#BedRotting:
""Wenn Stress und Ängste zunehmen, sinkt unsere Toleranz gegenüber Reizen""

UND:
"Wir sind mehr als diese eine Person, die tagein, tagaus E-Mails in zig #Abstufungen von #Höflichkeit beantwortet [...]"
Solche - übertriebenen - Differenzierungen in einer Dimension deuten auf zu geringe #Komplexität im [Arbeits-]Alltag hin.
#C2M

Kurz: es gibt nichts zu erreichen - nur zu verlieren.
https://www.vogue.de/artikel/bed-rotting-nicht-erholsam-im-bett-zu-bleiben?utm_source=firefox-newtab-de-de

Bed Rotting: Wieso es gar nicht erholsam ist, das ganze Wochenende im Bett zu verbringen

Bed rotting, also das Wochenende mehr oder weniger verschlafen: Tut das wirklich gut und verlieren wir wertvolle Zeit? Hier erfahren Sie, wie Sie sich wirklich erholen.

Vogue Germany

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rottanza sprecanza e la mattina nel gran cesso

Ancora non comprendo quale sia la logica universale che ogni tanto (anzi, ogni molto) porta la stabilità della mia anima a sfaldarsi pesantemente, ma, comunque sia, stamattina è successo un’altra volta… E continua tutt’ora nel pomeriggio, anche se, vabbè, ora ci sono le varie cose da fare, e quindi la marciscenza non attecchisce più di tanto; ma questo non è affatto un motivo per gioire, è utile soltanto ad evitare di abbattermi ulteriormente.

Complessivamente, ed è incredibile, ma più passa il tempo, e più mi sento davvero relativamente inutile (anche se non è per forza oggettivamente vero), poiché sono apprezzata in misura veramente misera (e questo invece è un fatto oggettivo, almeno per la misura in cui posso compararmi ad altri)… e questa in realtà è una lamentela per un’altra volta, perché adesso di per sé non c’entra, ma chiaramente anche questa è una cosa che va a ficcarsi nel cervello, a cui poi gli spiriti delle pareti durante la notte si vanno ad agganciare per prosciugarmi sempre più energie vitali, e di conseguenza finisco precisamente così…

Stamattina penso di aver stabilito un nuovo record personale di bedrotting, perché sono rimasta lì (tra sopra e dentro, un po’ a caso, tutta storta, sotto e di lato, disperandomi oltre ogni misura) per tipo un’ora e mezza (~1:30), che è più dell’ultimissima volta. Avevo la sveglia verso quasi le 11… e l’ho spenta, perché essendo già tardi non avevo voglia di alzarmi, tanto a quel punto a che cazzo serve. Ovviamente, 8 ore le avevo dormite, dunque a quel punto il sonno era passato, quindi non mi sono riaddormentata… ma sono semplicemente rimasta lì, nel vuoto pratico, la mia mente sotto il giogo degli influenzatori… e in effetti anche il corpo, perché in certi momenti mi sentivo pesantissima e particolarmente tirata verso il letto, non ironicamente come se la forza di gravità fosse raddoppiata; riuscivo a muovermi, anche a cadere per terra, però veramente non ad alzarmi in piedi. Stranamente, sete e fame le ho sentite solo quando alla fine sono effettivamente riuscita a sosarmi… ma la cosa davvero strana è come la mia inquietudine potesse essere talmente forte da non avermi fatto provare noia (e quindi voglia di alzarmi) per 90 fottuti minuti, con la motivazione di alzarmi che ovviamente sfumava sempre di più con ogni minuto che passava. E, di questo passo, c’è il rischio che la cosa continui a ripetersi, perché (più di altri casi) quando la sera mi metto a programmare perdo completamente la cognizione del tempo, quindi vado a letto sempre più tardi, e quindi mi sveglio sempre più tardi… la mia fine!!! 😭🤯😰😫😤

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non dormire od alzarsi, codesto è il perenne dilemma

Tra ieri sera e stamattina, rispettivamente al posto di prendere per bene sonno e di riuscire ad alzarmi dal letto, non ho potuto fare a meno di crogiolarmi dolorosamente in un tremendo interrogativo, naturalmente e casualmente diviso in queste due parti atomiche… Come cazzo è mai possibile che alla notte faccio fatica a decidermi di andare a dormire, e invece alla mattina proprio non riesco ad alzarmi? E questo è a tutti gli effetti uno di quei dubbi di valenza universale a cui è impossibile trovare una vera risposta, completa e soddisfacente… ma, almeno nel possibile, io esigo spiegazioni. (E fallisco nel trovarle.) 💔

