili” all’opinione pubblica interna e internazionale perché, quando si spengono le telecamere, restano solo le testimonianze e le ferite fisiche delle vittime da poter mostrare. Eppure, in un caso, ci sono sia i video, sia i referti i medici, sia le dichiarazioni pubbliche di parlamentari israeliani in favore dello stupro dei “prigionieri” palestinesi. A migliaia di loro, detenuti senza conoscere le accuse, il titolo di ostaggi non spetta.

A luglio 2024 la polizia militare israeliana va ad arrestare dei soldati delle IDF nell’infame prigione di Sde-Teiman, quella dove sono stati denunciati i peggiori casi di stupro, cani inclusi. Yifat Tomer-Yerushalmi, procuratrice militare, aveva fatto arrivare di nascosto un video alla stampa israeliana: il gruppo di soldati prende uno tra la schiera dei detenuti sdraiati a terra a pancia in giù, lo sbattono contro un muro e poi con degli scudi si riparano dalle telecamere di sicurezza.

Un soldato mantiene un cane infuriato. Si intravede un altro soldato, dietro gli scudi, che sembra fare qualcosa con il prigioniero, che a un certo punto si dimena e cade a terra. L’ostaggio arriva in ospedale e deve essere operato d’urgenza: il medico israeliano Yoel Donchin dichiara: ‘non pensavo che degli israeliani potessero fare qualcosa del genere’. Il prigioniero palestinese ha l’ano rotto, le budella danneggiate e un polmone perforato: lo hanno stuprato con qualcosa, presumibilmente una sorta di bastone elettrificato o un magnetometro per le perquisizioni, cosa riportata da tante altre testimonianze, come quelle sugli stupri con le carote o con i cani, dopo che qualcosa di misterioso viene spruzzato sulla schiena delle vittime, forse per aizzarli.

Al momento dell’arresto della polizia militare, una folla di fanatici va a ostacolare le operazioni, in difesa degli stupratori. Poi Hanoch Milwidsky, del Likud, partito di Netanyahu (non l’alleato Ben-Gvir), dichiara in parlamento che lo stupro è giustificato per i membri di Hamas. Alla fine la procuratrice militare viene indagata per aver fatto rilasciare il video, poi tenta uno strano suicidio, e Netanyahu si rammarica per i danni che la circolazione di quel video ha causato all’immagine israeliana. I soldati vengono prosciolti e il palestinese si è perforato da solo.

Morale della favola horror: non basta condannare o sanzionare Ben-Gvir dicendo che non si doveva permettere di torturare gli attivisti della flottiglia e limitarsi a convocare l’ambasciatore. Bisogna interrompere qualunque rapporto commerciale, diplomatico e militare con uno stato terrorista che, tra le svariate cose, usa anche lo stupro sistematicamente come mezzo di dominio. Lo richiedono anche quei pochi israeliani che sono riusciti a sfuggire al lavaggio del cervello della propaganda nazi-sionista. Se non lo si fa, è perché ci sono indicibili interessi economici e militari, come il fatto che abbiamo affidato pezzi importanti della nostra sicurezza informatica agli israeliani. Ergo, le condizioni per il ricatto vanno estirpate insieme alla radice delle spirali di violenza, oramai, e per adesso, sostanzialmente unilaterali.

NELL’ARTICOLO SUL SITO DI #Fanrivista La #FanzinaGeneralista TROVATE I LINK CON LE FONTI E GLI APPROFONDIMENTI

https://www.fanrivista.it/2026/05/governo-israeliano-contro-New-York-Times-stupri-cani-Sde-Teiman.html

GOVERNO ISRAELIANO CONTRO TESTATA PRO-ISRAELE SU STUPRI DEI PALESTINESI

Le torture inflitte ai partecipanti della Flotilla servono a ricodarci di quelle riservate ai palestinesi. Parliamo del video dello stupro dei soldati

BASTA ACCORDI COMMERCIALI UE-ISRAELE

PARTE IN ITALIA LA CAMPAGNA DI "JUSTICE FOR PALESTINE" PER "FERMARE GLI ACCORDI CON I CRIMINALI"

L’Europa è il principale partner economico di Israele, e “Justice for Palestine” è la petizione per richiedere all’UE di sospendere l’accordo di associazione che garantisce cooperazione commerciale e connivenza politica, in barba ai principi fondanti dell’Unione.

