Il ministro delle Imprese e del Made in Italy accusa i gestori di manovre improprie in piena estate. Ma non si accorge, o forse non vuole farlo, ed è in buona compagnia, che la vera speculazione la sta facendo lo Stato. Un "gioco" che vale cinque volte la remunerazione del lavoro dei benzinai. L'approfondimento a cura di Remo Valsecchi
Da più parti si imputa il boom alla domanda estiva o al taglio della produzione da parte dell'Opec+. In pochi guardano però al "luogo" dove si fa il prezzo dei carburanti, cioè il listino privato londinese Platts, in mano ai grandi fondi e regolato dalla speculazione finanziaria. La stessa dinamica vista su grano e zucchero, scrive Alessandro Volpi
Le riduzioni delle imposte su benzina e gasolio introdotte dai governi dell'Ue (Italia inclusa) aggravano la dipendenza dal petrolio russo e dirottano i benefici ai più ricchi, denuncia la Federazione europea per i trasporti e l’ambiente (T&E). Occorre invece il taglio del costo dei mezzi pubblici e una tariffa sulle importazioni di greggio