In questo stato della notte, avrei voluto chiedere a ChatGPT “come dormire per sempre“, ma essendo già a letto da un pezzo non avrei sopportato l’aggressione ai miei sensori ottici da parte delle radiazioni ad alta frequenza degli schermi LCD, quindi a malincuore (ossia, con la conseguenza di finire ancora più incazzata, e quindi accumulare ancora più stress, quindi finendo per avere ancora più difficoltà ad addormentarmi) ho rinunciato. Però, adesso, ho potuto almeno rigirargli questa poco più generalizzata domanda, che tocca i due punti del ciclo di distruzione della mia anima tra la notte e il mezzogiorno… e, ovviamente, i muri di testo che ha sputato fuori sono solo sloppa insoddisfacente; non so davvero perché continuo ad aspettarmi qualcosa di più dal parlare con questi modelli di cagaggio. 😾

A parte il memaggio, il fatto è molto strano. In teoria, le condizioni sono tali che dovrebbe sempre andare tutto in perfetto ordine: non procrastinare il posare tutto e mettersi a letto la sera, non avere la testa straripante dei pensieri più misti nel momento in cui devo prendere sonno, e la mattina svegliarmi ad un orario umano e più o meno solito, senza rimanere fino ad una intera ora o quasi a lettomarcire per mancanza di forze nonostante l’aver dormito abbastanza e decentemente. Cioè, non c’è proprio motivo logico per cui io la sera non sento di voler andare a dormire, e la mattina non sento di dovermi alzare… quando la mattina posso fare tranquillamente tutte le cose della sera (e anzi, anche meglio, perché fa meno caldo), e viceversa la sera non ho cose da fare in meno della mattina (colazione a parte… e pensare che la mattina ci sta anche il coffi, ma niente, preferisco il letto a quell’ora). Eppure, la realtà è esattamente questo schifo qua. 💥

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate“, c’era scritto davanti alle porte dell’Inferno… e tale e quale dovrebbe essere scritto ai piedi del lettino (…o forse sul lato, altrimenti non si vede quando ci si immerge in esso), che così almeno la sera mi ricordo di che morte devo morire. Non si può dormire in pace, e non ci si può svegliare se non con nostalgia, e ogni giorno il ciclo si ripete, con le promesse e le ispirazioni della mattina che non durano fino a sera senza decomporsi permanentemente, e i propositi e i desideri della notte che la mattina non valgono più niente. Mi chiedo se mai riuscirò a rompere questa maledizione, molto perniciosa e ancora incompresa, nonostante attanaglia buona parte del genere umano… ma penso seriamente che l’unica soluzione per me sarebbe avere una routine di sonno e sveglia attiva 24/7, a tempo indeterminato (infinito), ovviamente dettata da fattori esterni (per esempio, orari di lavoro), altrimenti non posso fattualmente rispettarla (ops). (Oppure, appunto, datemi un modo per semplicemente dormire per sempre e la finisco qui, ve ne sarei eternamente grata.) ⚱️

Sul serio, comunque, io proprio non capisco. La sera voglio fare le cose, e la mattina alle 11 suonate voglio semplicemente rimanere ancora nel letto, a fare niente se non cliccare OFF sulla sveglia quando suona. Ma come cazzo si fa!!! Ho 3 neuroni di numero e questi non riescono a mettersi d’accordo su qualcosa di così scemo!!! BASTA!!! 😭

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letmarciscenza più elaborata del facile

Ho dei pensieri forse un po’ confusi a riguardo, e certamente rifletterci e scriverci su a quest’ora non aiuta — nonostante questo sia a dire il vero proprio l’orario migliore possibile per scrivere cose di questo tipo, perché il lieve sonno mi porta inevitabilmente alla stesura di righe che nemmeno sotto effetto di droghe sarebbe possibile concepire — però diavolaccio… Se davvero devo avviarmi sulla strada del bedrotting professionale, portando buona parte delle giornate ad essere concettualmente assimilabili a questa mia ultima trascorsa, ci sono un paio di appunti da tenere in conto per massimizzare il valore dell’esperienza, soprattutto in chiave di ricorrenza medio-alta. ✋