L’obbligo di terminare i rapporti commerciali deriverebbe dalle svariate e plateali violazioni dei diritti umani e delle leggi di guerra, in evidente contrasto con i principi europei. Poteva essere applicato prima dell’esercizio del “diritto di iniziativa dei cittadini europei”, strumento dell’ordinamento dell’Unione analogo alle nostre leggi di iniziativa popolare. Doveva essere applicato migliaia di morti fa...

La campagna, promossa da “European Left Alliance”, verrà rilanciata il 27 Maggio con un evento nazionale presso la Città dell’Altra Economia a Roma. Invece, Martedì 19, è stata presentata al Mezzocannone Occupato di Napoli (...) Valerio Renzi, uno dei promotori italiani, spiega che la richiesta riguarda anche accordi accademici e culturali (...) Eleonora De Majo, di Sinistra Italiana, ha ricordato come il comportamento connivente dell’UE sia la ‘più grande rassicurazione’ di impunità (...) Omar Suleiman ha mostrato i collegamenti tra le origini dell’occupazione sionista e le sue vicende biografiche (...) Giulio Bonistalli, partecipante dell’ultima flottiglia, ha raccontato del rapimento dei pirati in divisa israeliani (...) Luigi Daniele ha citato diversi studiosi, contrapponendo quelli che arrivano a mettere completamente in discussione il principio di proporzionalità del diritto umanitario internazionale, a chi dimostra, studi alla mano, una scientificità maligna nell’usare fame e malattie come armi di guerra (...) L’incontro/conferenza stampa è stato chiuso da Marta Di Giacomo, rete “No Kings” napoletana, con una riflessione sullo spostamento di percezione della “normalità” (...)

Sul sito l’articolo completo con il video a tutti gli interventi e i contenuti extra di #Fanrivista, La #FanzinaGeneralista

https://www.fanrivista.it/2026/05/basta-accordi-commerciali-ue-israele.html

BASTA ACCORDI COMMERCIALI UE-ISRAELE

Più di un milione di europei firmano per chiedere all'UE sospensione totale degli accordi con Israele, di cui è partner economico principale.

LA CHIAMATA DALLA “THOUSAND MADLEENS TO GAZA”

#Fanrivista ha incontrato diversə attivistə della #thousandmadleenstogaza. Sono sbarcatə a Napoli il 10/4, e faranno tappa a Cetraro prima di salpare verso Gaza.

Scopo delle varie tappe intermedie è confrontarsi con le realtà locali per fare assemblee e pianificare delle azioni congiunte, da terra, per supportare il tentativo di rompere il blocco illegale imposto alla Striscia, in mare.

Dot, Tino e Sansa sono tre delle decine di attivistə sulla flotilla di venti barche a vela, che si uniranno alle altre flottiglie. Dalle loro parole emerge un’intenzione chiara, per quanto ancora tutta da definire: non replicare esattamente quello che è successo nelle scorse missioni, ma usare meglio la flottiglia come catalizzatore di nuove e più massicce azioni, come scioperi e blocco dei carichi di armi. La ridefinizione della strategia di lotta civile si scontra però con il rapido mutamento geopolitico, a cui si aggiungono le critiche al valore simbolico e diplomatico della missione, provenienti anche da parte di vari settori della società palestinese. Critiche che la flottiglia sta provando ad accogliere, come hanno argomentato lə attivistə.

All’assemblea pubblica, presso Mezzocannone Occupato, presenti solo poche decine di persone, equipaggio incluso. Le organizzatrici si sono scusate per la mancanza di traduzione, e non sembra che ci sia stato margine per un efficace scambio di proposte. I sindacati di base pianificano uno sciopero generale per la fine di Maggio, con le restrizioni legislative del caso, dunque a circa un mese di distanza dalla data di partenza, non ancora definita.

Nei video completi allegato a questo pezzo di cronaca trovate le interviste, in italiano e in inglese, oltre ad alcuni estratti dal corteo partenopeo che ha augurato “buon vento” allə attivistə.

Li trovate sia sui “social asociali” complici del genocidio che sul #Fediverso.

#Palestina

https://peertube.uno/w/9zaXFDSsHMSeyZ5oiQHd3r

LA CHIAMATA DALLA “THOUSAND MADLEENS TO GAZA”

#Fanrivista ha incontrato diversə attivistə della #thousandmadleenstogaza @1kmadleenfr . Sono sbarcatə a Napoli il 10/4, e faranno tappa a Cetraro prima di salpare verso Gaza.

