🏛️ 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗲 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗲 𝗮 𝗧𝗿𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲: 𝗿𝗶𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗳𝗼𝗿𝗼 𝗿𝗼𝗺𝗮𝗻𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗯𝗶𝘇𝗮𝗻𝘁𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗧𝗲𝗿𝗴𝗲𝘀𝘁𝗲

✅ Gli scavi davanti al campanile della Cattedrale di San Giusto hanno restituito strutture monumentali del I…

foto 📷 ©SABAP FVG @SABAP.FVG

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Nuove scoperte a Trieste: riemergono parti del foro romano e delle fortificazioni bizantine dell’antica Tergeste

S&A

Nuove, importanti scoperte archeologiche stanno emergendo nel centro storico di Trieste, dove gli scavi in corso nel piazzale antistante il campanile della Cattedrale di San Giusto stanno restituendo nuove e preziose testimonianze sulla storia della romana Tergeste e sulle successive trasformazioni della città in età tardoantica.

Le indagini sono state avviate nell’ambito di lavori di adeguamento della rete idrica promossi da AcegasApsAmga. Fin dalle prime fasi, però, è apparso evidente che il sottosuolo conservava strutture archeologiche di grande rilievo, spingendo la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia ad ampliare l’area di scavo per documentare adeguatamente i rinvenimenti.

Nuove conferme sul foro romano di Tergeste

Le ricerche hanno riportato alla luce possenti murature e strutture monumentali già intercettate, ma solo sommariamente documentate, durante gli interventi urbanistici degli anni Venti e Trenta del Novecento.

Grazie all’applicazione della moderna metodologia stratigrafica e all’impiego di tecnologie avanzate, comprese prospezioni georadar, gli archeologi sono riusciti a identificare con maggiore precisione queste evidenze. Le strutture sembrano appartenere al perimetro della grande platea che occupava la sommità del Colle di San Giusto e che costituiva il cuore del complesso forense della città romana.

Particolarmente significativo è il ritrovamento di livelli di frequentazione databili al I secolo a.C., che hanno restituito frammenti ceramici, reperti metallici e numerosi chiodini appartenenti alle calzature dei soldati romani. Nei medesimi strati sono emersi anche materiali residuali riferibili alla fase protostorica del colle, confermando una frequentazione molto più antica dell’area.

Un monumentale accesso al Capitolium

Al di sopra delle strutture più antiche è stato individuato un edificio monumentale costruito con grandi blocchi squadrati in calcare finemente lavorati.

Gli archeologi ritengono che possa trattarsi della base di un arco monumentale o di un portale collegato al celebre Propileo, il colonnato che costituiva l’accesso al Capitolium romano e che ancora oggi si conserva all’interno delle murature del campanile della cattedrale.

La struttura sarebbe databile al I secolo d.C. e rappresenterebbe un nuovo tassello per comprendere l’organizzazione urbanistica e monumentale della Tergeste imperiale.

Davanti all’edificio è inoltre emersa una superficie pavimentata con basoli in arenaria levigata, probabilmente appartenente a un percorso stradale che attraversava l’area monumentale.

Le fortificazioni del castrum bizantino

Tra le scoperte più rilevanti vi è anche un enorme muro difensivo costruito in epoca tardoantica, che ingloba parte delle strutture romane precedenti.

Secondo gli studiosi, si tratterebbe di una porzione del castrum bizantino di Tergeste, realizzato riutilizzando edifici monumentali della città romana. Il muro si appoggia infatti al lato settentrionale del Propileo, trasformato in una vera e propria torre difensiva.

Il rinvenimento conferma una dinamica già osservata in altri settori della città, dove le architetture romane furono adattate alle nuove esigenze militari e difensive durante i secoli della tarda antichità.

Gli ossari della Cattedrale

Le fasi più recenti documentate dallo scavo sono rappresentate da depositi di ossa umane conservati all’interno di ossari in muratura.

Queste testimonianze derivano dalle trasformazioni e dalle riorganizzazioni delle aree cimiteriali sviluppatesi nel corso dei secoli attorno al complesso della Cattedrale di San Giusto, uno dei luoghi simbolo della città.

Un tassello fondamentale per la storia di Trieste

I dati raccolti sono ancora in fase di studio, ma già ora confermano il valore archeologico straordinario del Colle di San Giusto, cuore della Trieste antica.

La scoperta dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale il controllo archeologico durante i lavori pubblici: interventi apparentemente ordinari possono infatti trasformarsi in occasioni uniche per approfondire la conoscenza di contesti storici complessi e ancora in parte sconosciuti.

Le nuove evidenze permettono di ricostruire con maggiore precisione l’evoluzione di Tergeste, dalla fondazione romana alle trasformazioni difensive dell’età bizantina, offrendo una lettura sempre più completa della lunga storia urbana di Trieste.

Immagine in apertura: ©Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia ✅
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Mivel amolyan kulturális-természeti hétvégét terveztünk, ezért én kinéztem 3 múzeumot…

Amerikába jöttünk

Publication alert! Have you ever wondered how many people might have heard Marcus Brutus’ speech delivered on the Capitol after the assassination of Caesar? A new article has been published as a result of a research project I am leading, which is funded by the National Science Centre, Poland.

Together with A. Pilch, M. Drab, and Sz. Poplawski, I investigated the acoustic properties of the speaking platforms on the Capitoline Hill and at the temple of Bellona in Rome in the context of public speaking.

The result of our research is the article ‘One, Two, Three! Can Everybody Hear Me? Acoustics of Roman Contiones. Case Studies of the Capitoline Hill and the Temple of Bellona in Rome’ published in Open Archaeology, 9(1). You can read it at https://www.degruyter.com/document/doi/10.1515/opar-2022-0330/html

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One, Two, Three! Can Everybody Hear Me? Acoustics of Roman Contiones. Case Studies of the Capitoline Hill and the Temple of Bellona in Rome

Rhetoric was one of the cornerstones of Roman education and public speaking, the essence of being a Roman politician. The speakers attempted to captivate the audience with their style and convince them of their arguments. Studying the audience is therefore just as important as investigating the speakers and their speeches. The aim of this article is to estimate the number of people who could intelligibly hear a speaker delivering a speech from two speaking platforms located in the city of Rome: the podium of the Temple of Bellona in the Campus Martius (in the Late Republican and Late Augustan periods) and the Capitoline Temple. To do this, we built virtual reconstructions of both venues according to the current state of knowledge about them, taking into account the geometry of the space as well as the materials from which they were built. On the models thus prepared, we carried out acoustic simulations for three different levels of background noise (36, 49, and 55 dBA), resulting in Speech Transmission Index maps. The results became the basis upon which we estimated the size of the maximum potential crowds that could hear speech intelligibly, using two methods based on the behaviour of contemporary crowds. We further compared our results with those of previous studies that concern other speaking platforms in Rome.

De Gruyter

Roman capitolium temple identified in Italy

A recent archaeological discovery has illuminated the history of Sarsina. The village has long been associated with ancient history. Now, it’s attracting attention due to the unearthing of a remarkably well-preserved Roman temple, believed to be a capitolium, dating back to the 1st century BCE.

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Roman capitolium temple identified in Italy

Archaeologists have unearthed a remarkably well-preserved Roman temple in Sarsina, Italy. it's believed to be a capitolium

Archaeology News Online Magazine
La vitre a été réparée, mais la peinture est toujours présente sur le Capitole.
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