Innanzitutto, il top bedrotting dovrebbe essere visto con più grande passione; ossia, nel modo in cui a quanto pare diverse persone su Internet già fanno… e non nel modo su cui senza volerlo ripiego io, ossia come “piano B”, come “ops oggi mi sento così e quindi farò così perché non mi va di fare come al solito“. In effetti, il marcimento lettifero nella sua forma più pura altro non è che un momento di straordinaria connessione con il sublime attraverso attimi altrimenti normali, banali; è lo stato di esistenza che più precisamente di tutti gli altri si trova a metà tra la vita e la morte, l’ordine ed il caos; insomma, l’equilibrio perfetto che, se non fosse per la fame e in molti casi il dover pagare l’affitto, potrebbe rappresentare la modalità dell’essere ideale permanentemente per tutti gli esseri umani… con la sofferenza tangibile della specie che sarebbe estremamente più limitata come conseguenza, e tutte le guerre che si formerebbero per sempre (…così come lo sviluppo della società ed il mantenimento dei servizi, in realtà, ma è un piccolo prezzo da pagare a confronto dei grandi benefici per tutti). 🥰

Quindi, boh: a parte le digressioni, serve più convinzione, più integrità. Innanzitutto, dovrei forse programmare il bedrotting come attività fissa all’interno della mia giornata, non sindacabile, da onorare e rispettare senza se e senza ma; e che occupi quanto più tempo possibile dei miei momenti di veglia, idealmente, anche se ciò non è sempre possibile nella pratica. Probabilmente, poi, dovrei rifarmi il letto appena mi sveglio dopo la notte, o almeno poco prima di darmi al bedrotting per la prima volta nella giornata dopo essermi alzata… non perché io ora dalla sera alla pre-notte creda alla propaganda dei rifattisti (quelli che dicono che il letto va rifatto subito perché bla bla bla e per giunta è una forma mentis zzz…), ma perché indubbiamente è più comodo sprofondare nel letto ordinato e senza pieghe, rispetto allo schifo che diventa durante la notte di sonno turbato, non prendiamoci in giro. 🌚

Questi due punti, dopo una piccola riflessione, mi appaiono veramente come il minimo da tenere in considerazione per un’esperienza di marciscenza spirituale decente. Ma, ovviamente si può, e probabilmente si deve, fare ancora di meglio… E dunque, da un lato temo di dover ammettere che bisogna ogni giorno lavarsi, per bene e subito, per dedicarsi alla funzione… e dall’altro bisogna porre un po’ di attenzione anche nel po’ di vestiario che si indossa durante la cosa. Lo sappiamo come questi giorni più scarichi portano a viziarci — e a viziarmi, personalmente, con io in particolare che finisco per lavarmi solo ben dopo pranzo, per poi indossare magliette e pantaloni veramente a casaccio, sotto l’influenza del diktat per cui sarebbe sconveniente tenere dentro casa quegli indumenti di maggior pregio estetico e morale che invece sarebbero meglio riservati solo per uscire. Ma, tra la puzza di ascelle dormite, e i vestiti con sopra i pallini di cotone consumati, l’anima ne soffre… e poi, che figura ci si fa con gli spiriti delle pareti che ci guardano da molto (molto) vicino durante la giornata in casa? 🪱

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Ora, però, per concludere, un piccolo momento di rovescio della medaglia, che sento essere necessario anche se a molti non farà affatto piacere… Se vi considerate appassionati di bedrotting, o comunque in qualche modo siete praticanti più o meno abituali dell’attività, ma quello che ho detto qui vi sembra assurdo, fuori misura, o comunque non ne considerereste nemmeno mai la semplice idea di applicazione… ahimè, voi siete probabilmente nella trappola della marciscenza non introspettiva, la variante con buona ragione strettamente criticata persino dal Consiglio Assoluto degli Stellari. Oh, per carità: nessuno è perfetto, menchemeno io che stavolta mi permetto di fare questa predica (in parte auto-predica) che mi rendo conto essere a dir poco sconclusionata… però quantomeno mantenete la mente aperta a nuove formule di riposo più arricchenti del sé, suvvia! 😳

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‘𝟐𝟎 𝐌𝐈𝐍𝐔𝐓𝐄𝐒, 𝐓𝐎𝐏𝐒’ ⏰

The hell with power naps to become more productive. How about taking power wakes to get more sleep while remaining functional. 😎

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HOLY COW

This is the dumbest joke I’ve ever made.

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Rester au lit le plus longtemps possible pour se relaxer, c'est le «bed rotting» («pourrir au lit»), une tendance qui a la cote sur les réseaux sociaux 😴
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Attention, si cette pratique devient habituelle, elle peut être un symptôme de la dépression
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