Scopo delle varie tappe intermedie è confrontarsi con le realtà locali per fare assemblee e pianificare delle azioni congiunte, da terra, per supportare il tentativo di rompere il blocco illegale imposto alla Striscia, in mare.

Dot, Tino e Sansa sono tre delle decine di attivistə sulla flotilla di venti barche a vela, che si uniranno alle altre flottiglie. Dalle loro parole emerge un’intenzione chiara, per quanto ancora tutta da definire: non replicare esattamente quello che è successo nelle scorse missioni, ma usare meglio la flottiglia come catalizzatore di nuove e più massicce azioni, come scioperi e blocco dei carichi di armi. La ridefinizione della strategia di lotta civile si scontra però con il rapido mutamento geopolitico, a cui si aggiungono le critiche al valore simbolico e diplomatico della missione, provenienti anche da parte di vari settori della società palestinese. Critiche che la flottiglia sta provando ad accogliere, come hanno argomentato lə attivistə.

All’assemblea pubblica, presso Mezzocannone Occupato, presenti solo poche decine di persone, equipaggio incluso. Le organizzatrici si sono scusate per la mancanza di traduzione, e non sembra che ci sia stato margine per un efficace scambio di proposte. I sindacati di base pianificano uno sciopero generale per la fine di Maggio, con le restrizioni legislative del caso, dunque a circa un mese di distanza dalla data di partenza, non ancora definita.

Nei video completi allegato a questo pezzo di cronaca trovate le interviste, in italiano e in inglese, oltre ad alcuni estratti dal corteo partenopeo che ha augurato “buon vento” allə attivistə.

Li trovate sia sui “social asociali” complici del genocidio che sul #Fediverso.

#Palestina

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‘COSTRUITE LE MOBILITAZIONI CON LE FLOTTIGLIE!’

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THE CALL FROM THE “THOUSAND MADLEENS TO GAZA”

#Fanrivista met some activists from the #ThousandMadleenstoGaza @1kmadleenfr They arrived in Naples on 10 April 2026. Now they are heading to Cetraro before setting sail towards #Gaza.

The aim of the stopovers is to meet local collectives and to plan joint actions on land in support of the attempt by sea to break the illegal siege imposed on the Strip.

A clear intention - yet undefined - emerges from their words: they do not want to exactly replicate what happened in the previous missions, but rather to take advantage of the “flotillas” as a catalyst for new and more massive direct actions, such as strikes and the blocking of the weapons supply chain. The change in strategy is accompanied by a volatile geopolitical scenario. In addition, there are also critiques of the symbolic and diplomatic value of the missions, critiques coming from some sectors of Palestinian society as well. These are critiques that the flotilla is trying to take on board, as the activists have argued.

Only a few dozen people were present at the public meeting at @mezzocannoneoccupato_, crew members included. The organizers apologized for the absence of translators. Unfortunately, it does not seem that there was room to have an effective exchange of proposals. Italian grassroots unions, also constrained by legal requirements, are planning a general strike about a month after the scheduled departure, set around the end of April.

Linked to this post, you will find the video (both on the “anti-social media” platforms complicit in the genocide and on the #Fediverse) of a brief interview with Sansa.

#Palestine

#FanrivistaEnglish

https://peertube.uno/w/bQDkHUctkkfws65WEE9zf6

BUILD THE MOBILIZATIONS WITH THE FLOTILLAS!

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Napoli augura "Buon vento" alla Flotilla

https://peertube.uno/w/1otcsXkR1qyP8cX5d51Piz

Sul canale #PeerTube di #Fanrivista trovate la registrazione della diretta da #Napoli della manifestazione del 29/03/2026 per la nuova "flotilla" che si appresta a partire. Napoli ha augurato "buon vento" a una delle circa cento barche, la "Bianca", che proveranno di nuovo ad approdare a Gaza. E che riusciranno a mobilitare ancora più persone dello scorso anno, se ci impegnamo da terra...

Il genocidio non è stato fermato dalla "tregua armata", l'assedio illegale e decennale continua contestualmente alla brutale dittatura militare dell'etnocrazia israeliana, e continuano anche le mobilitazioni della società civile, non ancora sufficienti per esigere il rispetto del diritto internazionale e organizzare nuovi modi di farsi società.

I nostri governanti, burattini del complesso militare industriale, vorrebbero continuare a sterminare e ad espellere i palestinesi, a Gaza e in Cisgiordania. Annunciano piani edilizi mirabolanti per arricchirsi con la ricostruzione della Striscia mentre gli aiuti, gli operatori umanitari e i giornalisti non possono entrare, mentre lo sterminio continua e mentre i carnefici continuano a sterminare e a muovere guerre d'aggressione... E ne paghiamo anche il prezzo economico, oltre a quello morale. Abbiamo dei debiti da pagare!

Per questo dobbiamo continuare a mobilitarci, a immaginare e sperimentare organizzazioni sociali diverse!

Al link di seguito, trovate uno speciale che abbiamo pubblicato sulla precedente missione. È un approfondimento "a lunga scadenza", sempre utile da leggere per inquadrare il contesto storico-politico, oltre a una sana dose di autocritica che non deve mancare mai!

https://www.fanrivista.it/2025/10/speciale-flottiglie-media-peacewashing-GlobalSumudFlotilla-FreedomFlotilla-ThousandMadleenToGaza.html

#DaiPortiItaliani #GlobalSumudFlotilla

Napoli augura "Buon vento" alla Flotilla

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Il diritto può essere uno strumento che serve a difenderci dai potenti, e per questo vogliono togliercelo o distorcerlo.

La creatività conflittuale e la forza dell’intelletto ci offrono svariati strumenti non violenti da usare nelle piazze e nei tribunali.

Questi sono i concetti più profondi emersi in un dibattito, venerdì scorso all’Ex Asilo Filangieri di Napoli, sulla guerra finanziaria, che precede la “guerra guerreggiata”. La prima si combatte con una concorrenza spietata e a colpi di dazi e sanzioni. Quella più visibile, è invece alimentata dal commercio di armi.

L’avvocato Luca Saltamacchia ha illustrato gli obiettivi e le difficoltà di una causa in sede civile contro la #LeonardoSPA, holding controllata dallo stato: lo scopo è quello di impedire che nuovi contratti incrementino le capacità militari dello stato canaglia israeliano, oltre a revocare i precedenti. Il problema è che molti di questi contratti sono segreti.

L’intervento di Antonio De Lellis, di Pax Christi e Attac Italia, si è focalizzato sulle ragioni finanziarie che stanno dietro alle guerre. Dopo che le oligarchie del “blocco occidentale” hanno perso la guerra della competizione neoliberista con la Cina, è iniziata una guerra di sanzioni che ha fatto salire le tensioni militari, prima in #Ucraina e poi in #Palestina.

I recenti orrori del genocidio dei palestinesi sono stati analizzati da Luigi Daniele, professore di diritto internazionale umanitario, che si è concentrato sull’aspetto giuridico, e socio-mediatico, della razionalizzazione degli olocausti (al plurale).

Tra i vari argomenti, si è parlato anche del cosiddetto #DDLantisemitismo.

Trovate stralci e registrazione della diretta completa su YouTube (nelle live), Instagram e vari “social asociali”.
Sul canale PeerTube di #Fanrivista, social autogestito e alternativo del #Fediverso, l’abbiamo pubblicata con qualità migliore per incentivare le alternative agli “a-social”.

https://peertube.uno/w/mcwKjnkvbdX5smsRXfoRc8

L'ostacolo alla pace

PeerTube
NÉ TEOCRAZIA, NÉ “ESPORTARE” DEMOCRAZIA: FERMIAMO LA DISTOPIA CONTEMPORANEA!

Abbiamo iniziato a varcare l’uscio della III guerra mondiale con l’ “Operazione Martello di Mezzanotte”, così è stato soprannominato l’attacco israelo-statunitense all’#Iran. Intanto, su giornali, tv e social, passa in secondo piano la rete infernale di #Epstein, che per adesso sfiora pure l’Italia, dove si continua a parlare di Garlasco, famiglia del bosco, Sanremo, Olimpiadi e calcio...

Questo pseudo-editoriale parte dalle dichiarazioni contraddittorie sulle ragioni dell’attacco, per poi fare un passo indietro all’11 Settembre e a quel processo, promosso dai familiari delle vittime, che dovrebbe accertare le sospettate responsabilità dell’Arabia Saudita nell’attentato che ha innescato le cosiddette “guerre al terrorismo” per “esportare la democrazia”.

Nella conclusione trovate gli scenari ancora più distopici dell’attuale cacotopia che dobbiamo assolutamente scongiurare, insieme a un po' di "filosofia spicciola" in stile fanzina.

LO PSEUDO-EDITORIALE COMPLETO SI TROVA A QUETSO LINK
https://www.fanrivista.it/2026/03/ne-teocrazia-ne-esportare-democrazia.html
#Fanrivista, La #FanzinaGeneralista

NÉ TEOCRAZIA, NÉ “ESPORTARE” DEMOCRAZIA: FERMIAMO LA DISTOPIA CONTEMPORANEA!

Abbiamo iniziato a varcare l’uscio della III guerra mondiale con l’ “Operazione Martello di Mezzanotte”, così è stato soprannominato l’attacco israelo-statunitense all’#Iran. Intanto, su giornali, tv e social, passa in secondo piano la rete infernale di #Epstein, che per adesso sfiora pure l’Italia, dove si continua a parlare di Garlasco, famiglia del bosco, Sanremo, Olimpiadi e calcio...

Questo pseudo-editoriale parte dalle dichiarazioni contraddittorie sulle ragioni dell’attacco, per poi fare un passo indietro all’11 Settembre e a quel processo, promosso dai familiari delle vittime, che dovrebbe accertare le sospettate responsabilità dell’Arabia Saudita nell’attentato che ha innescato le cosiddette “guerre al terrorismo” per “esportare la democrazia”.

Nella conclusione trovate gli scenari ancora più distopici dell’attuale cacotopia che dobbiamo assolutamente scongiurare, insieme a un po' di "filosofia spicciola" in stile fanzina.

LO PSEUDO-EDITORIALE COMPLETO SI TROVA A QUETSO LINK
https://www.fanrivista.it/2026/03/ne-teocrazia-ne-esportare-democrazia.html
#Fanrivista, La #FanzinaGeneralista

NÉ TEOCRAZIA, NÉ “ESPORTARE” DEMOCRAZIA: FERMIAMO LA DISTOPIA CONTEMPORANEA!

Le bufale di Trump e Netanyahu sul nucleare iraniano, lo spettro delle "guerre al terrorismo", gli Epstein files e la distopia reale da fermare...

Francesca Albanese sul Venezuela: ‘Attacco a stato sovrano, c’è da avere paura e bisogna agire’.

Fanrivista incontra per la seconda volta #FrancescaAlbanese, Relatrice Speciale delle #NazioniUnite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal ‘67.

L’avevamo incontrata già il 09/01/2024, a distanza di due giorni dalla prima udienza per le violazioni israeliane della Convenzione sul Genocidio. La Corte di Giustizia Internazionale stabilì già allora la “plausibilità” del #genocidio, sulla cui sanguinosa sussistenza non hanno dubbi la maggioranza degli esperti e una Commissione #ONU: ai sensi del diritto internazionale basterebbe questo per imporre ai nostri governi la fine di rapporti militari e di tutti quegli scambi che rendono complici governi e aziende nel “crimine dei crimini”.

Eppure non è stato così, perché i rapporti continuano, nonostante l’indignazione popolare esplosa in mobilitazioni che non si vedevano da decenni, e che misure repressive cercano di stroncare a colpi di carta bollata e tramite il massiccio uso di una propaganda algoritmica che sa di stantio.

L’attacco allo stato sovrano del #Venezuela, iniziato con bombardamenti pirateschi e omicidi in acque internazionali, culminato con la cattura di Maduro, conferma che la volontà di dominio dell’apparato mediale, industriale e militare, conta molto di più del diritto internazionale, quella legge che non va fatta rispettare quando a violarla sono gli alleati di chi ci governa. Imporre la legge del più forte va al di là dei giudizi politici che si possono avere su Maduro e sulla legittimità della sua presidenza. Da più di due anni continuiamo a vedere imposta in #Palestina la “legge della giungla”, sostituita al rispetto dei diritti umani. Questo fa paura, ma quel timore, sostiene Albanese, non deve paralizzarci: deve spingerci ad agire.

Troverete due video tratti dall’incontro di oggi sui profili (a)social di #Fanrivista, oltre alla diretta della conferenza stampa (nei video e nella sezione Live di #YouTube). Trovate tutto anche su #PeerTube, ovvero sul #Fediverso, alternativa ai social mainstream.

Sostenete il giornalismo indipendente anche con le vostre critiche!

https://peertube.uno/w/mUFWWBuMqmiPKzUtJfGYgG

https://peertube.uno/w/rAAyAbf1hBAZdkFWZmaqoi

https://peertube.uno/w/95zZ6AmPnGfrSPtD5Z3zMr

Francesca Albanese sul Venezuela: ‘Attacco a stato sovrano, c’è da avere paura e bisogna agire’.

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